24 ore Le Mans 2013: dopo il dramma di Simonsen, trionfa Audi davanti a Toyota [FOTO e VIDEO]

La 24 ore di Le Mans 2013 scatterà sabato 22 giugno alle ore 15:00, con una griglia di partenza che vedrà tre Audi R18 e-tron Quattro ai primi tre posti

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    Sono ancora i quattro anelli di Ingolstadt a salire sul gradino più alto del podio nella 24 ore di Le Mans 2013. L’Audi R18 e-tron di Duval-Kristensen-McNish agguanta il successo che solo la Toyota di Sarrazin-Davidson-Buemi sembrava al mattino poter mettere in dubbio.

    Risultato comunque positivo quello delle TS030 ibride, con il direttore di Toyota Motorsport ad ammettere che: sì, le e-tron hanno 50 cavalli in più dalla loro e per eguagliare le velocità massime sono stati costretti ad andare con un assetto più scarico.

    Poteva essere doppietta nipponica se la numero 7 di Lapierre-Nakajima-Wurz avesse mantenuto il ritmo del primo mattino.

    Ma alle 12:15 il terzo equipaggio Audi, quello di Gene-Di Grassi-Jarvis ha strappato il podio. Poco dopo, a un’ora e un quarto dal termine, anche un incidente alla curva Porsche, con Lapierre al volante, ha estromesso definitivamente la Toyota dalla lotta per la terza piazza: chiuderà quarta, davanti all’Audi di Treluyer-Fassler-Lotterer.

    Undici safety car, meteo variabile con la pioggia a fare irruzione, un avvio tragico con la scomparsa di Allan Simonsen. L’edizione 2013 della 24 ore di Le Mans mette insieme l’imprevedibilità di una corsa come nessun’altra e il dramma di un incidente meno “spettacolare” di molti visti in passato, ma con esiti ben più gravi.

    Da domani, Audi avrà l’ennesima medaglia da appuntarsi al petto e sbandierare nella comunicazione di prodotto: Le Mans, in fondo, è rimasta l’unica vetrina dove sfoggiare tecnologia da travasare sulle auto di serie.

    In classe LM GTE Pro, con il 16mo posto assoluto, è la Porsche 911 RSR del teal Manthey a vincere, mentre tra le GTE Am è la 911 GT3 RSR dell’Imsa Performance Matmut ad arrivare davanti alla Ferrari 458 Italia della AF Corse, che piazza anche il secondo equipaggio a podio.

    La classe LMP2 ha visto, invece, la vittoria della Morgan Nissan della Oak Racing, che fa doppietta con il secondo equipaggio a 1 giro di ritardo, prima della Oreca 03 Nissa del G-Drive Racing.

    La situazione al mattino

    Dopo 18 ore di corsa, resta invariata la classifica tra le Lmp1, con l’Audi numero 2 al comando davanti alle due Toyota. A esser cambiato è il divario, perché alle prime luci dell’alba, intorno alle 5, le ibride giapponesi sono rientrate nello stesso giro della r18 e-tron di Duval-Kristensen-McNish, distanziate di 2’06″.

    Ancora un incidente ha costretto la safety car a entrare in pista, alle 8:38, quando la Lola numero 13 è andata a sbattere violentemente alla curva Indy.

    Pilota scosso ma senza gravi conseguenze. Riuscirà la Toyota di Sarrazin-Davidson-Buemi a scavalcare l’Audi in testa?

    Due Toyota inseguono Audi

    Dopo quasi nove ore di gara, a Le Mans i colpi di scena si susseguono. In testa si trova l’Audi di Kristensen-Duval-McNish, che ha preso il comando della corsa dopo che l’equipaggio numero 1, quello di Fassler-Treluyer-Lotterer è stato costretto a una lunga sosta ai box per problemi alla trasmissione. La R18 e-tron è rientrata in pitlane alle 21:46, perdendo ben 12 giri.

    Classifica stravolta, con anche la terza delle Audi slittata dietro alle Toyota, che inseguono in seconda e terza posizione.

    Sarrazin-Davidson-Buemi si trovano a un giro di ritardo, mentre più distanziato è l’equipaggio Nakajima-Lapierre-Wurz.

    L’incidente di Simonsen

    Tragedia alla 24 ore di Le Mans 2013. Nelle prime fasi della corsa ha perso la vita Allan Simonsen, pilota danese di 34 anni, impegnato nella classe GT al volante della Aston Martin Vantage. Al terzo giro la vettura inglese è andata a sbattere violentemente contro le barriere, perdendo portiere e ala posteriore, per poi rimbalzare in pista, alla curva Tertre Rouge.

    Lunga fase di neutralizzazione della corsa, durata 50 minuti, dietro safety car, per consentire il ripristino delle barriere e soccorrere il pilota danese.

    L’annuncio del decesso si è avuto solo una volta giunto in ospedale.

    Dopo quattro ore di gara, ai primi tre posti ci sono le Audi R18 e-tron, con l’equipaggio Treluyer- Fassler-Lotterer al comando.

    Dal camera car della vettura che segue Simonsen si nota come la Aston Martin abbia avuto uno scarto improvviso sul cordolo, un effetto pendolo che l’ha proiettata dritta contro il guard-rail, con un angolo d’impatto critico.

    Simonsen era alla settima partecipazione alla 24 ore di Le Mans. Aston Martin ha reso noto con un comunicato di voler continuare la corsa su specifica richiesta della famiglia di Simonsen e in sua memoria.

    Le qualifiche

    Quando hai davanti 24 ore di gara – non una qualunque, ma la 24 ore di Le Mans 2013 – il risultato ottenuto in qualifica lascia il tempo che trova. Certo le tre Audi R18 e-tron Quattro si sono portate avanti col lavoro, monopolizzando le prime due file dello schieramento. In pole partirà l’equipaggio Duval-Kristensen-McNish, autore di 3’22″349 a 242 km di media oraria. Al volante, Loic Duval: «Il tempo ottenuto mercoledì è stato sufficiente per difendere la pole position. E’ sempre meglio partire davanti anche se non conta molto in una gara così lunga. Ieri (mercoledì; ndr) non eravamo del tutto soddisfatti del bilanciamento della nostra macchina, ma oggi andava molto meglio».

    Sono stati in pochi a migliorare il tempo della prima sessione di qualifiche, tra questi l’equipaggio Fassler-Lotterer-Treluyer, che ha scavalcato l’altra Audi R18 e-tron Quattro di Gené-Di Grassi-Jarvis.

    In quarta posizione scatterà la prima delle Toyota TS030 Hybrid, di Davidson-Buemi-Sarrazin, che precedono la TS030 gemella, guidata da Wurz-Lapierre-Nakajima.

    La schiera di prototipi LMP1 è completata dalle due Rebellion Lola Toyota di Nicolas Prost-Jani-Heidfeld e Belicchi-Beche-Cheng, seguite in nona posizione dalla HPD Arx-Honda del team Strakka Racing (Leventis-Watts-Kane).

    Lo scorso anno la 24 ore terminò con il primo successo di un prototipo ibrido, nemmeno a dirlo, un’Audi. La delusione in casa Toyota fu tanta, perché dopo appena 5 ore l’avventura di Davidson finì in fondo al rettilineo di Mulsanne con una brutta botta contro le barriere, causata da un’incomprensione con la Ferrari di Perezzini.

    Classifica tempi qualifiche Le Mans 2013

    1. Duval/Kristensen/McNish (Audi R18 e-tron quattro) – 3’222″49

    2. Fässler/Lotterer/Tréluyer (Audi R18 e-tron quattro) – 3’23″696

    3. Di Grassi/Gené/Jarvis (Audi R18 e-tron quattro) – 3’24″341

    4. Davidson/Buemi/Sarrazin (Toyota) – 3’26″654

    5. Wurz/Lapierre/Nakajima (Toyota) – 3’26″676

    6. Prost/Jani/Heidfeld (Lola-Toyota) – 3’28″935

    7. Belicchi/Beche/Cheng (Lola-Toyota) – 3’32″167

    8. Leventis/Watts/Kane (HPD-Honda) – 3’36″547

    9. Pla/Heinemeier/Brundle (Morgan-Nissan) – 3’38″621

    10. Rusinov/Martin/Conway (Oreca-Nissan) – 3’39″535