Adrian Newey ricorda il suo incubo: Nigel Mansell e il GP del Canada del 1991

adrian newey racconta la storia del gp del cananda 1991 e nigel mansell (video)

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    Adrian Newey

    Adrian Newey doveva ancora essere bollato come “genio”. Era già uno dei più interessanti tecnici della Formula 1. Tant’è che approdò alla Williams.

    Uno dei giorni più brutti della sua carriera fu proprio il Gran Premio del Canada 1991. La colpa è tutta del suo pilota: quel matto di Nigel Mansell…

    “Il Gp del Canada 1991 avrebbe dovuto essere la mia prima vittoria in una gara di F1 in veste d’ingegnere. Nigel Mansell era, infatti, al comando della corsa con un confortevole margine di vantaggio - racconta Newey – poi decise di salutare la folla già nel suo ultimo giro, prima di tagliare il traguardo. Purtroppo smise di cambiare le marce e il programma di gestione del motore gli spense il motore lasciandolo a piedi lungo la pista e senza poter tagliare il traguardo. Fu molto difficile per me accettare quella situazione, perché pensavo sinceramente che -dopo anni di tentativi con la Leyton House e la Williams- avrei finalmente conquistato quel primo successo, quando a poche centinaia di metri dal traguardo tutto è sfumato. Mi ricordo che ne fui estremamente scoraggiato”.

    [Guarda il video di Nigle Mansell nel GP del Canada 1991]

    Per Newey, che ormai di Gran Premi e di campionati del mondo ne ha vinti molti, c’è una nuova sfida adesso. Portare la Red Bull tra le prime vetture del lotto.

    Per questo il tecnico britannico spiega le novità introdotte per Montreal:“Così come la maggior parte delle squadre, abbiamo dedicato molta attenzione alle prese di raffreddamento dei freni, ed anche montato ali più piccole. Abbiamo anche dovuto adeguarci alle nuove misure di controllo della rigidità delle ali introdotte dalla FIA da questa gara, per verificare se qualche ala flette troppo, illegalmente. Abbiamo anche cercato di venire del tutto a capo dei nostri problemi d’affidabilità, concentrati per lo più nella zona degli accessori elettro-idraulici del cambio e credo che, a questo proposito, abbiamo effettuato un vero passo avanti”.