Agusta moto: quando la passione entra nella storia

Ecco un approfondimento sulla storia della MV Augusta nel Motomondiale centrando il racconto sulla figura della leggenda: Giacomo Agostini

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    augusta agostini

    La Meccanica Verghera Agusta è un’azienda italiana che ha scritto una pagina importante del Motomondiale dal 1945 al 1977 e sicuramente riporta alla mente grandi nomi del Motociclismo italiano, come la leggenda vivente Giacomo Agostini. Successivamente l’azienda cadde in disgrazia, fino al 2002 quando il celebre marchio fu assorbito dalla Cagiva. Ma nell’agosto del 2008 è passato al gruppo Harley Davidson che a sua volta, nell’agosto 2010, l’ha ceduto nuovamente al marchio Cagiva.

    La nascita della leggenda Augusta

    MV Agusta nasce dalla Costruzioni Aeronautiche Giovanni Agusta S.A., fondata nel 1919 dal conte Giovanni Agusta (1879-1923) e si occupava della manutenzione e riparazione di aerei militari FIAT, Savoia Marchetti, Caproni e Breda. Dopo la seconda guerra mondiale, viene realizzata la prima motocicletta intorno al 1943 e due anni più tardi, il 12 febbraio 1945 venne ufficialmente fondata la Meccanica Verghera.

    Augusta e il Motomondiale

    MV Augusta si è aggiudicata dal 1952 al 1974, almeno 75 titoli iridati del Motomondiale: 38 per quanto riguarda i piloti e 37 per i costruttori. Negli anni sessanta nasce la leggenda di Giacomo Agostini, che vinse ininterrottamente dal 1966 al 1973 il Campionato del Mondo con la 350 a tre e quattro cilindri e con la 500 a 3 cilindri.

    Il futuro di Augusta

    Nel 2002, Cagiva Motor dei fratelli Castiglioni, rivelò di aver acquisito il marchio creando la MV Agusta motor s.p.a. Ma il gruppo Cagiva piombò in una crisi finanziaria molto grave e i fratelli Castiglioni tentarono un accordo con il gruppo Piaggio che però non si chiuse. L’11 luglio 2008 la Harley-Davidson ha preannunciato il rilevamento del gruppo italiano Agusta per 70 milioni di euro. Nell’agosto 2010 il marchio è stato nuovamente ceduto a Claudio Castiglioni, ex proprietario del gruppo, per la cifra simbolica di 1 euro.

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