Andrea Antonelli morto, due anni dopo

Andrea Antonelli è morto domenica 21 luglio 2013 durante un incidente nel Gran Premio di Mosca di Supersport. Sono passati due anni da quel tragico giorno.

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    Sono passati già due anni dalla morte di Andrea Antonelli deceduto Domenica 21 luglio 2013 a Mosca in seguito ad un tragico incidente avvenuto durante le prime fasi di gara della Supersport. Era appena partita la gara, sotto una pioggia torrenziale, quando Antonelli scivolò con la sua Kawasaki sul rettilineo di partenza e fu colpito dalla moto di Lorenzo Zanetti. Il corpo del povero pilota fu sbalzato senza sensi a bordo pista. Dalle immagini si capì subito della tragicità del momento e venne trasportato d’urgenza in ospedale, dove morì poche ore più tardi.

    La sicurezza in questo sport

    E’ facile dire che si poteva evitare, specialmente quando non si vive nell’ambiente e ci si lascia trascinare da discorsi di circostanza solo per riempire i silenzi, ma una cosa è certa: la gara andava sospesa in ogni caso. La tragedia che ha colpito la famiglia Antonelli lascia certamente molte più perplessità di quante ne possano aver lasciate altre disgrazie occorse ad altri piloti prima di lui, avvenute in circostanze molto meno pericolose di quelle che si sono invece presentate quella domenica al Moscow Raceway. La pista era impraticabile a detta di molti piloti e la direzione gara avrebbe dovuto muoversi tempestivamente sui passi del buon senso. Non c’è motivo certo e parlare oggi, con i se ed i ma, non serve ma l’unica cosa che si può spendere a riguardo è che i responsabili che organizzano un evento, responsabili lo devono essere fino in fondo, e quel tragico 21 Luglio 2013 non lo sono stati affatto. Franco Uncini FIM Safety Officer del Motomondiale ha spiegato tempo fa le evoluzioni sulle misure di sicurezza in questo sport: “Non ero presente a Mosca quel tragico giorno e dai video non potrei dire nulla sulle effettive condizioni del circuito durante la gara. Non ci sono filmati sufficienti per stabilire la dinamica dell’incidente e poterne così decretare responsabilità o meno. Ormai la maggior parte dei circuiti ha raggiunto il livello standard di sicurezza, anche se quando si parla di sicurezza bisogna sempre valutare molti fattori, perché quando pensi di aver raggiunto il livello massimo, esce sempre qualcosa che ti fa rivalutare il tutto. Quando succedono incidenti come quelli che hanno coinvolto Antonelli, Tomizawa o Simoncelli, entrano in gioco forze impossibili da contrastare, e visto che usiamo dei numeri per i nostri crash test, sappiamo che è impossibile che un impatto del genere possa lasciare scampo ad un pilota. L’incidente di Antonelli poteva avere conseguenze tragiche anche a pista asciutta, forse non sarebbe caduto, ma la sicurezza oggi non può nulla contro impatti così violenti.”