Ari Vatanen sfida Jean Todt

Ari Vatanen si candida come antagonista di Jean Todt per la presidenza della Federazione dell'Automobile

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    La corsa per il sedile di Presidente della Federazione è a due. Da una parte c’è il superfavorito Jean Todt, dall’altra lo sfidante Ari Vatanen. In una recente intervista, quest’ultimo, da molti considerato l’uomo FOTA, comincia a scoprire le proprie carte

    JEAN TODT. “Credo che il Presidente debba essere neutrale” dichiara Vatanen commentando la scelta di campo di Mosley a favore di Jean Todt. Non per questo, però, il finlandese si dice scoraggiato:“Già 5 anni fa mi era stato proposto di candidarmi ma non potevo perché già facevo parte del Parlamento Europeo. Essere presidente della FIA vuol dire rappresentare miliardi di automobilisti e le elezioni saranno svolte in modo democratico”.

    FOTA. Se Todt è l’uomo di Mosley, da più parti Vatanen è stato indicato come quello della FOTA. Al candidato alla Presidenza, però, non piace questa etichetta:“Non posso immaginare che l’unica alternativa all’attuale visione della FIA sia quella della FOTA. Se si prende la mia linea di azione nel Parlamento Europeo, sono sempre stato dal lato dei consumatori. In Formula 1 i consumatori sono i costruttori: se non diamo loro un ambiente attrattivo dal punto di vista del business, se ne andranno altrove. Devono essere coinvolti. I giochi di potere, invece, dureranno poco e saranno autodistruttivi” spiega Vatanen facendo riferimento ai recenti braccio di ferro tra FIA e FOTA.

    BUDGET CAP. Una delle questioni più controverse che il nuovo Presidente FIA si troverà a gestire è il budget cap. A tal proposito, Vatanen prova a spostare il punto di vista, prendendo l’esempio della Ferrari:“Loro vendono solo 6000 auto all’anno ma non hanno problemi di costi grazie agli sponsor. Non si può andare da loro – prosegue l’ex rallista – ed obbligarli a spendere meno. Certe scelte vanno negoziante. Non imposte:”

    CALENDARIO F1. Ari Vatanen non ha dubbi. La F1 tornerà innanzitutto in Nord America. Poi si cercherà di dare stabilità a quelle nazioni che rappresentano, storicamente parlando, i capi saldi dello sport a motore. L’idea è di avere un calendario piuttosto preciso ma con delle importanti rotazioni. Le richieste, infatti, sono moltissime e le caselle da riempire non superano le venti a stagione.