Assen MotoGp 08: Stoner massacra tutti e prenota il Titolo Mondiale

commento al gran premio di olando di motogp dove stoner ha vinto dominando alla grande la corsa e valentino rossi è invece caduto

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    Stoner massacra tutti e prenota il Mondiale

    Questo nuovo cruciale episodio della lunghissima Saga MotoGp 2008 andato in onda qui ad Assen - nell’ormai deturpato tracciato, un tempo bellissimo ed ora ridotto ad un ridicolo kartodromo da quattro soldi – ha visto un fenomenale Stoner letteralmente massacrare di nuovo ogni avversario e quindi prenotare prepotentemente il suo Secondo Titolo Mondiale,

    mentre Rossi, caduto alla prima curva a sinistra della gara, travolgendo il malcapitato ed incolpevole De Puniet (sua nemesi, del resto, dello scorso anno) subisce il suo primo stop del Campionato e vede ormai grandemente ridotte le sue chances di vittoria finale, mentre il subdolo ometto di casa HRC incasella un altro secondo posto e si porta provvisoriamente in testa alla Classifica Iridata.

     

    Come volevasi dimostrare.

     

    Avevo detto che Stoner da Donington in poi avrebbe agevolmente potuto vincere OVUNQUE, anche nelle piste più lente, massimamente ostili e totalmente avverse alle caratteristiche della sua rediviva GP8, ed in qualsiasi condizione atmosferica.

    Puntuale come un orologio svizzero, Casey mi ha preso alla lettera ed ha magnificamente stritolato l’allibita concorrenza anche qui ad Assen, un altro circuito – esattamente come Donington e come pure il penoso kartodromo sassone del Sachsenring, teatro del prossimo appuntamento iridato – completamente inadatto all’impacciatissimo mostro scarlatto di Borgo Panigale.

     

    Ciò nonostante, il geniale ragazzino australiano ancora una volta ha trionfato, frantumando implacabilmente gli avversari e ritornando l’inesorabile, disumano e devastante schiacciasassi tante volte ammirato lo scorso anno, rifilando oltre undici secondi ad un rassegnato Pedrosa che nulla ha potuto fare oltre ad arrivare mestamente secondo, nonchè desolatamente staccato di mezza pista dal geniale rider di Casa Ducati. Per fare ciò, Stoner per sua stessa ammissione non ha neppure avuto bisogno di forzare al massimo, ritenendo giustamente che il rischiare oltre misura sarebbe stato non solo pericoloso, ma anche perfettamente inutile.

     

    Il ritmo di Casey in gara infatti è stato elevatissimo fin dal primo giro, ed insopportabile per chiunque altro oggi in pista, ma comunque leggermente inferiore alla formidabile, terrificante e spettacolare dimostrazione di forza messa in campo nelle prove della vigilia, ed anche nel bagnato warm up odierno. Ciò significa che l’effettivo potenziale di questo Genio delle due ruote sia semplicemente tremendo, potendo essere ancora parecchio superiore, all’occorrenza, di quanto è oggi bastato per annientare completamente ed agevolmente Pedrosa, Edwards, Hayden e compagnia bella.

    Il tutto, in una pista, vale la pena ripeterlo ancora una volta, assolutamente inadatta, ed anzi massimamente contraria alle prerogative della sua Ducati, ed appunto in sella a questa enigmatica moto che, seppur migliorata un pochino, continua ad essere nettamente la peggiore del lotto, come puntualmente dimostrato anche oggi dagli altri riders di Borgo Panigale, ufficiali e non, che nuovamente hanno rimediato l’ennesima storica figuraccia, ciofeca-Melandri ovviamente in testa………..solo nella classifica dei peggiori, naturalmente, classificatosi ancora una volta buon ultimo dietro ad Elias.

     

     

    A proposito di Nicky, devo proprio complimentarmi con lui. Ancora una volta, come già lo scorso anno, Assen ha ispirato Hayden, facendogli compiere una gara velocissima e notevole che lo avrebbe portato sul podio esattamente come nella stagione passata, per di più, questa volta, con l’ulteriore difficoltà di essere a bordo della problematica ed ancora non ben collaudata RC 212V a valvole pneumatiche……..che invece per bella ingratitudine (mai fidarsi delle Honda, del resto, lo so per esperienza personale………:) lo ha lasciato clamorosamente a secco proprio negli ultimi metri, appena prima del traguardo!

     

    La HRC però nega decisamente che l’americano sia rimasto senza benzina (dovrebbe infatti spiegare perchè mai la moto “pneumatica” abbia consumato di più, anzichè meno dell’altra, come invece ci si dovrebbe aspettare), e parla invece di misteriosi problemi elettronici, vedi caso, proprio al computer che dovrebbe gestire tra le altre cose anche i consumi della moto……… 

    Al suo posto, sul gradino più basso del podio troviamo invece Edwards, che finalmente libero dagli odiosi diktat e dalle pastoie degli ordini di scuderia imposti dall’alto (leggi, Valentino……..:) sembra davvero aver ritrovato una seconda giovinezza in sella alla Yamaha Tech 3, che lo ha portato – stavolta col nettissimo contributo della Cospicua Unica Lodevole Operosa buonasorte – al secondo podio della stagione.

     

    Dopo il redivivo Texas Tornado e lo scarognatissimo (qualunque sia la causa della sua panne finale) Hayden, che incidentalmente oggi ha restituito a Colin il favore che questi ancor più clamorosamente gli fece due anni fa, cadendo incredibilmente nell’ultima esse prima del traguardo – allora il tracciato era diverso, come tutti sanno: ho rivisto decine di volte quella sequenza, ed ancora non mi spiego assolutamente come càspita sia riuscito, il texano, a perpetrare quel numero tanto assurdo quanto inspiegabile - e regalandogli quella vittoria che fu preziosissima ed indispensabile per battere Valentino per la corsa al Titolo 2006, troviamo ancora una volta, esattamente come a Donington, un sempre più positivo Dovizioso davanti ad un assai meno entususiasmante (almeno, per le sue tremende potenzialità, ancora però tarpate dalla comprensibilissima strizza di cadere di nuovo) Lorenzo, nello stesso identico ordine della gara inglese.

     

    Nel giorno del nuovo trionfo di Stoner, per Rossi è arrivato invece il tanto paventato primo stop, contro il quale lo avevo più volte messo in guardia. Infatti, a mio giudizio questo dell’urbinate è tecnicamente uno stop in piena regola, esattamente come lo fu quello di Casey a Jerez, anche se entrambi, vittime di propri errori non provocati, ma anzi da loro stessi causati, sono stati in grado di riprendere, e finire rispettivamente ed ugualmente undicesimi nelle due gare citate.

     

    Quest’ultimo però può lamentarne un secondo, ancora più clamoroso e palese, vale a dire la inopinata rottura di Le Mans, occorsa mentre era terzo a pochissimi giri dalla fine. Dunque, fra i due, la bilancia della sorte pende ancora nettissimamente dalla parte di Vale, cosa che si traduce appunto nell’attuale, provvisorio vantaggio ancora vantato da quest’ultimo su Casey. Senza lo stop francese, tuttavia,  Stoner con i sedici punti relativi in saccoccia sarebbe ora quasi in vetta al Mondiale. In ogni caso, anche questo solo stop potrebbe benissimo essere di nuovo crucialmente fatale all’urbinate, esattamente come lo fu quello di Laguna Seca nel 2006.

     

    Ovviamente, oggi Rossi NON avrebbe comunque potuto in ALCUN modo contrastare il trionfale e velocissimo cammino dell’asso australiano (specialmente qui, con un semimanubrio storto e senza quasi più leva del cambio) ma nel migliore dei casi solo regolare agevolmente Pedrosa, ripetendo esattamente lo stesso copione utilitaristico e sommamente pratico recitato a Donington.

     A Stoner sarebbe infatti bastato forzare un po di più, mettere in campo cioè quella ulteriore marcia sfoggiata abbondantemente nelle prove e che oggi a suo stesso dire non gli è neppure servita per seminare con tutta comodità il nanerottolo iberico.

    Casey a fine gara ha appunto dichiarato  come proprio questo sia stato il successo più facile e comodo della sua carriera (arrivata oggi al bel traguardo delle 20 vittorie in Gp), ed in effetti non stentiamo certo a crederlo, esattamente come prestiamo fede alla sincerissima dichiarazione di Rossi, che, richiesto su cosa avesse pensato dopo essere caduto come un allocco alla prima curva a sinistra, perdendo il posteriore per aver bloccato la relativa ruota con una pinzata troppo decisa e falciando tra l’altro il povero De Puniet, ha detto testualmente: “(ho pensato) che sono una testa di c***o”.  Beh, se lo ammette lui stesso, c’è da credergli, non trovate?

    In effetti, mai dichiarazione di Valentino fu più veritiera di questa, e di sicuro infinitamente più sincera dell’altra, terribilmente fasulla, fatta da Rossi, che attribuisce equamente il 50% di pericolosità ai suoi due più diretti avversari!

    Ovviamente Vale sa benissimo come, esattamente quanto lo scorso anno, il solo VERO (nonchè, ahilui, nuovamente fatale……….:) pericolo nei suoi riguardi provenga esclusivamente da quel tremendo rullo compressore di nome Stoner, e non certo dal mediocre Torero Camomillo Dani, che pure alla fine dei giochi riuscì a batterlo nella Classifica finale della passata stagione.

    Lupus in fabula, al posto del Genio di Curri Curri, in vetta alla Classifica attualmente (e ripeto, del tutto provvisoriamente) troviamo invece proprio l’ometto di casa HRC, quel Pedrosa che pazientemente, alla pari di un piccolo topo, ogni volta rosicchia sedici o venti punti – come appunto nel caso odierno – e subdolamente scava nell’ombra una galleria nascosta e segreta, che attualmente sembrerebbe portarlo lontano.

     

    Ebbene, dimenticatevi pure di lui. La sua galleria non lo porterà proprio da nessuna parte, ed è semplicemente destinata a franargli addosso. Questo minuscolo e grigio roditore senza vera Classe e neppure una briciola di Genio NON vincerà il Mondiale MotoGp, nè quest’anno nè mai, ve lo garantisco. Il Titolo Iridato, appannaggio dei VERI Campioni, è una cosa che, paradossalmente, sebbene sia in testa alla Classifica, già adesso NON lo riguarda affatto.

     

    Stoner in realtà NON deve assolutamente guardarsi indietro, nè rimpiangere proprio alcunchè. Infatti, a questo punto, esattamente al giro di boa di questo lunghissimo ed appassionante cammino Mondiale, i punti lasciati così sfortunatamente a Le Mans NON gli servono più per riconfermarsi con ogni probabilità Campione della MotoGp 2008, per riconquistare meritatamente quell’Alloro Iridato verso il quale il Campione Australiano è ormai lanciatissimo.

     

    Il potenziale della combinazione Casey – GP8 attuale è infatti così irresistibilmente esplosivo, ed in tal misura inesorabilmente superiore ad OGNI altro concorrente (Rossi, ahilui, compreso), pur con la moto peggiore in campo, e dunque in forza e per merito ESCLUSIVAMENTE delle sue geniali, assolute, ineguagliate maestria di guida e Classe purissima, che l’asso australiano da qui in avanti potrebbe benissimo fare tabula rasa, e vincere tutte, ma proprio TUTTE le rimanenti prove iridate, senza che NESSUNO possa farci proprio alcunchè!

    Infatti, i tecnici di Borgo Panigale, da Donington in avanti, sono finalmente riusciti a mettere a punto il complesso software che sovraintende la regolazione in tempo reale dei condotti di aspirazione a lunghezza variabile, e che quindi accorda continuamente il motore della GP8 in funzione di ogni singolo metro della pista.

    E’ un vero peccato che, dopo la prima trionfale vittoria in Qatar, il perfetto funzionamento di questo sofisticatissimo sistema, derivato direttamente dalla Formula Uno, sia  andato letteralmente a farsi benedire per il lunghissimo periodo di ben sei Gp, costringendo un frustrato ed incolpevole Stoner a posizioni assolutamente indegne di lui. 

    Alla fine, però, i recenti tests del Montmelò hanno restituito al desmodromico drago scarlatto (che qui ad Assen ha pure sfoggiato una nuova carenatura, più snella ed aerodinamica) tutta l’efficienza elettronica che da troppo tempo tarpava le ali al formidabile rider australiano, che ora può guardare con ben altri occhi e con grandissima e rinnovata fiducia al proseguo del Campionato.

     

    I SOLI appuntamenti rimanenti in calendario che siano ancora assolutamente inadatti alla Ducati, e che potrebbero forse (ma lo ritengo, chissà perchè, improbabile…….:) sfuggire all’inarrestabile schiacciasassi di Borgo Panigale sono proprio i prossimi due: il ridicolo, indegno e cadente kartodromo del Sachsenring, assieme al suo del resto pressochè esatto – sublime cavatappi a parte – corto e lentissimo equivalente d’oltre oceano, ovverosia il bollente e riarso catino californiano di Laguna Seca.

     

    Dunque, le due nuove puntate della lunghissima telenovela Iridata saranno assolutamente cruciali, ed importantissime per l’esito finale del Campionato, e soprattutto, ovviamente, il prossimo appuntamento in calendario, il risibile e penoso tracciato sassone, lentissimo, stretto, corto, tortuoso e senza assolutamente un rettilineo degno di questo nome, esattamente come (ma in misura, se possibile, ancora negativamente maggiore) Donington ed Assen, le due ultime assurde piste dove uno scatenato, magnifico ed assolutamente inarrivabile Stoner avrebbe paradossalmente dovuto correre in difesa, e dove ha invece letteralmente massacrato la concorrenza.

     

    SE Casey dovesse vincere ANCHE QUI, nell’ultima pista della stagione completamente avversa e totalmente, terribilmente inadatta alle caratteristiche del suo impacciatissimo, ben poco maneggevole drago desmodromico, l’anno scorso allucinante teatro, fra l’altro, della collettiva, inaudita, totale (Capirossi a parte) e vergognosamente storica debacle delle Bridgestone, che si disfecero tutte completamente dopo pochi giri, ALLORA lasciate pure ogni speranza, o voi che correte – per parafrasare un pò irriverentemente il Sommo Poeta – perchè poi non ci sarà proprio più NULLA da fare per NESSUNO, e Stoner, udite udite, rivincerà alla grande il Titolo Iridato.

     

    Vedere, per credere, amici miei.

     

    Infatti, dopo l’appuntamento tedesco arriveranno Laguna Seca e successivamente alla pausa estiva anche Brno, Misano, Phillip Island e Sepang, (questi ultimi due preceduti da Motegi, la tana della Honda paradossalmente teatro di TRE clamorosi successi Ducati consecutivi) TUTTI circuiti che la passata stagione videro perentori, schiaccianti, a volte addirittura imbarazzanti trionfi di Casey, e dove non penso possa avere alcuna seria difficoltà a ripetersi brillantemente. L’unica vera rimanente incognita di quest’anno per Stoner potrebbe forse essere rappresentata da Indianapolis, (che in questa stagione ha preso il posto di Istanbul e che si svolgerà in settembre, intercalata tra Misano e Motegi), una pista recentemente rinnovata apposta per il Mondiale Velocità e tutto sommato corta e poco veloce ma con un rettilineo di decente lunghezza, sconosciuta pressochè a tutti tranne che ai riders statunitensi, che però non sono certo in lizza per il Mondiale.

    Niente paura, anche Misano (che nel complesso ricorda molto proprio la nuova Indianapolis, anche per il senso di marcia pure qui recentemente invertito rispetto a prima, seppur in direzione opposta rispetto all’attuale circuito romagnolo), del resto, lo scorso anno era una novità assoluta quasi per tutti, e sappiamo bene come sia finita……..:).

     

    Dunque, appuntamento in terra di Germania per il nuovo, cruciale ed importantissimo episodio di questo appassionante, adrenalinico ed equilibratissimo sceneggiato MotoGp 2008!

    DONOVAN

     

    Foto: Motoblog.it