Auguri ad Aguri

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    Erano un po’ di anni che una scuderia del tutto nuova non si presentava in Formula 1.

    Ci hanno pensato i giapponesi, che insieme a francesi e tedeschi cercano di infilarsi nell’albo d’oro della Formula 1 che ha quasi sempre parlato inglese o italiano, anche se non dimentichiamo i successi di Honda, Porsche, Renault e Mercedes come motoristi.

    E proprio dalla Honda è supportato Aguri Suzuki, 45enne ex pilota di Formula 1 dal 1988 al 1995 con Zakspeed, Larrousse, Arrows, Jordan e Ligier, che sarà il manager della “Super Aguri Formula 1″, nuova scuderia del circus iridato, salvo approvazione della federazione.

    La carriera di pilota di Aguri Suzuki, nonostante il cognome corsaiolo, non è stata particolarmente esaltante, anche se è stato il primo pilota giapponese a salire su un podio di Formula 1, con il terzo post nel gran premio del giappone del 1990… a Suzuka!

    Al momento, l’unico punto sicuro della nuova scuderia appaiono i motori Honda.

    E si dice che anche una buona parte dei soldini dovrebbero essere Honda, il che fa della Aguri una sorta di team B del colosso di Tokyo.

    Invece i punti incerti sono parecchi.

    Il primo, lo sponsor: si parla di Softbank, grossa azienda informatica, ma nulla è stato firmato.

    Poi le gomme: dovrebbero essere Bridgestone, ed è interessante che la Honda ufficiale mantenga le Michelin riproponendo il potenziale conflitto di interessi che si era profilato per Minardi / Red Bull.

    Quindi i piloti: sono accreditati di buone chance Takuma Sato e Anthony Davidson, ma per chiari motivi di salute pubblica, ci auguriamo che Aguri lasci a casa Sato il Kamikaze, che nelle ultime gare 2005 ha veramente espresso il peggio di sè con gli incidenti di Spa (ha buttato fuori Michael Schumacher) e di Suzuka (ha eliminato Trulli).

    Da ultimo, la cosa più importante, il telaio, senza il quale sembra essere difficile disputare delle corse.

    Leggendo tra le righe difatti, la Super Aguri non ha un telaio!

    A quanto pare la Honda contava sul fatto che la federazione avrebbe concesso ai costruttori di cedere a terzi il telaio già da questo anno, ma così non è stato. I telai non prodotti in proprio possono essere acquistati solo da aziende che non competono in Formula 1.

    Le ipotesi quindi possono solo essere due: o viene rispolverato il vecchio telaio Arrows attualmente di proprietà di Paul Stoddart (ma risale al 2002 e da allora sono state introdotte diverse modifiche al regolamento), oppure si bussa alla porta della Dallara, da anni presente nelle competizioni americane e costruttrice dei telai della GP2, e gli si chiede di fare un mezzo miracolo.

    Tuttavia i tempi appaiono veramente stretti.

    Quindi, auguri Aguri!