Autodromo di Monza, per il catasto è uno sconosciuto

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    Indovinello per gli appassionati, tra sport e fisco. Cos’è che sta nel Parco nazionale di Monza e non risulta iscritto al catasto? Sì, è proprio quel che state pensando. L’autodromo di Monza si scopre, solo adesso verrebbe da dire, che non è mai stato accatastato. Uno dei cinque tracciati Bibbia della Formula 1, un monumento dell’automobilismo, eppure, le tre varianti, i box, le tribune di rappresentanza e altre strutture non risultano all’Agenzia del Territorio.

    Facile immaginare che il conto dei tributi non versati sarà alquanto salato. Si dovranno regolarizzare gli ultimi 5 anni di Ici non versata – i precedenti sono prescritti – e la futura Imu. Intanto, le procedure di accatastamento sono in corso. Certo, dopo 50 anni, il che non è proprio un record di velocità. L’ultima mappa risale agli anni sessanta, quando si correva ancora sulla sopraelevata e la prima variante, la Roggia e la Ascari erano ancora da partorire.

    L’autodromo è gestito dalla Sias – società controllata dall’Aci di Milano – che si incarica anche dell’organizzazione del gran premio. A tal proposito, nessun timore. Non ci sono pericoli per le attività in pista, tanto meno per la gara di settembre.