Autodromo di Monza sotto indagine: GP d’Italia non a rischio

Formula 1: Autodromo di Monza nel caos per l'inchiesta sull'asfalto e sulla corruzione

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    Gran Premio di Formula 1 Italia  , autodromo monza

    Momento delicatissimo per l’Autodromo di Monza. Uno dei templi della velocità a livello mondiale, pari per blasone, fascino e storia solo a luoghi come Silverstone, Indianapolis o Montecarlo, rischia di trovarsi invischiato in vicende giudiziarie. Il nodo riguarda un’inchiesta in corso su fatturazioni false e corruzione per quel che concerne l’appalto della ristorazione. Non solo: in Brianza non si sono ancora sopite le eco della polemica sull’asfalto dopo la pessima figuraccia rimediata durante il weekend della Superbike quando caddero molti piloti per colpa di qualche goccia di pioggia e la competizioni fu interrotta dopo pochi giri. A rassicurare i tifosi italiani di Formula 1 interviene il presidente dell’ACI Angelo Sticchi Damiani:“La situazione è complessa ma non preoccupante. Tutto sarà risolto e sono convinto che si arriverà serenamente al Gran Premio”.

    Monza: autodromo sotto inchiesta

    Un primo filone di inchiesta che investe l’Autodromo di Monza riguarda aspetti fiscali e di gestione. Un secondo, si prende in carico lo stato dell’asfalto. Troppe cadute durante la Superbike hanno reso il Gran Premio d’Italia di maggio un vero flop. “Non ci saranno problemi”, ha rassicurato Angela Fortuna nel ruolo di avvocato del presidente della SIAS (società che gestisce l’evento) Paolo Guaitamacchi, parlando del Gran Premio d’italia di Formula 1. “A luglio verranno eseguiti dei lavori di risanamento del tratto di pista sospetto”, ha aggiunto il legale facendo riferimento, in particolare, alla situazione delicata della curva Parabolica.

    Bernie Ecclestone rischia il carcere per corruzione

    In tema di problemi giudiziari che investono la Formula 1 non possiamo non riportare una notizia che interessa niente di meno che Bernie Ecclestone. Il patron del Circus rischia grosso. La nota vicenda su corruzione e tangenti che lo sta interessando vede una svolta decisiva. Gerhard Gribkowsky, all’epoca dei fatti dirigente della banca tedesca BayernLB, è stato ritenuto colpevole. Per lui è arrivata una condanna ad 8 anni di reclusione per evasione fiscale e corruzione. Proprio Gribkowsky aveva fatto il nome di Bernie Ecclestone. Secondo il banchiere tedesco, Mr. E. avrebbe sborsato una tangente di 44 milioni di Euro per avere agevolazioni durante la trattativa di acquisizione dei diritti d’immagine della Formula 1 da parte della sua società CVC. Ecclestone si è difeso proclamandosi innocente ed insinuando che Gribkowsky lo avrebbe tirato dentro alla vicenda solo per ottenere uno sconto della pena a seguito della propria collaborazione con la giustizia:“Ho detto ai magistrati tutto quello che c’era da dire. Ho detto la verità. Non penso che avrà altri problemi”, ha affermato.