Ayrton Senna, ci manchi tu!

Ricordo e video di Ayrton Senna a 15 anni dalla sua scomparsa avvenuta il 1° Maggio del 1994 sul circuito di Imola durante il Gran Premio di San Marino tramite le immagini più significative della sua carriera

da , il

    Ayrton Senna era così: un fratello, il tuo migliore amico, un padre, un insegnante di quelli che ti passano la materia e la passione fino a farti innamorare del suo mondo e della sua figura.

    E così si sapeva dei suoi amori, sempre fantastici, dello sci nautico e del paradiso terrestre che era la sua abitazione in Brasile, della sua amicizia con Berger e della pasta in bianco.

    E così si vedevano le prove del sabato e si aspettava l’ultimo minuto sicuri che Senna avrebbe fatto la pole, proprio prima della fine del collegamento, proprio quando l’immagine sfumava e la voce di Poltronieri pian piano svaniva…

    Io ero un ragazzo ma questa storia potrebbe essere scritta al plurale perché tutti i tifosi di Ayrton lo sentivano molto più che un pilota e basta, sebbene il migliore, senza alcun dubbio. Sì perchè Senna pur avendo lottato e non solo vinto contro Prost, Piquet, Mansell, Lauda e tanti altri è sempre sembrato di un altro pianeta.

    I racconti degli addetti ai lavori sono tanti e sempre bellissimi; le gesta del campione epiche vale a dire mitiche, quasi magiche.

    Magic appunto, così era detto Ayrton Senna da Silva.

    Qualsiasi cosa si scriva su Senna non potrà essere esaustiva e allora proverò a dissotterrare qualche immagine che oggi, come ogni Primo Maggio, mi passa per la mente, in disordine ma in modo chiaro.

    Oggi è bello ricordare l’uomo capace di fare 65 pole position su 161 partenze, capace di fondare una organizzazione umanitaria seconda solo ad Unicef per aiutare ed assicurare un avvenire ai bambini delle favelas brasiliane, capace di fare lo zingaro per anni in giro per l’Europa dimenticandosi l’impero brasiliano che lo avrebbe aspettato al di là dell’Oceano, capace di vincere il GP d’Europa 1993 doppiando tutti, capace di pregare per Nelson Piquet che lottava tra la vita e la morte dopo che questo per anni lo aveva infangato in ogni maniera, capace di tener dietro Mansell nel 1993 a Montecarlo per 6 giri davvero memorabili, capace di mandare a quel paese il Presidente della Federazione senza mezzi termini, capace di alzare il morale al Brasile il suo Paese incapace di uscire dalla povertà e dalla diseguaglianza.

    Capace di dire per radio, a poco dallo schianto imolese, ad Alain Prost, rivale aspro e forte: “Alain, ci manchi”.

    Ayrton, ci manchi tu.