Ayrton Senna e la morte: Ecclestone va in tilt

Bernie Ecclestone non c'è più con la testa

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    A volte ritornano. Non stiamo parlando del fantasma di Ayrton Senna ma dell’idiozia di Bernie Ecclestone che, per quanto si sforzi, non riesce più a nascondere l’invecchiamento della propria materia cerebrale. In Brasile, parla con dei giornalisti e spara:“E’ un bene che Senna sia morto”.

    BERNIE ECCLESTONE. “La sua morte è stata una gran tristezza, ma è stata poi un bene per la F1″. Di fronte ad un incredulo Fabio Seixas, Bernie Ecclestone parla così di Ayrton Senna. “Chi non aveva mai sentito parlare di F1 ha cominciato a interessarsi al nostro sport” ha aggiunto il 79enne inglese dimostrando chiaramente di essere in stato confusionale. Si sa che lui mette il soldo davanti a tutti ed è pur vero che la scomparsa di Ayrton Senna può aver avuto l’effetto di catturare maggiore attenzione attorno a questo sport. Ma da qui a definire questo fenomeno come positivo, passando sopra alla tragedia come se nulla fosse, è allucinante. Il vecchietto si è affrettato a smentire ma quel giornalista ha cominciato a distribuire in giro le registrazioni originali dell’intervista che confermano tutto. Senza pietà. Giustamente. I più attenti ricorderanno che non è la prima volta che il patron del Circus sbaglia completamente mira: tre mesi fa si era impegnato in un elogio di Hitler e del Nazismo. Anche lì disse di essere stato frainteso. La storia la conosciamo…

    AYRTON SENNA. Ricordiamo che Ayrton Senna è scomparso all’età di 34 anni durante il Gran Premio di San Marino ad Imola del 1994. Sin dal primo momento, restando costante fino ad oggi nonostante siano passati 15 anni, l’affetto e la commozione di milioni e milioni di brasiliani hanno circondato la figura del pilota innalzandolo a mito indiscusso della storia di quel popolo. Bestemmiare in chiesa avrebbe fatto meno scalpore. Sottolineare ulteriormente cosa abbia significato la sua perdita per questo sport, non renderebbe giustizia al dramma puro e semplice della perdita tanto assurda quanto prematura di una vita.