Ayrton Senna, il film per i 20 anni dalla morte [FOTO]

In occasione del ventennale dalla morte, Italia 1 trasmette il film documentario Senna

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    Ayrton Senna Film Tribute

    Non è una novità assoluta, perché Senna - documentario del regista inglese Asif Kapadia – è stato proiettato per la prima volta nelle sale nel 2010. Debutto della pellicola in occasione del gran premio del Giappone di quell’anno, a 16 anni dalla scomparsa di Ayrton, poi l’arrivo in Italia nel 2011.

    Docufilm, perché non poteva essere diversamente il racconto della storia di Magic. Narrare le vicende sportive, i gossip, la fede, erano di per sé sufficienti per ritrovarsi con un copione perfetto, da Hollywood: quando la realtà si mescola alla fantasia.

    C’è la lotta contro il volere della famiglia, benestante e inizialmente per nulla incline ad appoggiare la carriera di Ayrton, c’è il trasferimento nella fredda Gran Bretagna, i primi passi nella Formula 3 e il dominio.

    Senna ripercorre l’approdo in Formula 1, dagli exploit con la Toleman fino al week end drammatico di Imola 1994, passando per i trionfi epici nel mondiale, l’affermazione nel suo Brasile e l’orgoglio ferito di chi si sentiva tradito dalla politica (Suzuka, 1990 e lo speronamento di Prost “annunciato”; ndr). E’ film che merita di essere visto perché realizzato con materiale d’archivio – tante parti inedite -, nessuna interpretazione affidata ad attori, solo scene reali. Memorabile è la riunione dei piloti a Suzuka così come la guerra con Balestre.

    Italia 1 stasera manderà in onda a partire dalle 21:00 la storia di Magic, a 20 anni dalla scomparsa. Su Senna si potrebbero scrivere pagine intere, perché è il personaggio a essere complesso e dai molteplici aspetti. C’è il Senna campione, c’è l’uomo Ayrton, quello simbolo per il Brasile e l’altro che quasi di nascosto si recava in ospedale per aiutare chi era in difficoltà. Il documentario di Kapadia riesce a dare un quadro piuttosto completo su chi è stato Ayrton Senna e come abbia costruito la sua leggenda.

    Fabiano Polimeni