Barrichello e Schumacher? Mai alla pari

rubens barrichello mentre sta per tagliare il record del maggior numero di partecipazioni ai gran premi di formula 1 torna a parlare del suo rapporto in ferrari con michael schumacher ed ammette di essersi sentito trattato come un secondo pilota, da qui la decisione di lasciare

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    Barrichello e Schumacher? Mai alla pari

    Continua il tempo delle celebrazioni e dei bilanci per Rubens Barrichello in vista del suo nuovo record di pilota con il maggior numero di Gran Premi disputati in Formula 1. Nell’occasione, il brasiliano torna anche a parlare del suo periodo alla Ferrari e del rapporto con Schumacher, spiegando di non essersi mai sentito trattato alla pari.

    Il CONTRATTO. “Nel mio contratto con la Ferrari non c’è mai stato scritto da nessuna parte che sarei stato secondo” – conferma Rubinho in un’intervista alla Tv Globo.

    DIVERSO TRATTAMENTO. “Nonostante ciò - prosegue lo storico numero 2 – in molti casi mi sono sentito frustrato perché tutti credevano che non ci fossero differenza tra noi mente sapevo che la lotta tra me e lui era impari”.

    ADDIO ALLA FERRARI. La goccia che ha fatto traboccare il vaso sembra sia stata il GP di Indianapolis del 2005:“Ad Indianapolis nel 2005, quando correvamo solo in 6 per il caso delle gomme Michelin, mi è stato chiesto di rallentare il passo perché Michael era indietro. Penso che sia stato in quel momento che mi sono convinto a lasciare la Ferrari. Quell’episodio è stato cruciale”.

    Quello che dice Barrichello e che molti anti-Schumi credono è sicuramente vero. Ci sono, però, da fare altre due considerazioni.

    La prima è che probabilmente la Ferrari ha favorito (inconsciamente?) Schumacher. Ma la differenza tra i due, a lungo termine, è evidente. Pur considerando Barrichello eccellente, Schumacher resta tra i fenomeni assoluti di questo sport. Apro una parentesi: per giudicare il tedesco si deve vedere cosa è stato capace di fare dal 1992 fino al 2000 quando aveva un mezzo inferiore. Troppo facile giudicarlo solo per la sua seconda parte di carriera quando c’ha pensato la Ferrari a portarlo al successo. Prima, invece, si è sudato e meritato ogni singolo Gran Premio. Ed è lì che ha fatto in modo clamorosamente netto la differenza.

    La seconda considerazione, diretta conseguenza della prima, è che avere due piloti che si fanno lotta in famiglia, soprattutto nel caso in cui uno dei due sia inferiore ma non di molto, può generare solo dei danni. In questo caso non ha senso citare l’esempio Prost-Senna o Alonso-Hamilton. Semmai Coulthard-Hakkinen: lo scozzese più di una volta ha messo in serio imbarazzo il team McLaren perché ha ostacolato o danneggiato Mika Hakkinen. Chi di voi al posto di Ron Dennis non avrebbe deciso di dare degli ordini di scuderia? E considerate che pure Coulthard era capace talvolta di tenersi dietro Hakkinen, fare delle pole e vincere dei Gran Premi. Proprio come Barrichello. E proprio come Coulthard alla fine stava dietro ad Hakkinen nel mondiale, anche Barrichello lo sarebbe stato al confronto con Schumacher. Alla Ferrari lo sapevano e si sono comportati di conseguenza. Semplice.