Barrichello parla di ritiro…

Rubens Barrichello si appresta a correre il suo 230 Gran Premio

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    Rubens Barrichello

    Rubens Barrichello si appresta a correre il suo 230 Gran Premio.

    Il brasiliano, classe 1972, ha davanti a sé nella classifica dei maggior numero di GP corsi in F1 solo Michael Schumacher con 242 e Riccardo Patrese con 256.

    Con l’italiano non più in attività e con il tedesco sempre in forse sul suo futuro, il traguardo sembrerebbe alla portata. Sembrerebbe, appunto, perché il brasiliano dichiara alla rivista “Auto Bild” che è molto improbabile che riesca a raggiungere quel record. Dato che ha intenzione di ritirarsi a fine 2007. In coincidenza con la scadenza del contratto che lo lega alla Honda.

    Barrichello ha iniziato a correre in F1 giovanissimo nel 1993 dopo aver vinto 5 mondiali kart in brasile, Formula Lotus e Formula 3000 britannica al primo tentativo ed essere arrivato terzo in Formula 3000 sempre al primo tentativo.

    Un soggetto del genere non poteva non essere notato da uno degli ultimi talent scout della F1 al quale si deve anche l’esordio di Michael Schumacher, Eddie Jordan.

    Così Barrichello comincia al volante della Jordan con la quale ottiene due punti il primo anno.

    Nel 1994, dove rischia seriamente la vita dopo l’incidente al venerdì nel tragico week-end di Imola, fa molto meglio con ben 19 punti, il primo podio e la prima pole. Non così bene vanno, invece, 1995 e 1996 con rispettivamente 11 e 14 punti.

    Il 1997 è l’anno del passaggio alla Steward. Per lui solo 6 punti raccimolati e un podio. Peggio ancora il 1998 con appena 4

    La svolta avviene nel 1999 dove disputa una eccellente stagione (farcita da 3 podii, una pole e 21 punti in campionato) e viene ingaggiato dalla Ferrari.

    Nel 2000 aiuta il team a vincere il secondo campionato costruttori consecutivo ed il primo piloti con Schumacher dal 1979. Per lui quarto posto finale, 62 punti e – soprattutto – la sua prima vittoria in quel di Hockenheim con tanto di invasione di pista e pioggia improvvisa. Bagnato anche il podio tra champagne ed interminabili lacrime…

    Nel 2001 continua il dominio di Maranello e Rubinho arriva terzo con 56 punti. Stesso discorso per gli anni successivi con il secondo posto finale nel 2002 (con 4 vittorie e 77 punti), il quarto nel 2003 (2 vittorie e 65 punti) e di nuovo il secondo nel 2004 (altre 2 vittorie e ben 114 punti).

    Nel 2005 risente della crisi Ferrari e si deve accontentare di 38 punti e qualche podio più o meno occasionale. Nella speranza di trovare maggior fortuna rescinde con un anno di anticipo il contratto che lo lega alle Rosse per passare alla Honda.

    In questo 2006 dopo un inizio difficile ha cominciato a fare costantemente meglio del giovane e quotatissimo compagno Button. Unico limite è la sua vettura assolutamente non all’altezza della situazione. Il bravo Rubens sperava che lasciando la dittatura “Schumacheriana” e passando ad un altro top team con ambizioni, soldi e know-how di massimo livello avrebbe potuto togliersi qualche grossa soddisfazione e molte rivincite. Purtroppo le cose sappiamo tutti come sono andate realmente. Il suo contratto scade nel 2007 e le possibilità che il prossimo anno vada così bene da convincerlo a restare paiono non esserci.

    Sicuramente non per quanto riguarda la Honda o qualche altro team di vertice. E prima di fare il vecchietto in una Midland a caso… Rubens ha già scelto di starsene fuori.

    Onestamente credo che lui non sia all’altezza di personaggi del calibro di Alonso o Schumacher. Ma, tra gli altri, in pochi possono batterlo. Per cui, se il mondiale l’hanno vinto gente come Hill, Villeneuve o Hakkinen (bravi, per carità, ma non fenomeni…) anche lui non avrebbe sfigurato tra questi nomi. Purtroppo la sorte si è mossa diversamente e Rubinho non ce l’ha fatta. Consoliamoci pensando che non sarà l’ultimo e non è stato il primo a congedarsi dalla F1 senza nessun titolo in tasca, nonostante ne avesse le possibilità…

    Fonte: Auto Bild

    Dati e Statistiche: www.f1db.com