Bernie Ecclestone e il futuro della Formula 1

bernie ecclestone sta gestendo il futuro della formula 1

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    La nascita della FOTA, Formula One Teams Associations, significa che lo zio è prossimo alla pensione. Non vi è alcun dubbio, così come non vi sono dubbi che la Formula 1 stia vivendo un periodo di grandi trasformazioni, molte delle quali – vedi ritorno all’antico su gomme ed elettronica – sembrano incontrare i favori di pubblico e addetti ai lavori. Il lavoro di Ecclestone, però, sembra ancora lontano dal potersi dire concluso. Vediamo quali sono le prossime sfide che lo attendono, prima di lasciare definitivamente la sua ambita poltrona.

    12 SQUADRE. Dovevano essere 12. Per regolamento. Le scuderia sono rimasta 11 per poi arrivare a 10 dopo l’abbandono della Super Aguri. Troppo poco. Si consideri, inoltre, che il futuro della Toro Rosso, ultimo team satellite rimasto, è in forte dubbio. Le semplificazioni tecniche dovrebbero attirare nuovi investitori ma non sembra che la cosa stia veramente funzionando. Inoltre, il congelamento dei motori e le forti limitazioni in altri campi, stanno banalizzando la Formula. Urge trovare un rimedio. In pista ci devono essese almeno 24 vetture.

    REGOLAMENTO DIFFICILE. Troppe regole, troppe interpretazioni diverse, troppa incertezza e troppe limitazioni. Il regolamento dovrebbe essere più chiaro e senza alcuna possibilità di dubbio. Si pensi al Mass damper, tanto per citare uno degli esempi più eclatanti di caos regolamentare. Si pensi a tante altre polemiche su motori più o meno congelati o su presunti escamotage elettronici per sostituire il Traction Control. Si pensi alle decisioni dei commissari di gara prese dopo il GP del Belgio 2008.

    NO AL MONOMARCA, SI’ AL GENIO. Più di Ecclestone, potrà la Federazione. Mosley deve fare in modo che il genio venga premiato. Le vetture devono essere riconoscibili dalla forma, non dal colore. Le prestazioni devono essere determinate dalla bontà di una certa soluzione tecnica adottata in fase di progettazione piuttosto che dal dettaglio di una miglior regolazione. Insomma: va trovata una soluzione a quel monomarca mascherato che è oggi il grande Circus. Se però il presidente della FIA propone addirittura di passare al motore unico, siamo messi male gente. Malissimo.

    STATI UNITI. E’ possibile che la Formula 1 vada a correre in Buaranesia e scappi a gambe levate dagli Stati Uniti d’America, lo stato che volenti o nolenti si deve ammettere essere il più importante del mondo? Bernie deve risolvere anche questo. Che si metta d’accordo con qualcuno e tiri fuori un bel circuito, degno di questo nome, per dare un po’ di spettacolo anche a questi americani da civilizzare. Qualcuno deve insegnar loro che le corse non sono solo sgommate e sportellate. Colonizziamoli. Please!

    CALENDARIO ALLARGATO, MA DOVE?. D’accordo far crescere il calendario fino a 20 corse. I team, rassegnati e per far fronte alle maggiori spese, chiedono di diminuire ulteriormente i test e avere più prove libere durante i weekend di gara per poter così compensare il tutto. Non male come idea. Il venerdì diventerebbe sia il giorno di preparazione alla gara e sia il giorno di sviluppo e test di nuove componenti. Anche in questo caso si avrebbe un affascinante ritorno all’antico. Come ciliegina sulla torta, però, ci vorrebbe un bel colpo di gomma da cancellare su quelle mete troppo esotiche e moderne. Va bene tutelare i mercati asiatici e render gloria agli investitori arabi, ma per tenere in vita questa Formula 1 c’è bisogno di altro humus. Vengano ripresi in esame i casi di Imola, Silverstone, Nurburgring. E si rispolveri qualche altra pista eroica.

    VIDEOGIOCO. La Formula 1 su PC e console ha vissuto anni di latitanza. Siglato l’accordo con la Codemasters, gli appassionati si augurano che arrivi una nuova era. Sapere che il videogioco ci sarà, non basta agli smanettoni i quali fanno una semplice considerazione: se è vero che la F1 è la massima espressione automobilistica, il gioco deve essere la massima espressione della simulazione di guida. Nulla deve essere lasciato al caso e il prodotto dovrà rappresentare l’eccellenza sotto innumerevoli punti di vista come guida, gestione regolazioni, grafica, possibilità di carriera, giocabilità in rete, etc. etc. (vedi qui per la lista della spesa).

    ALTA DEFINIZIONE. Sarà possibile avere per tutti la visione in HD o questa sarà limitata solo a coloro i quali saranno disposti a pagarla? In termini di contenuti premium, si ha già una copertura globale del weekend e l’assenza di pubblicità. Dare la possibilità a tutti di avere come standard l’alta definizione sembra un punto da affrontare. Va detto, infatti, che in America con la Nascar Series le cose vanno così da anni. Qui, invece, siamo ancora agli esperimenti…

    VIDEO ONLINE. Prendere 3 minuti di filmati e riprodurli su youtube a qualità bassissima non sembra una grave violazione di quel copyright che la FOM vanta sulla Formula 1. Quello che tocca subire a molti appassionati, però, è il vedersi oscurare un video su un sorpasso, un incidente, un qualunque momento caldo di un GP subito dopo averlo messo in condivisione in rete. Il problema va risolto. Al limite, che pensino ad introdurre una sezione apposita sul sito della Formula 1 o decidano una durata massima (es. non più di 5 minuti) o una soglia di qualità entro la quale il filmato non viene considerato illegale. Il grande (e giovane!) pubblico della rete che rappresenta il futuro per il business della F1, ringrazierebbe sentitamente.

    Per proseguire la discussione, vi invitiamo a votare il nostro sondaggio su Bernie Ecclestone ed il futuro della Formula 1