Bernie Ecclestone: fatta la cosa giusta

Bernie Ecclestone si difende dalla critiche e spiega perché è giusto che sia il pilota con più vittorie quello che si deve aggiudicare il titolo mondiale

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    Bernie Ecclestone respinge le critichi piovutegli addosso da più parti dopo che la Federazione Internazionale dell’Automobile ha deciso di accogliere la sua proposta di premiare con il titolo mondiale il pilota che avesse vinto più gare nella stagione 2009. E Briatore si schiera dalla sua parte.

    ECCLESTONE. Per niente turbato dalle critiche, Bernie Ecclestone ribadisce la bontà della sua proposta puntando tutto sulla vittoria come essenza della competizione:“Così chi è secondo dovrà provare a vincere piuttosto che pensare che, arrivando primo, otterrebbe solo due punti in più. I piloti hanno bisogno di un incentivo. Prima se tu eri al comando e io secondo, pensavo che sarebbe stato rischioso sorpassare e non mi sarei preoccupato di farlo”. Proprio per questo motivo, la FOTA aveva proposto di ampliare la forbice di punti tra primo e secondo. Ma vaglielo a far capire. Il nonnetto resta sulle sue e proclama:“Farà bene ai tifosi e allo sport. E piacerà ai piloti più forti, quelli che corrono per vincere. Per gli altri, invece, non cambierà nulla” conclude il patron della FOM”.

    BRIATORE. Tra i team manager, al momento ce n’è solo uno che esce allo scoperto per dichiararsi a favore di Ecclestone. E’ Flavio Briatore:”Non ho problemi con il nuovo sistema di classifica, per un pilota sarà una motivazione in più per spingerlo a dare il massimo. I sorpassi e le vittorie in fondo sono tutto in F1 e penso che stiamo andando nella direzione giusta”. Il piemontese è più critico, invece, nella regola che introduce un limite ai budget delle scuderie fissato a 33 milioni di euro:“La F1 ha bisogno di monoposto uguali e regole identiche per tutti, poi si può discutere del budget. La crisi finanziaria preoccupa tutti, noi dobbiamo rendere questo sport ancora più efficiente”.

    MONTEZEMOLO. Di parere contrario ad Ecclestone si è detto Montezemolo. Il presidente FOTA è rimasto soprattutto deluso per come l’associazione non sia stata ascoltata dalla FIA. Nel merito, però, stando almeno a quanto dichiarato nel 2008 quando si disse più volte dispiaciuto che il titolo mondiale fosse andato ad un pilota che aveva vinto meno gare, la nuova regola potrebbe non fargli storcere il naso più di tanto. Soprattutto nel caso in cui una Ferrari fragile ma veloce riesca a capitalizzare al meglio la nuova opportunità.