“BridgestoneR”: un matrimonio che non deve finire

Continua la collaborazione tra la Bridgestone e i suoi piloti MotoGP per raggiungere prestazioni con livelli elevati e conquistare il Campionato Mondiale anche quest'anno

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    Dopo la schiacciante vittoria della scorsa stagione, la Bridgestone torna nuovamente in pista in questo Campionato con un unico obiettivo: vincere.

    Già, perchè la vittoria, ormai, è l’unico risultato che la Bridgestone può cercare di ottenere: Il Campionato vinto da Stoner e la Ducati, in gran parte è merito anche (e, come alcuni dicono, soprattutto) delle corperture che hanno equipaggiato la GP7 desmodromica di Borgo Panigale.

    Il nuovo anno, però, ha fatto assistere ad una sorta di “rinascita” della casa fracese che, stando ai risultati di queste prime gare, sembrerebbe aver recuperato l’enorme gap visibile fino al 2007.

    Un gap apparentemente incolmabile che ha costretto/convinto addirittura Valentino Rossi a cambiare fornitore e passare da Michelin a Bridgestone per il 2008.

    Sei anni di competizioni nella classe regina (matrimonio iniziato con la 125cc nel 1991 e coronato nel 2002 con l’upgrade alla MotoGP) e finalmente un nel 2007 il primo Campione del Mondo gommato Bridgestone: questo è il bottino all’attivo della casa di pneumatici che ha fatto impazzire Rossi e Yamaha al punto di splittare la squadra in due pezzi!

    Il 2008, però, non si è aperto con una stracciante superiorità. Tolta la prima super-gara in notturna, le ultime due competizioni non hanno premiato a dovere le gomme di Valentino & Co.

    La Bridgestone mette in guardia dai falsi allarmismi e consiglia di non cedere al’ansia: la rimonta arriverà e arriverà presto.

    Intanto, con l’aiuto dei suoi piloti, la casa giapponese prova a ricostruire una copertura vincente. Loris Capirossi, Shinia Nakano e John Hopkins parlano dei progressi fatti dalla casa Campione del Mondo e si dicono entusiasti.

    Ho lavorato con loro per parecchi anni – racconta CapiTrex – “e la collaborazione è molto buona. Penso migliori di anno in anno. Ho potuto seguire lo sviluppo delle gomme nell’arco di molto tempo. Non eravamo i migliori all’inizio e adesso lo siamo, possiamo tranquillamente dire che Bridgestone ha portato molti miglioramenti in MotoGP“.

    Gli fa eco John Hopkins, altro pilota in forza alla Kawasaki, che però ha conquistato il suo primo podio in MotoGP, nel 2007, proprio con le Bridgestone: “Bridgestone va alla grande e non volevo un team che montasse gomme diverse. Credo fortemente nel loro sviluppo e credo fortemente nelle loro performance“.

    Anche Shinya Nakano si unisce al coro: “Sono realmente impressionato dal loro sviluppo perchè quello che chiediamo viene preparato in tempi incredibilmente brevi. Quindi sono contento di correre con Bridgestone, soprattutto perchè la gomma anteriore mi da molta fiducia“.

    Rimane Casey Stoner che, per il momento non parla, ma… se lo facesse, avrebbe veramente tanti tanti tanti ringraziamenti da fare alla Bridgestone e dintorni!