Burgess sul divorzio Valentino Rossi-Ducati: “La partenza di Vale servirà a smuovere le acque”

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    Valentino Rossi, Jeremy Burgess

    AP/LaPresse

    I protagonisti del motomondiale si preparano a tornare in pista per il gran premio di San Marino, tredicesimo appuntamento della stagione, che si correrà questo week end sul circuito di Misano intitolato a Marco Simoncelli. Ancora una volta sono le voci riguardanti Valentino Rossi a tenere banco, o meglio gli strascichi che si sono creati dopo l’ufficializzazione del divorzio fra Rossi e la Ducati con il pilota di Tavullia che ha deciso di tornare in sella alla M1 che tante gioie gli ha dato. Questa volta è Jeremy Burgess, lo storico capotecnico di Vale, a dire la sua su questo matrimonio fallimentare tentando di spiegare le cause per cui questo binomio italiano non è riuscito mai a decollare.

    Ecco le parole del capotecnico australiano su questa ennesima avventura che ha affrontato insieme a Rossi in Ducati: “Siamo stati chiamati in Ducati con lo scopo di trasformare la Desmosedici in una moto adatta ad ogni pilota ma il metodo di lavoro non ha rispettato le nostre attese. Scendiamo in pista con il telaio utilizzato in Qatar, mentre gli altri continuarono a provarne di nuovi. Non è solo un pezzo che unisce due ruote, ha un ruolo fondamentale nello sviluppo”.

    Quelle di Burgess sono parole importanti e continuando a leggere quanto da lui rilasciato, si può capire che la scelta di Rossi sia stata in qualche modo condizionata anche dall’opinione di Jeremy: “Per migliorare serve un impegno da parte di tutto il gruppo e così non è stato. Continuare con Ducati avrebbe significato passare un’altra stagione simile a quella in corso ed ho consigliato a Valentino Rossi di scegliere la moto migliore visto che rimarrà in classe regina ancora per due anni. Hanno perso Valentino, forse questo servirà a smuovere le acque”.

    Il capotecnico australiano fa quindi un paragone con il metodo di lavoro utilizzato dalla Yamaha nella stagione 2004, l’esordio di Vale con la casa di Iwata, confessando: “Ristrutturarono il Reparto Corse pensando al necessario per raggiungere il successo, non si sono limitati ad ingaggiare un pilota ed il suo entourage. Fornivamo informazioni per lo sviluppo e loro, in tempi rapidi, realizzavano un mezzo eccezionale”.

    Infine Burgess ha voluto sottolineare le varie responsabilità di questo biennio deludente, difendendo il proprio pilota dalle voci che lo vorrebbero non più abituato a lottare: “Valentino Rossi p rimane un talento eccelso che è sempre stato. Le motivazioni rimangono una spinta fondamentaleer un pilota ed in Yamaha, quando non andava come ci si attendeva, lavoravano per tener alto il morale. Tentare di risolvere il problema riscontrato con il pilota aiuta molto ed in Ducati non lo fanno”.

    Fonte: Motosprint