Button ha problemi di pressione

Nell’ultimo Gp era partito in pole e tutti si aspettavano una sua grande gara

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    Jenson Button

    Nell’ultimo Gp era partito in pole e tutti si aspettavano una sua grande gara. Per colpe non sue, invece, è sparito subito dal giro buono. Peccato per lui, sarà per un’altra volta: abbiamo pensato noi. Altri, soprattutto in Inghilterra, invece, hanno continuato a tormentare Button battendo sul loro tasto preferito, vale a dire l’ennesimo appuntamento mancato con la prima vittoria.

    Non deve essere bello correre con questo tipo di pressione addosso. Ormai la cosa è matura. La macchina c’è ed anche il pilota pare sufficientemente esperto. Ma non sempre questi sono elementi sufficienti. Ad esempio, c’è da fare i conti con gli avversari, talvolta più quotati, e con la proverbiale imprevedibilità delle corse. Tutti elementi che pare vengano sistematicamente ignorati oltremanica.

    A farne le spese è il pilota inglese più in voga del momento. Da oggi, comunque, ha un difensore in più. A minimizzare quello che sta diventando un vero e proprio caso, infatti, si è schierato un autorevole ex-pilota come Jackie Stewart: «E’ troppo bravo per non vincere. A volte succede che, per una serie di circostanze, la porta si apre improvvisamente e vinci una gara. E il momento in cui vinci e’ come un bang, bang, bang, e vinci due, tre gare e cosi’ via. Spero per il bene di Jenson che possa ottenere la sua prima vittoria e sia cosi’ in grado di alleggerire la pressione che al momento ha su di sé da parte del pubblico inglese, della sua famiglia, del suo team e cosi’ via».

    Come dargli torto? E’ successo così tante volte. Piloti bravi ma non eccellenti, dopo aver ottenuto la prima vittoria sono stati in grado di portare a casa tanti altri successi e, in certi casi, hanno persino vinto il mondiale. Guardando al passato recente un caso esemplare in questo senso è quello di Hakkinen che fino all’ultima gara del ’97 non era mai salito sul gradino più alto del podio e poi è stato campione del mondo nei due anni successivi.