Carbon Kevlar come alleato

Carbon Kevlar come alleato

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    carbon kevlar

    Sta per riaprire i battenti il Motomondiale e uno degli obiettivi primari è, come sempre, la sicurezza in pista.

    Abbiamo già parlato qui di quanto sia importante correre in condizioni ottimali per evitare tragedie irreversibili. Un aiuto ai piloti viene fornito non solo dalle specifiche della pista, ma soprattutto dall’abbigliamento.

    Avevamo raccontato qualche informazione sull’ HoneyComb relativamente alle protezioni, adesso vediamo che cosa Matteo Molon, guru della comunicazione di casa Dainese, ha raccontato sulle pagine di www.motogp.com svelando i segreti dell’equipaggiamento di un pilota di motomondiale. Materiali, tecnica, sviluppo e ergonomia, queste le parole chiave per capire (e indossare) le divise più belle del circus della MotoGP.

    MATERIALI

    L’equipaggiamento di un pilota del Campionato del Mondo di MotoGP è costituito per la maggior parte da abbigliamento in pelle di canguro, scelta per le sue particolari caratteristiche di resistenza ed elasticità rispetto a quella bovina. Inoltre, lo spessore utilizzabile può essere minore e questo è essenzialmente un vantaggio in termini di peso. Per aumentare il comfort del pilota, alcune parti vengono realizzate in D-stone, un materiale brevettato Dainese che garantisce un’elevata resistenza meccanica e di abrasione, unitamente ad un’ottima traspirazione ed elasticità. Le protezioni esterne vengono fatte in Kevlar, carbonio e Titanio (scelti per la loro resistenza e leggerezza). Internamente, invece, la zona delle spalle, i gomiti e le ginocchia, utilizzano un materiale composito in polipropilene e materiali espansi.

    SVILUPPO

    L’ultima novità su cui sta lavorando Valentino Rossi è una protezione avvolgente in Titanio per la schiena e un nuovo tipo di guanti, la composizione è a sandwich: le due parti esterne al titanio sono in Kevlar e carbonio, a sua volta questa parte ricopre la composizione interna. Questa protezione è detta “articolata”, questo perchè si adatta perfettamente ai movimenti della schiena quando il pilota è in posizione sulla moto. Il lavoro è sempre orientato alla ricerca di materiali leggeri ma dall’elevata protezione. Il peso della tuta di un pilota varia a seconda della statura del pilota stesso. La tuta di Pedrosa, infatti, pesa circa 3 Kg, quella di Valentino Rossi pesa ben mezzo chilo in più!” La parte che necessita di maggior protezione è la schiena. Per qusto Dainese ha introdotto negli anni ’70 una protezione specifica, con l’aiuto di Barry Sheene. A questa venne di seguito aggiunto quello che è chiamato “hump”, il prolungamento di questa protezione pensato per estendere la copertura alla zona cervicale che rimaneva altrimenti scoperta quando il pilota era nella posizione “in carena”. Si tratta di una parte alla quale è stata aggiunta una componente aerodinamica così da aiutare anche la stabilizzazione del casco alle alte velocità. A 300 Km/h in rettilineo questo accessorio permette di guadagnare circa 3 cv di potenza!