Carlos Checa: “Superbike più equilibrata”

Secondo Carlos Checa il campionato mondiale Superbike è molto più equilibrato della Motogp dove i piloti che possono lottare per la vittoria sono pochi, al contrario delle derivate di serie dove tanti sono i contendenti

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    Sicuramente non è l’esperienza che manca a Carlos Checa.

    Il pilota catalano ha corso nel motomondiale dal 1993 al 2007, ma nel 2008 ha deciso di passare alla Superbike con la Honda CBR1000RR del team Ten Kate, praticamente prendendo il posto del campione mondiale delle derivate di serie James Toseland passato alla Yamaha M1 Motogp.

    In un periodo in cui il dibattito tra Motogp e Superbike sembra essere l’argomento più infuocato, anche il pilota spagnolo ha voluto dire la sua riguardo ai due maggiori campionati: “la MotoGP è il campionato più importante al mondo, ed è anche quello più tecnologicamente avanzato; tuttavia si è evoluto così velocemente che ora la guida è più adatta ai corridori della 250″ – ha dichiarato Checa, ed ha aggiunto – “la SBK è in una fase di sviluppo tecnico, seppur con una base di livello inferiore, in quante le gomme e le moto sono più vicine alla produzione, ma allo stesso tempo il livello dei partenti è più equilibrato e forse c’è più spettacolo che in MotoGP”, afferma Checa. “Le differenze sono minime e questo fa sì che siano molti concorrenti che lottano là davanti. Per chi viene dalla MotoGP penso che cambi poco, anche se di certo la Superbike è meno precisa da guidare, si derapa e hai meno controllo”.

    Nella sua prima stagione in sella alle 1000cc il pilota spagnolo ha vinto due manche nella gara statunitense di Salt Lake City e soprattutto ha vinto insieme al suo compagno di squadra Ryuichi Kiyonari la 8 ore di Suzuka, che per i vertici di Tokyo, vale quasi un mondiale.

    Non è il primo pilota delle derivate di serie che elogia il suo campionato per la maggiore spettacolarità e il maggiore equilibrio. Sono tanti i tifosi che lo credono ma forse tutti questi piloti amanti della Superbike lo sono diventati quando non hanno più trovato posto, per un motivo o per l’altro, in Motogp.

    Sa molto della storiella della volpe e l’uva. Per un professionista i soldoni della Motogp sono l’obbiettivo numero uno e con un conto corrente bello carico anche la competitività tra piloti può passare in secondo piano.