Casco o non casco?

Casco

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    Il casco slacciato in città lo si vede ancora molto spesso, soprattutto sui centauri di scooteroni in orario 8.30-9.00 e 18.00-18.30. Anche alcuni centauri di CBR 1000 e R1 si vedono ancora con le chiome al vento, più ansiosi di mostrare capigliatura e ultima aerografia sulla carena che non altro.

    Un vero peccato, perchè nel worst case, il disegno potrebbe anche essere grattuggiato, ma la testa sarebbe meglio poter continuare ad usarla.

    Ecco qualche piccola info sui caschi con link di approfondimento

    Come funziona un Casco?

    Gli elementi di cui è composto un casco sono sostanzialmente quattro che devono lavorare all’unisono per garantire la massima efficienza. Il compito di chi produce caschi è quello di disegnare queste quattro parti in modo che siano sicure, confortevoli e possibilmente leggere.

    Il primo elemento è lo shell esterno, il guscio che è a più diretto contatto con l’asfalto in caso di caduta: è la prima parte che impatta nell’urto e il suo compito è quello di tenere unite insieme le altre componenti del casco oltre che evitare che oggetti presenti nella zona d’impatto penetrino all’interno del casco stesso.

    All’interno di questo primo guscio c’è un rivestimento in materiale energy-absorber: il suo compito è infatti quello di dissipare l’energia dell’urto, suddivisa tra il guscio più esterno e quello più interno, cioè di fare in modo che lo shock che raggiunge la testa del motociclista sia il minimo possibile.

    Il terzo strato è quello dell’imbottitura che garantisce un casco confortevole e sicuro. Alcuni possono pensare che sia questa parte del casco ad assorbire effettivamente l’energia, ma non è così.

    L’ultima parte importante sono la visiera, le prese di ventilazione e il cinturino di allacciatura.

    Quanto dura un casco?

    Si può pensare che se un casco che abbia già alcuni anni di vita o che non riporti visibili danneggiamenti dopo una piccola caduta, ma che non presenti sensibili alterazioni esterne e/o interne sia comunque valido. Non è così. Molti materiali, infatti, si deteriorano col tempo e con l’usura anche se non producono effetti visibii ad occhio nudo. Le colle con cui è fatto il casco, possono col tempo perdere le loro proprietà leganti o alcuni solventi possono danneggiare lo strato più interno, come per esempio il naturale olio prodotto dai capelli e impercettibile ad occhio nudo può contribuire alla perdita di efficienze del casco.

    Omologazione

    L’omologazione è importante per avere una garanzia di affidabilità del casco che si indossa. Il simbolo dell’omologazione è un cerchio all’interno del quale sono inscritti la lettera E (regolamento europeo) insieme ad un numero che identifica il paese in cui è stata accordata l’omologazione. Completa il tutto, il numero dell’omologazione. Il tutto dev’essere cucito sul sistema di ritenzione del casco.

    La marcatura dell’omologazione deve essere indelebile e facilemte leggibile, il casco deve riportare il marchio di fabbricazione e la dimensione.

    E1 – Germania

    E2 – Francia

    E3 – Italia

    E4 – Paesi Bassi

    E5 – Svezia

    E6 – Belgio

    E7 – Ungheria

    E8 – Cecoslovacchia

    E9 – Spagna E10 – Jugoslavia

    E12 – Austria

    E13 – Lussemburgo

    E14 – Svizzera

    E16 – Norvegia

    E17 – Finlandia

    E18 – Danimarca

    Per informazioni maggiori sui materiali generalmente utilizzati nella coastruzione dei caschi e i test, si rimanda al seguente link, utilissimo per approfondire l’argomento anche con immagini particolarmente interessanti caschi