Casey Stoner, cosa è cambiato?

Casey SToner cade durante il GP di Misano mentre è al comando dell gara con 3 secondi di distacco e consegna a Valentino altri 25 punti che portano il distacco in classifica a + 75 punti

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    Qualcuno, ad inizio campionato, lo aveva ventilato.

    Che Casey Stoner, dopo la fantasmagorica vittoria del Titolo 2007, avrebbe potuto allentare un po’ le redini e non ripetersi nella MotoGP 2008.

    Dubbi che il pilota australiano di Kurri Kurri, sceso in pista con il numero 1 sul capolino al posto dell’ ormai vetusto numero 27, si è subito premurato di fugare, imponendosi nella prima gara del Mondiale 2008 (in notturna) senza lasciare spazio di replica ai suoi avversari, tra cui un Valentino Rossi battuto nel confronto a due e uscito dal manto di stelle del Qatar con la coda tra le ruote gommate Bridgestone.

    Alla fine della prima gara di Campionato, furono in molti a pensare che la MotoGP 2008 si sarebbe chiusa ancora prima di cominciare!

    Il Campione in carica (Casey Stoner) era tornato, non aveva perso lo smalto dell’ anno precedente e la Ducati era ancora la moto da battere.

    Borgo Panigale esulti, gli australiani si riuniscano, la Dorna si metta l’anima in pace perché Casey Stoner is back: queste erano le esortazioni successive alla conquista dei primi 25 punti nel Mondiale 2008 ad opera di Casey Stoner.

    Questa volta, però, di premurarsi di infrangere questo genere di certezze, si occupò Valentino Rossi, determinato come a non mai a non farsi sfuggire per la terza volta di fila un Titolo Mondiale decisamente alla sua portata.

    Gara dopo gara, con la defezione di Pedrosa nella corsa al Titolo, la passione per il “bowling da pista” di Jorge Lorenzo partito in sesta e poi miseramente crollato sotto il peso del dolore procuratosi nelle tante cadute, la corsa al Mondiale si riduce a tenere in ballo due soli protagonisti: Valentino Rossi e Casey Stoner.

    Due scuole diverse, due generazioni differenti, due moto che non hanno alcun punto di incontro, due motivazioni e due personalità che si incrociano in un solo punto: vincere.

    Valentino non molla e viene premiato: il suo obiettivo, complice il ricordo degli ultimi due anni da dimenticare, è quello di fare punti, sempre e comunque, per evitare di agevolare la corsa in classifica di Casey Stoner, a cavallo di una moto più incisiva dal punto di vista delle prestazioni e del rendimento in gara.

    Valentino, questa volta, ci riesce. Passata l’ ondata sfortunata di gomme dechappate, motori esplosi e cadute per colpa d’altri, in campione italico prova di nuovo a volare e conquistare il massimo dei punti possibile, Stoner e Ducati permettendo ovviamente. Non è facile. La corsa di Valentino viene più volte bloccata, anche dal suo stesso compagno di squadra che, arrivato dalla 250cc galvanizzato come non mai, prova a dare del filo da torcere al Campione di Tavullia, dichiarando apertamente (e non è la prima volta) che tra i due non c’è buon feeling.

    La lotta intestina Yamaha poco importa a Valentino che non si fa tangere dalle beghe interne e si dedica alla rincorsa a Stoner.

    Questo in Yamaha.

    Dal fronte Ducati, invece, tutto sembra filare più liscio per Casey Stoner che non deve perdere forze in un ipotetico confronto con il team-mate Marco Melandri, in evidente difficoltà a plasmarsi sulla nuova moto ufficiale, ma preoccuparsi solamente di “mantenere” delle buone prestazioni e chiudere ogni porta possibile al rivale italiano.

    Sembra che tutto giri secondo i piani quando improvvisamente la Ducati cede e Stoner è costretto a rallentare la sua corsa al Titolo. La defaillance desmodromica consente a Valentino di fare punti e iniziare ad assaporare l’ idea che forse l’ impresa di vincere il Mondiale nonostante il talento di Stoner è possibile.

    La felicità non dura tantissimo. Con un magistrale colpo di reni la Ducati si riprende, Stoner porta su ON l’interruttore dello spirito competitivo e si arriva alla gara di Laguna Seca dove i due contendenti scendono in pista determinati a portare a casa 25 punti che potrebbero valere un’ ipoteca sul Titolo.

    La Ducati di Stoner sembra messa meglio della Yamaha di Valentino ed effettivamente, durante la gara, questo verrà confermato.

    A Valentino non resta che una strategia per tentare di arginare Stoner e relegarlo alla seconda posizione: frenarlo.

    La gara di Laguna Seca passerà alla storia per la quantità di adrenalina che ha bagnato la pista di Monterey: sorpassi mozzafiato, curve disegnate da un Leaonardo da Vinci contemporaneo, velocità di punta imprendibili, di fatto la gara americana è fatta per due soli piloti, dietro di loro un manipolo indefinito e informe di piloti staccati di più di 25 secondi.

    1 Valentino ROSSI ITA Fiat Yamaha Team 44′04″311

    2 Casey STONER AUS Ducati Team + 13″001

    3 Chris VERMEULEN AUS Rizla Suzuki MotoGP + 26″609

    4 Andrea DOVIZIOSO ITA JiR Team Scot MotoGP + 34″901

    A Laguna Seca, però, succede qualcosa che farà scatenare la Stampa, i piloti stessi, i team e il pubblico del MotoMondiale: il duello tra Valentino e Casey si conclude prima della bandiera a scacchi con l’ uscita di pista di Casey Stoner, sotto pressione per insofferenza verso la seconda posizione a cui è relegato da Valentino Rossi che gioca al gatto e al topo: non riuscendo a distaccare Stoner, Valentino decide di frustrarlo.

    Strategia vincente.

    Stoner esce di pista concludendo la gara a + 13 secondi dal pesarese. Una tragedia che vede la mobilitazione di Livio Suppo e Mike Doohan sopra tutti, a commentare il gesto di Valentino, velatamente antisportivo?

    Non secondo noi.

    Quello che conta è che Casey Stoner giura vendetta.

    Se queste sono le corse e questo è il modo di correre, ci vediamo alla prossima gara (quella di Brno) dev’essersi promesso Stoner tra sé e sè.

    Una rivincita in Repubblica Ceca che, però, non si è potuta compiere. Stoner scende in pista più forte che mai, ma in gara … la scivolata che regala a Valentino altri 25 punti e lo fa schizzare in vetta alla classifica a quota 50 punti di distacco dal pilota desmodromico.

    Si arriva a San Marino.

    Un evento, più di ogni altro, focalizza l’attenzione: Casey Stoner cade.

    Il fortissimo Casey scivola regalando altri 25 punti al rivale italiano e facendolo volare a +75 punti.

    Sono cose che succedono nelle gare, queste sono le corse.

    E la caduta non toglie assolutamente smalto alla bravura né ai successi di Casey Stoner. Risultati in prova allucinanti, comportamento in gara sempre solido e corretto, una capacità di imporsi propria solo di alcuni piloti più maturi, il guaio di Casey è solamente la paura di perdere.

    Nella gara di ieri non succede nulla di diverso dal solito: week end dominato dal desmo-pilota, Valentino in perenne rincorsa. Al semaforo verde, Valentino si fa rallentare da Pedrosa mentre Stoner prova a staccarsi da terra forte della netta superiorità della sua Ducati GP8.

    La strategia di Casey è quella di accumulare vantaggio su vantaggio in termini di tempo: come la formica usa ogni centimetro di asfalto per chiedere il massimo a sé stesso e alla propria moto, con l’ obiettivo di distaccare da subito il suo rivale e dimostrare chi sia il più forte.

    Il pilota australiano accumula ben 3 secondi di vantaggio nei primissimi giri quando, nell’ intento di incrementare il suo gap, quando mancano 20 giri alla fine, perde l’ avantreno e si trova sdraiato per terra, mentre la sua mano saluta il Titolo.

    Mondiale ormai imprendibile? Forse. Impossibile a dirsi, anche se mancano ormai poche, pochissime gare alla fine del Campionato Mondiale e il distacco in classifica tra i due piloti è di 75 punti.

    Oltre a ipotetici problemi tecnici, avversari più o meno motivati, talento ed esperienza di Valentino Rossi, ci si interroga su una cosa: cosa è cambiato per Casey Stoner, dopo la gara di Laguna Seca?

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