Jarno Saarinen, the Flying Finn

Ricordo di Jarno Saarinen fotogallery

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    La visione dei PRIMI TRE Gp di questa incredibile stagione MotoGp 2007, come in una macchina del tempo, mi hanno riportato indietro negli anni, alla mia infanzia ed adolescenza, quando ebbi modo di poter più volte ammirare dal vivo uno dei più straordinari talenti che mai abbiano percorso le strade e le piste del Mondiale Velocità: JARNO “Paroni” (Barone) SAARINEN, per gli anglosassoni the Flying Finn, il Finlandese Volante.

    Ho scritto più volte di questo grandissimo e sfortunato pilota nei miei articoli, ad esempio nel mio Pedrosa non entra nella Storia, la in alto solo Jarno e Max ed in MotoGp e 250, la Classe degli Eroi, ed inoltre nella mia grande Monografia Storica (la più completa e particolareggiata edita AL MONDO su questo argomento) dedicata alla Tragedia di Monza, pubblicata su questo sito in due parti.

    La sua guida esaltante, in cui miscelava l’irruenza e l’audacia dei primi tempi alla razionalità dell’ultimo periodo, la sua Classe eccelsa, ed insieme la sua modestia, simpatia, sportività e nobiltà d’animo innate, tutte queste straordinarie doti hanno contribuito a rendere indimenticabile questa ormai mitica figura di sportivo, che, per quanto possa essere considerato quasi una meteora, purtuttavia segnò un’epoca – quegli anni fine 60 e primi 70 che devono essere considerati come una delle Età dell’Oro del nostro Sport – e lasciò una impressione vivissima, quasi una traccia indelebile in tutti coloro che (come me da ragazzino) ebbero modo più volte di vederlo in azione dal vero.

    Jarno Karl Kleimo Saarinen nasce a Turku, in Finlandia, l’11 dicembre 1945, primo di tre fratelli, rampollo di una famiglia attiva nel ramo (come anche è il caso, curiosamente, del suo connazionale, concittadino ed inseparabile amico nel Continental Circus, Teuvo “Tepi” Lansivuori) delle onoranze funebri.

    Comincia a correre giovanissimo – almeno per lo standard di allora – prima nel cross, poi nelle gare su ghiaccio così popolari nel suo paese: da questo insolito imprinting iniziale, deriverà poi la sua impareggiabile, efficacissima e funambolica maestria di guida sulle superfici bagnate e sdrucciolevoli, su cui infligge distacchi abissali anche agli assi di quel periodo, per di più pilotando macchine spesso inferiori alla migliore concorrenza.

    Il suo stile è unico ed inimitabile, molto aggressivo e dinamicissimo, tuttavia è assolutamente FALSO, come qualcuno ha scritto, che Jarno abbia inventato la posizione in curva a ginocchio aperto: tale stile è già infatti noto fin dagli anni 50, ed ha uno dei principali interpreti, per fare un esempio, nel grande Jim Redman, sei volte Mondiale, che lo adotta oltre dieci anni prima di Saarinen. Pure Agostini, Pasolini e Bergamonti lo usano ben prima del finlandese!

    Si può però dire che anche Jarno contribuisca senza dubbio grandemente a diffondere e rendere popolare tra i piloti questo particolare stile di guida in curva.

    Jarno, pur amando le corse, e già vivendo praticamente solo per esse, non trascura però gli studi: si iscrive ad Ingegneria Meccanica, e completerà brillantemente gli studi negli anni previsti, laureandosi ad Helsinki nel 1970, con specializzazione nei motori endotermici. Nell’inverno 71/72 mette subito a frutto la laurea lavorando brevemente come progettista alla Puch.

    QUI emerge una prima grande differenza con praticamente TUTTI i maggiori piloti del suo tempo (e pure quelli attuali….. vedi certi asini patentati, nemmeno diplomati, autentiche teste di legno cui hanno regalato improbabili lauree farlocche): Jarno infatti, che viene da una famiglia agiata, anche se non ricca, è un autentico intellettuale, laureato, intelligentissimo e colto, una rarissima mosca bianca in mezzo a gente che a stento ha finito le medie inferiori, spesso neppure quelle, sacrificando gli studi per correre!

    In patria, Jarno vince sei titoli nazionali con un’artigianale Tunturi (presso la cui fabbrica egli lavora saltuariamente, dapprima come operaio) Puch 125 monocilindrica e su Yamaha 250 e 350 bicilindriche, tutte due tempi raffreddate ad aria.

    Tutta la sua carriera è infatti interamente legata alle due tempi - se si esclude una incredibile, vittoriosa parentesi nel 72, di cui riferirò in seguito, con le rinnovate Benelli 4 cilindri 4 tempi progettate da Prampolini e Bertocchi – che il Finlandese sa interpretare e capire forse meglio di chiunque altro in quegli anni, al pari di Phil Read.

    Le sue prime gare in Europa, fuori dalla Finlandia, sono del 68, ma suo esordio nel Mondiale Velocità risale al 1970, a poco più di 24 anni di età, ovviamente da pilota privato, e meccanico di se stesso.

    Jarno prova a correre in varie classi, anche nella 50 – in due soli Gp – su una Kreidler, ed in 125 con la Tunturi Puch, poi capisce di essere particolarrmente versato per la 250, sua classe favorita, e la 350.

    A corto di quattrini, chiede prestiti a tre banche diverse per potersi comprare due Yamaha bicilindriche, allora le uniche moto veramente competitive che un privato potesse permettersi, una TR2 350 ed una TD2 250. Le banche, pensando che quei soldi dovessero servire ad un brillante neolaureato per specializzarsi, non hanno difficoltà ad accontentarlo! Avessero saputo a cosa servivano…….

    Nel 1971 l’importatore Yamaha in Finlandia e Svezia, Arwidson, gli passa due nuove moto, una TR3 350 ed una TD2b 250, su cui comincia a farsi davvero valere, finendo il campionato delle 350 addirittura al SECONDO POSTO, con le strepitose vittorie ai Gp delle Nazioni in Italia e di Cecoslovacchia (in quest’ultima occasione, grazie al ritiro di Ago), e quello delle quarto di litro – con una vittoria in Spagna, a Jarama – in TERZA posizione, dietro a Phil Read, anche lui “privato”, ma di gran lusso (avendo addirittura allestito un suo fastoso team personale sponsorizzato dalla Castrol – compredente pure due prestigiosi tecnici del calibro di Ferry Brouwer ed Helmut Fath! – che quasi ridicolizzava quello Yamaha NV della filiale Olandese della Casa dei Tre Diapason, formalmente ritiratasi alla fine del 1968: Phil andava ai Gp in Rolls Royce…….), ed al Campione Mondiale in carica Rodney Gould, “ufficiale” Yamaha assieme ad Andersson (vedere anche la mia monografia “Ricordo di un Campione: Kent Andersson”, del 2 Ottobre 2006) nel Team NV.

    Nella Classifica finale della 250 di quell’anno, ripulita e corretta dal crudele gioco degli scarti, solo nove punti lo separano alla fine dal nuovo Campione del Mondo Read, ed appena quattro da Gould!

    Il 1972 è l’anno fatidico dell’ esplosione totale di Jarno, che da una relativa oscurità balza all’improvviso sotto i riflettori dell’attenzione mondiale, aggiudicandosi meritatamente Il Titolo Iridato della Classe 250, grazie anche alla sua velocissima, sperimentale e semi-ufficiale YZ 635 250 raffreddata ad acqua, che il finlandese utilizza in esclusiva tra i piloti Yamaha grazie all’appoggio della Casa Madre.

    Il fatto che si aggiudichi la Corona Iridata per UN solo punto su Pasolini NON deve ingannare, visto che ciò è dovuto a ben precisi calcoli!

    Infatti Jarno, matematicamente certo della Vittoria Mondiale, non partecipa neppure all’ultimo Gp del Montjuich, che Renzo vince facilmente. Inoltre, occorre notare che senza il solito gioco degli scarti in voga allora i punti effettivi a vantaggio del Finlandese Volante sarebbero stati assai di più!

    Quel che fa più scalpore, specie in Italia, sono però nuovamente le imprese di Jarno nella Classe 350, allora feudo incontrastato del Grande Ago e della sua invitta MV Agusta tre cilindri, che fino alla fine della stagione 71 aveva inanellato una fantastica serie di 4 Titoli Mondiali (68, 69, 70, 71) consecutivi, dopo aver conteso invano lo Scettro Iridato nel biennio 66/67alla favolosa Honda RC174 sei cilindri di Mike Hailwood, e nel 65 alla ben più collaudata RC172 4 cilindri di Redman.

    Nei primi due Gp della stagione, al terribile Nurburgring e sotto la pioggia a Clermont Ferrand (dove infligge ad Ago quasi due minuti di distacco!) , infatti, Jarno batte nettamente la gloriosa, ma ormai invecchiata 3 cilindri 4 tempi di Cascina Costa con la sua agile, leggera, velocissima e nuova Yamaha YZ634raffreddata ad acqua, praticamente un prototipo (della production racer TZ350 A destinata ad uscire ufficiamente solo l’anno dopo) che la Casa aveva allestito solo per Jarno, pilota – diciamo così – “semiufficiale” della Casa dei Tre Diapason, mentre tutti gli altri piloti che usano materiale di Iwata utilizzano ancora, in questa Classe, la vecchia TR3 raffreddata ad aria.

    Jarno poi si ripete ancora a Brno, nel decimo appuntamento dell’anno al Gp della Cecoslovacchia, approfittando dei guai di gioventù della MV 4 cilindri – vedi i ritiri di Ago in Jugoslavia e Germania Est, dove però anche il finlandese non ha miglior fortuna – e quindi del conseguente ritiro di Mino per caduta (appunto dovuta ad un guasto tecnico, un grippaggio veramente insolito in una 4 tempi!), vincendo per la terza volta nell’anno nella Classe 350.

    Fra l’altro, oltre a sei fantastiche vittorie estive sui “corti” circuiti inglesi di Scarborough e Mallory Park, il 20 agosto 1972 vede un altro incredibile trionfo per l’asso finlandese, che, ingaggiato “a gettone” dalla Benelli di De Tomaso per portare al debutto, in una gara internazionale (valida anche per il Campionato Italiano) nel circuito stradale di Pesaro-Villa Fastiggi le nuovissime – e da Jarno MAI viste prima!!! – 350 e 500 4 cilindri 4 tempi della Casa Pesarese, coglie su queste moto a lui del tutto sconosciute due strepitose vittorie sotto la pioggia, umiliando Agostini (che però deve ritirarsi nella 350) nella 500 – finora feudo incontrastato del Campionissimo fin dal ritiro della Honda e di Hailwood alla fine del 67 – dopo aver vinto pure la Classe 250 con la fida Yamaha in uno storico, incredibile ed inaudito tris Mike the Bike style che fa semplicemente epoca, davanti all’impazzito ed esultante pubblico pesarese!

    Da notare come questo sia il debutto assoluto di Saarinen in sella a moto da corsa a 4 tempi, e pure la sua prima volta alla guida di un mezzo con più di due cilindri!

    Questa è un’altra campana d’allarme per la MV Agusta e per Ago, che però nell’occasione non si scompone più di tanto.

    In quelle settimane si ventila concretamente la possibilità, per Jarno, di partecipare al Campionato Mondiale 500 con la nuova pluricilindrica italiana – nella 350 non avrebbe potuto, essendo legato alla Yamaha -, ipotesi decisamente affascinante, poi purtroppo ben presto sfumata per l’inconcludente e contraddittorio atteggiamento del volubile avventuriero argentino Alejandro De Tomaso, una controversa figura di industriale rampante che secondo me fece decisamente più male che bene al Motociclismo Italiano, avendo alla fine portato alla completa rovina due marchi gloriosissimi come la Benelli e la Moto Guzzi (nonchè l’Innocenti, in campo automobilistico)!

    Le inaspettate vittorie di Saarinen causano una mezza rivoluzione nell’austero e conservatore Team MV – ormai orfano della guida ferrea, dispotica e geniale del Conte Domenico Agusta, scomparso all’inizio del 71 – costringendolo a forzare i tempi per anticipare la discesa in campo della fenomenale, nuovissima – ed allora non ancora completamente collaudata! – 350 a 4 cilindri (ovviamente sempre 4 tempi, bialbero, 4 valvole per cilindro), un gioiello che raggiunge i 16.500 giri, e fila ancor più veloce della pur rapidissima Yamaha, benchè nettamente più pesante di quest’ultima!

    Non solo, ma la crisi, nel campo di Cascina Costa, dopo i rovesci dei primi due Gp della stagione, è giudicata così grave da portare all’ingaggio della vecchia volpe Phil Read, voluto (dal grande Team Director Arturo Magni) soprattutto per pungolare e stimolare Agostini, con enorme disappunto di quest’ultimo, che non aveva mai sopportato il coriaceo inglese, passato, in effetti, alla Storia non solo per i suoi SETTE Titoli Mondiali Velocità FIM, che diventano OTTO in totale contando anche il Mondiale F1/TT1 del 77 – fu inoltre IL PRIMO a vincere Titoli Iridati in 125, 250 e 500, le tre Classi ancora esistenti se accomuniamo la MotoGp alla 500: anche qui, Rossi è arrivato solo secondo.…..- ma anche e soprattutto per essere stato il pilota in assoluto PIU’ scorretto, indisponente e sleale di Ogni Tempo, in due parole la più Grande Carogna MAI vista sulle piste del Mondiale!

    Mino prende la cosa come un affronto personale, una neanche tanto velata dichiarazione di sfiducia nei suoi confronti, e se la lega letteralmente al dito: infatti, questa vicenda è una delle principali motivazioni – assieme al fatto che il furbo Ago avesse ormai perfettamente capito come il due tempi fosse, alla lunga, destinato ad essere ben più competitivo del quattro – che l’anno dopo causano la clamorosa migrazione di Agostini stesso, dopo ben 13 Titoli Mondiali Piloti vinti con le macchine di Cascina Costa, alla Yamaha alla fine della stagione 1973, prendendo il posto, come prima guida, proprio del suo grande avversario Saarinen, scomparso tragicamente assieme a Pasolini il 20 Maggio di quel fatidico anno, a Monza.

    Comunque, tornando al Campionato 350 del 72, alla fine Ago – aiutato anche da Read – e la nuova MV 350 Quattro, sudando le proverbiali sette camicie hanno la meglio su Jarno, che al termine della stagione dichiara, sportivamente, al colmo della felicità, di accontentarsi dell’Alloro Iridato della 250. Per lui è un traguardo storico: non solo il suo primo e meritatissimo Titolo Mondiale, ma pure L’UNICO mai conquistato, fino ad allora, da un pilota finlandese. La cosa incredibile, è che questo primato resista tutt’ora, dopo 35 anni!

    L’anno seguente, però, quel 1973 destinato ad essere un anno fatidico, storico e tragico per tantissimi aspetti, vede l’inaspettato ritorno in veste Ufficiale della Yamaha – cui non è certo sfuggito come l’asso di Turku avesse quasi battuto l’invincibile squadrone MV Agusta praticamente da solo – alle corse, da cui mancava formalmente fin dalla fine del 68, schierando non solo le versioni migliorate, alleggerite ed ufficiali delle già note ed efficacissime bicilindriche TZ250 A e TZ350 A, vale a dire la OW17 250 e la OW16 350, ma anche e soprattutto la misteriosissima OW19, ovvero la fantomatica 500 4 cilindri 2 tempi a lamelle – il cui inedito motore è ottenuto accoppiando due delle nuove unità bicilindriche OW17 di 250, delle quali conserva infatti alesaggio e corsa, 56×50 – di cui si favoleggiava da tempo, senza che mai qualcuno potesse confermarne l’effettiva esistenza!

    Ovviamente, designato come prima guida per portarla al debutto è Jarno – che inizia la stagione in maniera trionfale con la strepitosa accoppiata delle due schiaccianti vittorie alle 200 Miglia di Daytona ed Imola, ottenute per di più battendo le grosse 750 derivate dalla serie con la piccola ed agile TZ350 A da Gp, ovvero la sua versione ufficiale OW16 (che poteva correre in queste gare proprio perche a sua volta derivata da una moto stradale!) -, affiancato dall’allora sconosciuto collaudatore giapponese della Casa di Iwata Hideo Kanaya, che, pur senza esperienza alcuna dei circuiti europei, si rivelerà ben presto un pilota efficace, veloce e di grandissima Classe.

    Saarinen quell’anno ha UN PIANO SEGRETO E GENIALE per tentare una impresa titanica, storica ed inaudita, di vincere in una sola stagione non solo i Titoli della 500 e della 250, ma pure quello della 350!

    Per arrivare a tanto, visto che esisteva allora una regola che vietava ad un pilota di percorrere più di 500 Km in uno stesso Gp Mondiale (quindi NON, come da più parti si è scritto, una regola che vietasse ad un pilota di competere in TRE classi: ciò era consentito, PURCHE’ la percorrenza delle delle tre corse, sommate insieme, non superasse appunto la soglia dei 500 Km!) egli all’inzio, nei primi tre Gp, si schiera soltanto in 500 ed in 250, sperando di accumulare almeno in una classe un vantaggio così importante che poi gli consenta temporaneamente di abbandonarla – senza dubbio la 250 di cui Jarno è maestro indiscusso – per poter meglio competere in seguito anche nella 350. Saarinen conta moltissimo anche nella famosa regola degli scarti: in Campionato valgono solo i sette migliori risultati utili, gli altri vanno esclusi!

    Quindi, secondo il logico ed inoppugnabile ragionamento di Jarno, si può benissimo vincere un Titolo anche partecipando a relativamente poche gare.

    Il piano sembra funzionare alla perfezione, Jarno atterrisce la concorrenza piazzando non solo tre vittorie su tre in 250, cosa però tutto sommato prevista, ma soprattutto vincendo due gare su tre in 500, trionfando fra l’altro all’esordio assoluto, alla sua primissima gara della carriera nella Classe Regina (realizzando una fantastica, storica impresa che viene eguagliata solo 25 anni dopo da Max Biaggi nel 98, a Suzuka) quel magico 22 Aprile 1973 al Paul Ricard, annichilendo uno stupefatto Agostini – che in sella alla vecchia Tre cilindri cade tentando invano di tenere il passo infernale del finlandese – e ripetendosi pure sotto la pioggia al Salzburgring nel Gp successivo! In queste due gare, il trionfo Yamaha è completato da brillantissimi piazzamenti di Kanaya. terzo in Francia e secondo in Austria.

    Nella terza prova ad Hockenheim, nel Gp della Germania Ovest, a Jarno salta la catena dopo aver lottato tutta la corsa per il comando col tenacissimo Phil Read in sella alla nuova e velocissima MV Quattro cilindri – un altro gioiello (purtroppo, l’ultimo) di Cascina Costa, destinato a vincere il Titolo sia in quel tragico 73 che l’anno successivo ad opera dell’inglese, che si dimostra subito leggermente superiore in accelerazione rispetto alla OW 19, ed ugualmente veloce! – che vince la gara precedendo Kanaya, mentre per Ago c’è la delusione di un nuovo ritiro.

    A questo punto si va a Monza, per la fatale quarta prova del Mondiale. In Italia, Jarno si accorge che, per la prima volta nella stagione, potrebbe disputare TRE gare, dato che la somma delle loro percorrenze risulta appunto inferiore a 500 Km, ma è troppo tardi: la sua iscrizione alla 350 viene inesorabilmente rifiutata, forse con malcelata contentezza, dagli organizzatori italiani perchè giunta (o almeno, questa è la motivazione ufficiale) fuori tempo massimo.

    E’ QUI CHE SI COMPIE IL DESTINO DI SAARINEN: SE avesse partecipato alla gara delle 350, che si svolge subito prima di quella, per lui fatale, della 250, dove perde la vita – a soli 27 anni di età – assieme a Renzo Pasolini, Jarno si sarebbe di certo meglio reso conto della terribile gravità della situazione causata dalla presenza dell’olio in pista (vedere il mio articolo: “I Giorni in cui morì il Motociclismo: 20 Maggio 1973, la Tragedia di Monza”, Parte Prima e Parte Seconda) e, io ne sono convintissimo, non avrebbe neppure preso il via alla gara successiva, convincendo anche gli altri a fare altrettanto, oppure avrebbe fatto pesare il suo prestigio di Campione del Mondo per ottenere una pulizia accurata della pista prima della gara!

    Invece, pur essendo stato avvertito del pericolo prima della partenza della 250, le cose vanno purtroppo come sappiamo…..

    Nota romantica, che fa capire forse meglio di ogni altro aneddoto la dedizione totale di Jarno per le corse: a Monza (dove giunge già il mercoledì precedente la gara), durante prove informali, dopo aver stabilito con la favolosa Yamaha OW19 il record ufficioso della pista, assieme con altri amici piloti scandinavi del Continental Circus si attarda troppo e viene inesorabilmente chiuso dentro il circuito!

    Non potendo tornare in albergo, trascorre la serata di giovedì 17 Maggio accampato dentro il parco di Monza assieme ad Andersson, Lansivuori e Jansson a parlare e bere un pò di birra, per poi dormire modestamente sul suo furgone, come un privato qualsiasi. Nessuno stupore, quella è la vita che Jarno ha già condotto per oltre tre anni vagabondando assieme alla giovane e bella moglie Soili, sua unica assistente, a bordo di un vetusto van Volkswagen (un ex carro funebre usato dalla ditta di Onoranze Funebri del padre!!), per le piste di tutta Europa!

    Quanta differenza con le signorine viziate e miliardarie che “corrono” oggi……

    Nota personale: una della cose che mi fanno sentire particolarmente vicino all’asso finlandese, oltre ad averlo visto tante volte correre dal vivo, è anche il fatto che io possieda – o comunque abbia provato in pista – TUTTE (tranne la rarissima ed artigianale Tunturi Puch 125) le moto da corsa usate da Jarno nella sua breve carriera mondiale.

    Allora, potreste chiedervi, PERCHE’ parlo del Grande Jarno Saarinen mettendolo a confronto con STONER?

    Guardando Casey correre, e poi trionfare in sella alla nuova Ducati GP7 nel primo Gp della stagione, in Qatar, ho avuto la netta impressione di vivere un Deja Vu, cioè di avere GIA’ precisamente visto proprio QUELLO stile di guida, aggressivo e dinamico ma allo stesso tempo fluido, efficacissimo, e soprattutto DIVERSO da ogni altro visibile oggi nel panorama Mondiale.

    Mi chiedevo CHI mai precisamente mi ricordasse l’inesorabile, velocissimo Stoner di oggi, protagonista assoluto di questo scorcio di stagione in MotoGp. Quello di cui ero certo, è che avessi GIA’ visto in passato quel fantastico ed entusiasmante modo di guidare.

    Avevo degli indizi, ma non la risposta chiara che cercavo.

    Poi, alla TERZA GARA della stagione, dove Stoner in Turchia coglie la SECONDA strepitosa vittoria su appena TRE prove, ne ho avuto la certezza, che mi ha colpito come un’ illuminazione……SAARINEN! Il nuovo, rinato e fantastico Casey mi ricordava terribilmente Jarno, e NON solo per la guida!

    Ammirando Stoner sulla GP7, mi pareva davvero di rivedere il grande Flying Finn ad Imola, in sella alla sua velocissima TZ 350 A, ma soprattutto Jarno trionfare al Paul Ricard, sulla grossa e potente OW19, che appariva come un invincibile mostro bianco e rosso, in grado di annichilire ogni concorrente……..anche il consacrato Campionissimo Agostini, vincitore a quella data di ben 12 Titoli Mondiali, un pò come a dire (anche se questo azzardato accostamento ovviamente non possa che sminuire grandemente il Grande Mino……:) il Rossi dell’epoca.

    DUE successi perentori, devastanti sulle prime TRE corse. DUE SU TRE. ESATTAMENTE COME SAARINEN NEL 73.

    Ora, occorre dire come in tantissimi appassionati di tutto il Mondo, oltre al dolore ed il rimpianto, sia rimasta sempre in testa (o meglio, nel cuore) una domanda: COSA AVREBBE FATTO JARNO QUELL’ANNO, dove sarebbe arrivato, se non fosse scomparso tragicamente a Monza?

    Modestia a parte, IO l’ho sempre saputo: SAARINEN AVREBBE VINTO SICURAMENTE I TITOLI DELLA 250 E DELLA 500 nello stesso anno (anticipando di oltre vent’anni l’impresa per la prima volta riuscita a “Fast” Freddie Spencer nel 1985), ed avrebbe pure reso durissima la vita ad Ago e Read in 350, nella seconda parte della stagione! Esattamente come Stoner vincerà quest’anno il Titolo Mondiale della MotoGp…..

    Ma le similitudini, davvero singolari ed un pò inquietanti, tra i due Campioni, ripeto, NON si esauriscono equiparandoli PER IL SOLO STILE DI GUIDA, che pure è la cosa più importante.

    PRIMA DI TUTTO, Casey assomiglia molto nei lineamenti (il fatto che siano entrambi biondi con occhi azzurri non c’entra) allo Jarno giovane, coetaneo dell’asso australiano, cioè quello degli ultimi anni 60. Inoltre, entrambi hanno lo stesso sguardo placido ma penetrante, che però diventa minaccioso, duro e deciso, da falco in picchiata mentre pilotano i loro bolidi……

    In SECONDO luogo, entrambi si sono sposati molto giovani (nel caso di Stoner, possiamo ben dire fin troppo…….), e, qualche è più importante e significativo, ENTRAMBI HANNO SUBITO UN CAMBIAMENTO TOTALE E RADICALE IN MEGLIO, COME PILOTI, proprio immediatamente dopo il loro matrimonio (segno, come sono solito dire continuamente, che l’articolo in questione non conosca eclissi di moda, TIRI sempre ed abbia il magico potere di donare ogni volta un rinnovato slancio….:).

    TERZO, come ho detto sopra, tutti e due sono sbucati fuori praticamente dal nulla per minacciare, minare e poi far saltare in aria il regno incontrastato di un Campione famoso ed universalmente riconosciuto……..anche se, ripeto, il paragone qui è totalmente azzardato, e NON rende certo giustizia ad Ago, che prima di incappare in Saarinen all’inizio del 72 già deteneva DIECI TITOLI MONDIALI (destinati a SALIRE A 12 alla fine di quella stagione) e non era stato MAI battuto da anni ed anni, cioè dai tempi degli inizi della sua carriera, quando lottava alla pari ( ed infatti proprio ALLA PARI finirono, visto che nel biennio 66/67, nelle Classi in cui corsero contro, conquistarono DUE Titoli a testa, Mike the Bike quelli della 350 ed Ago i due nella Classe Regina) con un certo Signor Michael B. Hailwood, mentre Rossi, oltre ad averne conquistati solo 7 – vale a dire praticamente quasi LA META’ di quelli che Ago aveva già in carniere alla fine del 72 – l’anno scorso ha dovuto (ahimè!:) cedere lo Scettro Iridato ad Hayden, dunque NON essendo adesso più un Campione del Mondo in Carica, come invece era Ago sia nel 71, che nel 72 e l’anno dopo!

    QUARTO, entrambi sono stati, prima di correre nella Classe Regina, maestri della 250: Jarno Campione Mondiale nel 1972, Casey Vicecampione nel 2005.

    QUINTO, entrambi si sono dimostrati bravissimi sul bagnato. Jarno, in effetti, potrebbe essere un sicuro candidato al titolo di Miglior Pilota di Tutti i Tempi in condizioni di pioggia.

    Per gli scaramantici e gli studiosi di simbologia, entrambi i loro cognomi cominciano per S e sono costituiti da un numero pari (rispettivamente sei ed otto) di lettere. I loro nomi propri sono formati ognuno da cinque lettere.

    Un’ultima considerazione. Jarno vinse (o meglio, fece in tempo a vincere, perchè ne sarebbero seguiti certo diversi altri!!) in carriera – oltre ad una miriade di prestigiose Corse Internazionali, tra cui voglio ricordare ancora i due fantastici trionfi consecutivi, a pochissimi giorni l’uno dall’altro, delle massacranti 200 Miglia di Daytona ed Imola nel 73 – 15 Gp Iridati, di cui 2 nella Classe 500, 5 nella 350 ed 8 nella 250, con un totale di ben 32 PODI in appena 48 Gp Mondiali disputati. Se escludiamo i ritiri dovuti a guasti- allora molto più frequenti di adesso - ne risulta che l’asso finlandese sia andato sul podio praticamente in ogni corsa che riuscì a finire, e questo ha davvero dell’incredibile!

    Casey ha GIA’ vinto, fino alla data di questa monografia, 12 Gp Mondiali, di cui 2 in 125 nel biennio 03/04, 5 in 250, tutti conquistati nel 2005 e finendo quell’anno al Secondo Posto assoluto in classifica generale dopo Pedrosa, ed ovviamente 5 (ripeto, SOLO fino alla data di questa monografia) in MotoGp nel 2007, e potrebbe benissimo eguagliare (o addirittura superare…….non mettiamo limiti al suo fantastico Talento) il totale di Saarinen già prima della fine di questa stagione!

    ADESSO, come in una tardiva ma appassionante rivalsa sul destino, che non ci ha concesso di assistere al sicuro trionfo finale di Jarno in 500 e 250 nel 73 e nel 74 (anno pressochè certo del suo più volte annunciato ritiro) potremo finalmente vedere cosa potrà fare il giovanissimo Stoner, IL NUOVO SAARINEN del Motociclismo Mondiale.

    In bocca al lupo, Casey! Da lassù, Jarno ti guarda, e sorride.

    DONOVAN

    Foto: Google.it