Casey Stoner: “No a riduzione degli stipendi”

Casey Stoner risponde ai giornalisti riguardo la possibilita' di una riduzione del suo ingaggio a causa della crisi economica che sta flagellando la Motogp

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    L’imperativo e’ risparmiare.

    I costi di un team di Motogp in periodi di crisi come questo sono troppo alti e tutti cercano di trovare una soluzione per ridurli. Come sempre in questi casi la prima cosa che viene in mente e’ ridurre gli stipendi ai piloti che non hanno apprezzato molto questa possibilita’. Su tutti Casey Stoner che non ha gradito la proposta di vedersi diminuire l’ingaggio.

    Non penso di essere io quello a dover dare una mano” – ha dichiarato il campione australiano, ed ha aggiunto – “non corro per i soldi. In ogni contratto che ho firmato non ho mai fatto storie per l’ingaggio, ho sempre accettato quello che mi veniva offerto“.

    E’ ovvio che gli ingaggi sono alti e che in un momento di crisi anche i piloti dovranno fare la loro parte, ma sicuramente non saranno i top riders ad accollarsi una riduzione di stipendio. Di piloti buoni ce ne sono parecchi, di campionissimi ce ne sono ben pochi e quelli che ci sono bisogna pagarli parecchio. E’ una legge che in tutti gli sport c’e’ da sempre, figurarsi in un mondo dove ogni volta che ci si infila il casco si rischia la vita. Inoltre occorre notare che di piloti capaci di portare al limite la Ducati con continuita’ come l’australiano non ci sono: l’unico che al giorno d’oggi potrebbe farlo corre con la Yamaha numero 46 e di ridurre lo stipendio crediamo che non ci pensi nemmeno un po’.

    Il tempo fara’ il resto: il contratto dei piloti lo fa il mercato, se diminuiranno gli sponsor e in generale tutto l’interesse dei media verso la Motogp, gli ingaggi si ridurranno da soli senza “sfornare” leggi blocca stipendi o vincoli particolari ai team.