Casey Stoner VS Valentino Rossi: dov’è il Vero Motociclismo?

Casey Stoner VS Valentino Rossi: dov’è il Vero Motociclismo?

Livio Suppo, team manager Ducati, si espirme ancora sul duello che ha acceso i cuori a Laguna Seca tra Rossi e Stoner

da in Casey Stoner, Ducati MotoGP, Livio Suppo, MotoGP Usa, Valentino Rossi
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    Questo è il Suppo-Pensiero che, dopo aver confermato Marco Melandri per la gara di Brno, ritorna a parlare del duello che ha monopolizzato la cronoca del post-MotoGP USA di Laguna Seca.

    La gara al fulmicotone condotta da Casey Stoner e Valentino Rossi e il video relativo al battibecco dei due piloti al parco chiuso ha fatto il giro del mondo e continua a far discutere.

    In merito alla questione si sono sbilanciati nomi enormi del motoiclismo internazionale, tra cui l’ indimenticabile Mike Doohan, asso delle due ruote nel periodo pre-valentiniano, che relativamente alla guerra fuori pista dei due centauri, punta a far sbollire gli animi dichiarando che la diatriba scoppiata a fine gara di Laguna Seca è abbastanza normale tra i piloti che conducono la propria gara sia in pista che fuori.

    E’ estate, fa caldo, è normale che ci si scaldi un pò.
    Soprattutto per Stoner che, perso il duello corpo a corpo con il più prestante Valentino, sembra si sia lasciato prendere dalla calura californiana all’ interno per Parc Fermee della MotoGP di Laguna Seca.

    A dare man forte all’ australiano arriva un rombante Livio Suppo, Team Manager Ducati, che dichiara: “Immagino abbiate visto la gara di Laguna. Di sicuro una delle più emozionanti degli ultimi anni! È stata una vera e propria battaglia fra due super piloti. Questa volta ha vinto Vale, ma Casey ha dimostrato di che pasta è fatto. Ovviamente finire secondo dopo un weekend in cui ha dominato tutte le sessioni di prove non è il massimo, ma lui ci ha provato in tutti i modi.

    La cosa più importante è che per il quarto GP consecutivo Casey è stato velocissimo, imponendo il suo ritmo in maniera impressionante in tutte le sessioni di prove. Il suo feeling con la Desmosedici è al massimo, e ci sono ancora sette gare da disputare“.

    Incredibile, la storia fa ancora discutere.
    E questo è un segno indiscutibilmente forte di quello che è diventata la MotoGP degli ultimi anni, ossia un surrogato di vittorie da cartone animato in cui le gare vengono vinte da uno e uno solo con 20 secondi di distacco dal resto dei concorrenti e dove le emozioni più forti sono date dalle cadute e non più dai sorpassi, dalle urla della telecronaca e non più dal rombo del motore in uscita di curva.
    Questa è la MotoGP che vive adesso e che è lontana anni luce da quelle gare combattute fino all’ ultimo centimetro di asfalto con talento e passione, dando l’ultima gocia di sangue e di sudore fino all’ ultimo giro.

    No, ormai ci scandalizziamo per qualche scaramuccia in pista e per una vittoria combattuta fino a qualche giro dalla bandiera a scacchi e siamo capaci di parlare di dichiarazioni post-gara infinitamente di più degli avvenimenti di una gara intera…

    Sarà l’ elettronica, sarà l’ abitudine a vincere, saranno i vizi e le virtù di ciascun pilota, team o tifoso che sia.

    Sarà… che forse abbiamo perso di vista il Competitivo, Entusiasmante, Appasionante, Avvincente, Vero Motociclismo?

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