Caso Alonso, Haug:«Impossibile tacere»

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    Norbert Haug e Flavio Briatore

    Continua a far parlare il passaggio di Alonso alla McLaren. A prendere la parola stavolta è stato Norbert Haug che ha risposto alle precedenti accuse di Briatore. Il nucleo del problema pare essere diventato non tanto l’ingaggio del pilota spagnolo quanto l’annuncio anticipato dell’inagaggio stesso.

    Con parole molto pacate e semplici il direttore di Mercedes Motorsport ha fatto presente a Flavio Briatore che era impossibile non dare l’annuncio. Ormai la cosa era fatta e tacerla sarebbe stata una mancanza di rispetto nei confronti di tutti. Come si sarebbero sentiti, infatti, i giornalisti, gli addetti ai lavori e soprattutto gli sportivi quando sarebbe saltato fuori che il contratto era già stato firmato da un anno e tutti avevano fatto finta di niente?

    Siamo d’accordo con Haug. La McLaren non poteva non dirlo.

    La cosa che stride nelle sue parole però è che da una parte fa leva su un discorso prettamente di buon senso nei confronti degli altri mentre – dall’altra – con l’ingaggio così anticipato di un pilota della concorrenza ha fatto una cosa non troppo corretta proprio da quel tanto sbandierato punto di vista morale.

    Come, però, dare colpa alla McLaren? Hanno rispettato i regolamenti che prevedono azioni di questo tipo, si sono assicurati il miglior pilota dei prossimi anni ed hanno destabilizzato l’ambiente Renault. Un colpo perfetto.

    Da criticare, casomai, sarebbero certe normative che permettono azioni al limite della moralità.

    E da criticare, poi, c’è Alonso. Non tanto per un discorso di riconoscenza mancata o un’altra banalità del genere legata ai sentimenti. Si può criticare Alonso anche dal punto di vista del calcolo utilitaristico e personale.

    Che vantaggio può aver avuto a lasciare una squadra vincente, una macchina super, un’ambiente che conosce alla perfezione e nel quale tutti gli vogliono bene?

    E soprattutto perché decidere dove andare con un anno di anticipo? Che vantaggi può avere avuto dallo scegliere la McLaren? Certamente non è andato alla Midland, ma negli ultimi anni anche a Woking non hanno ottenuto grandi risultati e persino per il 2006 non sembrano in grossa forma.

    Alonso ha fatto un salto (quasi) nel buio. E la scelta diventa ancora più grave se si pensa che probabilmente gli stessi soldi che prenderà alla McLaren li avrebbe potuti trovare anche altrove.

    Un pilota del genere verrebbe pagato a peso d’oro da chiunque. Senza contare che se avesse pazientato un altro anno si sarebbe trovato nella situazione ideale di poter scegliere praticamente qualsiasi squadra di vertice. Tra cui anche la più competitiva in quel momento, McLaren compresa.

    Dispiace che Alonso abbia preso questa decisione. Dispiace anche perché non sarebbe stato male aver avuto il tempo di immaginarlo con una tuta rossa addosso. E’ un bravo ragazzo, è simpatico e forte come pochi. Parla Italiano. Sarebbe stato l’unico in grado di aiutare il popolo ferrarista a colmare l’eventuale assenza di Michael Schumacher.