Catanunya MotoGp 09: Rossi in extremis su Lorenzo, Stoner eroico podio

Sesta gara del Mondiale MotoGp 09 a Barcellona, vince Rossi che sul traguardo brucia Lorenzo, mentre Stoner arriva solo terzo sofferente per crampi allo stomaco precedendo Dovizioso

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    Rossi in extremis su Lorenzo, Stoner eroico podio

    Il nuovo episodio di questo incredibile sceneggiato targato MotoGp 2009, andato in onda dal circuito del Montmelò di Barcellona gremito fino all’inverosimile e pronto a salutare il successo dell’idolo di casa Lorenzo,

    ha visto un appassionantissimo duello d’altri tempi tra quest’ultimo e Rossi che alla fine è riuscito in extremis ad aggiudicarsi quella vittoria che sicuramente entrambi avrebbero meritato, mentre un eroico Stoner combattendo contro la stanchezza e fortissimi crampi allo stomaco è riuscito pur tra mille sofferenze ad arrivare ad un podio che in simili condizioni equivale sicuramente ad un primo posto, precedendo il solito Dovizioso ormai abbonato alla quarta posizione.

    Uno spettacolo epico, davvero degno della Storia del MotoMondiale, finalmente.

    Il bellissimo duello ammirato oggi tra Lorenzo e Rossi mi ha riportato indietro nel tempo ricordandomi i tempi eroici e le battaglie dell’Epoca d’oro del Motociclismo, per intenderci quelle tra Agostini ed Hailwood del bienno 66/67, con la differenza che mentre questi ultimi due Campionissimi cavalcavano all’epoca moto entrambe pluricilindriche 4 tempi bialbero 4 valvole per cilindro ma per tutto il resto diversissime tra loro – Mino la agilissima, affidabile e veloce MV Agusta Tre cilindri, Mike la sconcertante, potentissima ma assolutamente inguidabile Honda RC181 quadricilindrica direttamente derivata dalla vincente RC171/172 350 di Redman – ultime grandissime esponenti delle stupende 500 a quattro tempi all’epoca del loro massimo splendore, giusto un lustro prima di una eclisse destinata a durare oltre trent’anni, mentre oggi, e ciò non avveniva da tempo immemorabile, abbiamo assistito ad un confronto praticamente ad armi pari tra due piloti sullo STESSO (quasi) identico mezzo.

    In questo senso, più che Ago e Mike The Bike i grandi protagonisti del passato da citare dovrebbero in questo caso doverosamente essere Phil Read ed il compianto Bill Ivy, anche loro compagni di squadra e proprio nel Team Yamaha Ufficiale nel biennio 67/68 nelle Classi 125 e 250 in sella rispettivamente alle fantastiche RA97 e RD05 e RD05A, due tempi 4 cilindri a V a disco rotante, le piu sofisticate due tempi MAI apparse sulle piste e strade del Mondiale Velocità.

    Nel 67 i due in 250 corsero alleati contro la formidabile coalizione Hailwood-Honda RC166 sei cilindri uscendone di pochissimo sconfitti (anche se Mike e Phil finirono a pari punti, Hailwood vinse giustamente il Titolo per una vittoria in più), ma in 125 e per tutto l’anno seguente nelle due classi, causa il ritiro della Honda alla fine della stagione 67, i due leoni inglesi furono lasciati orfani di ogni concorrenza a sbaragliare ogni avversario ed a dividersi i Campionati.

    I rigidi ordini di scuderia Yamaha prevedevano per il 68 la vittoria in 250 per Ivy (che aveva vinto il Titolo 125 l’anno prima) e quella di Read in 125, ma Phil tradì squadra e compagno dopo che quest’ultimo lo aveva lealmente aiutato a vincere trionfalmente il Titolo delle ottavo di litro.

    Fu così che tra la carogna Phil ed il leale Bill scoppiò una faida furibonda ed un Campionato Mondiale 250 del 68 nella sua seconda parte assolutamente da leggenda, con i due alla fine dei giochi assolutamente alla pari (una volta applicata la famosa Regola degli Scarti) non solo di punti ma ANCHE di vittorie. La corona Iridata dopo infinite polemiche fu assegnata a Read solo per il minor tempo complessivo nelle prove ritenute valide al netto degli scarti, del resto come da regolamento. Questo Campionato Mondiale del resto fu così incredibile che presto sarà oggetto di una mia dettgliata monografia storica di prossima pubblicazione.

    Tornando alla corsa odierna, oggi avrei quasi certamente scommesso sull’idolo di casa Lorenzo, ed in effetti il Campione Majorchino ha svolto pressochè perfettamente il duro compito affidatogli a cominciare dalle prove e poi per tutta la gara, fino all’errore finale dell’ultima curva, del resto ammesso da lui stesso subito dopo l’arrivo, dove ha detto testualmente (in italiano, parlando a Beltramo) “Errore mio, avrei dovuto chiudere la porta”.

    Dunque oggi il fato della gara è quasi ugualmente da ascrivere alla bravura di Rossi ed insieme ad un inopinato errore proprio negli ultimissimi metri dello spagnolo, che da parte sua aspettava l’attacco ben prima ed imboccando l’ultima curva ha ritenuto il rivale più lontano di quanto in realtà fosse, altra cosa testualmente spiegata da Jorge alla fine dei giochi, e dunque non chiudendo la famosa porta.

    Infatti, Lorenzo avrebbe dovuto tenere la traiettoria di un metro più stretta, quella cioè che invece ha percorso proprio Rossi per bruciarlo. Chi infatti pensasse che una simile traiettoria sia in QUELLA curva finale inevitabilmente più lenta rispetto a quella ideale è smentito clamorosamente proprio da Vale, che aprendo il gas una frazione di secondo prima di Jorge l’ha percorsa velocissimo aggiudicandosi con pieno merito la vittoria, anche se come ho spiegato prima ritengo che ENTRAMBI oggi fossero ugualmente degni del gradino più alto del podio.

    E’ un vero peccato che ai due grandi protagonisti odierni non si sia potuto aggiungere per forza di cose anche Stoner, che pure in condizioni fisiche allucinanti ha eroicamente disputato forse la più drammatica corsa della sua carriera in Ducati, finendo comunque bravamente sul podio.

    Il week end dell’asso australiano è infatti subito cominciato in salita, a partire dalla caduta durante le prove di venerdì per proseguire poi con i problemi di setting di sabato, dove pur classificandosi terzo a Casey, nelle sue stesse dichiarazioni, pareva soltanto di “fare enormi passi indietro”, per poi trascorrere praticamente la notte precedente la gara in bianco a causa di tremendi crampi allo stomaco che lo hanno afflitto anche per tutta la corsa di oggi, facendolo soffrire terribilmente specie in staccata, quando per inerzia ricadeva inevitabilmente contro al serbatoio proprio con la parte dolente.

    A mia memoria è difficile risalire ad un altro caso di un pilota così distrutto a fine gara, il solo che ritengo paragonabile fu quello di Agostini al termine della massacrante 200 Miglia di Daytona – pista che Mino vedeva quell’anno per la primissima volta ed in cui trionfò subito all’esordio con l’altrettanto debuttante Yamaha TZ 700 a 4 cilindri – nel 1974, al termine della quale Ago ebbe un mancamento per la fortissima disidratazione patita in quella lunghissima, storica ed epica gara, in cui contro ogni pronostico distrusse gli americani esattamente come aveva fatto il Grande Jarno Saarinen appena un anno prima, ugualmente all’esordio su una pista tanto impegnativa, per di più a bordo della piccola Yamaha TZ 350 A contro le grosse 750. Esattamente come Mino allora, Casey era ridotto letteralmente ad uno straccio, tanto che viene da chiedersi COME sia riuscito a terminare la corsa senza ritirarsi prima, o cadere.

    Ciò nonostante, in queste assurde condizioni Stoner oggi stringendo i denti ha corso una gara semplicemente straordinaria, riuscendo nela prima parte a restare praticamente incollato ai due battistrada, per poi fatalmente mollare in seguito, visibilmente rallentando durante una crisi che quasi lo aveva portato sulla decisione di ritirarsi, soluzione liberatoria ed ovviamente comprensibile viste le penose condizioni nelle quali ha corso.

    Tuttavia, proprio le ottime prestazioni della sua moto lo hanno poi convinto a resistere, e a soffrire fino in fondo riprendendo un buon ritmo e riuscendo alla fine in un ultimo epico sforzo fisico e di volontà a precedere Dovizioso sul traguardo.

    Doppio peccato quindi per Casey, perchè questa inopinata giornata storta dal punto di vista fisico ha coinciso proprio con un setting della moto finalmente indovinato fin dall’inizio, cosa che in condizioni normali gli avrebbe certamente consentito di rimanere fino all’ultimo giro a lottare per la vittoria finale con Rossi e Lorenzo. In ogni caso, il giro più veloce comunque conquistato dall’asso australiano è lì a testimoniare come Casey oggi si sia battuto in ogni caso come una tigre morente braccata dai cacciatori, e su una moto che avrebbe certamente potuto, ribadisco, regalargli ben altro piazzamento in condizioni fisiche appena migliori.

    La ferrea volontà di resistere fino al traguardo di Stoner ancora una volta ha privato del podio un eternamente insoddisfatto Dovizioso, ormai inchiodato a quella inevitabile, ricorrente, fatale quarta posizione cui sembra stabilmente abbonato, adesso anche nella classifica parziale dopo i tre duellanti perfettamente appaiati a quota 106 lunghezze, tutti con due vittorie a testa, condizione di punteggio inedita da lunghissimi anni e che ancora una volta riporta fatalmente con la memoria ai tempi eroici già citati dell’Epoca d’oro degli anni Sessanta.

    Dunque un Campionato che dopo sei prove – e cioè a poco più di un terzo del percorso totale di 17 gare – riparte esattamente da zero per i tre veri pretendenti al Titolo, essendo Pedrosa ormai quasi completamente fuori gioco dopo la terribile sfortuna patita anche qui, proprio in questo casalingo Gp Catalano che poteva essere il suo riscatto e che lo aveva visto brillantissimo vincitore in solitaria appena un anno fa.

    Anche Dani pur tra le sofferenze ha comunque disputato una gara brillante ed eroica riuscendo ad arrivare buon sesto limitando in qualche modo i danni, dovendo però cedere il quarto posto in classifica al team mate e vedendo ormai sfumare quasi definitivamente ogni residua ambizione di vittoria finale, infortuni altrui sempre possibili a parte.

    Tra i due compagni di squadra di Casa HRC si è inserito anche oggi in quinta posizione – esattamente come al Mugello – un brillante Capirossi che pur non potendo approfittare troppo del nuovo motore, apparso ancora bisognoso di messa a punto, ha fatto pesare la sua Classe e la sua annosa esperienza disputando un’ottima gara e facendo ben meglio del team mate Vermeulen finito appena undicesimo.

    Belle anche le gare di Edwards e di De Puniet molto bravi in prova ma comunque positivi anche in corsa, che rispettivamente settimo ed ottavo hanno preceduto la coppia Ducati formata da Kallio e Hayden, con quest’ultimo che sembra lentamente trovare con la sua enigmatica macchina un almeno discreto affiatamento, che insegue del resto dall’inizio del Campionato.

    Nicky però deve sbrigarsi a trovarlo definitivamente, pena fare la stessa magrissima figura di Melandri la stagione scorsa.

    Notte fonda per tutti gli altri, a cominciare dagli idoli locali Gibernau, finito terz’ultimo davanti solo a Canepa ed all’esordiente assoluto Talmacsi, ed Elias malamente caduto al decimo giro vanificando così il magnifico quinto posto in griglia ottenuto nelle prove del sabato.

    Adesso la carovana del MotoMondiale punterà a nord per il consueto appuntamento olandese del Dutch TT di Assen, nella ex mitica Università del Motociclismo ormai svilita e rovinata per rempre, ridotta ormai ad un ridicolo kartodromo da quattro soldi, in QUASI contemporanea – in Olanda tradizionalmente si corre da sempre di sabato, per riguardo ed imitazione rispetto al VERO TT da cui gli olandesi presero ovviamente ispirazione, stabilendo la più antica corsa al mondo appunto dopo l’originale IOM TT – con la prova inglese di WSBK in scena a Donington Park.

    Dunque una prova sulla carta ancora estremamente favorevole alle agili e velocissime Yamaha che al Motmelò si sono del resto riconfermate – se ci fosse stato per caso ancora bisogno di ribadire questa palmare verità – quali migliori moto in assoluto di questi ultimi ultimi due anni, e dunque ai loro riders ufficiali Rossi e Lorenzo, ma dove Stoner vinse brillantemente la passata stagione pur in un tracciato completamente e supremamente inadatto alla sua impacciata cavalcatura.

    Quindi, un Gp estremamente interessante sotto ogni aspetto, specialmente se il maltempo deciderà di fare ancora una volta capolino come spesso capitato in questa stagione, scompaginando e modificando antiche tradizioni ed i consolidati equilibri preesistenti.

    Appuntamento immancabile dunque in Terra d’Olanda per la nuova imperdibile puntata di questa incredibile, equilibratissima ed adrenalinica Saga MotoGp 2009!

    DONOVAN

    Foto: Motoblog.it