Chattering? No, grazie!

brevissima speigazione del chattering, fenomeno che si registra sulle due ruote e che ha fatto penare non poco Valentino Rossi

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    Chattering? No, grazie!

    E’ stato la croce di Max Biaggi, l’incubo di Capirossi, Valentino l’ha inserito come parola fissa nel suo personale vocabolario, tutti lo temono. Di cosa stiamo parlando? Il chattering, ovviamente!

    Ma cos’è esattamente? Perchè accade? Dove si manifesta? Cosa percepisce il pilota?

    Proviamo a capirlo, in modo tecnico e molto divulgativo, some è stato analizzato su dinamoto.it, in modo da aver presente, senza troppi giri matematici perchè il chattering fa così paura.

    Il chattering – vibrazione, oscillazione- si manifesta sulle moto durante la frenata e in curva ed è sostanzialmente una vibrazione delle masse sospese in particolar modo del retrotreno ad una frequenza compresa tra 17 e 22 Hz a seconda della moto in questione. Questa vibrazione può raggiungere livelli molto elevati ed essere quindi decisamente forte e “scomoda” per il pilota che si trova a dover gestire movimenti inconsulti della propria moto. In questi casi, l’accelerazione delle masse sospese può raggiungere addirittura i 5G. Certo, poca cosa se paragonata, per esempio, ai 12G subiti da un pilota di aircraft nella fase di eiezione con il seggiolino (rispetto agli 8,8G massimi sopportabili dal corpo umano per un breve periodo di tempo continuato, di solito 15-20 secondi), ma pur sempre una grossa accelerazione subita dal corpo del pilota impegnato a impostare una corretta traiettoria in piega, per esempio, dove una variazione infinitesima del “gioco degli equilibri” può provocare la caduta.

    Il chattering è una vibrazione “auto-eccitata” e questo speiga perchè compare improvvisamente quando viene innescato il meccanismo di auto-eccitamento.

    Time History durante la decelerazione

    La figura descrive la manovra di una frenata da 40 a 20 Km/h con una decelazione di 5.7 m/s2.

    Distrubuzione della forza di frenata: 50% freno anteriore, 50% freno motore.

    Time History su una moto modificata

    si vede come il chattering è notevolmente ridotto!

    In tutto questo processo, particolare importanza è nella gomma che si comporta, molto approssimativamente, come una molla tra la moto (il forcellone oscilla!) e l’asfalto, quindi in regime transitorio, invece di scivolare e scaricare l’energia continua invece ad avere grip e quindi a trasmettere le oscillazioni al telaio intero.

    In curva le vibrazioni si accoppiano ed entra in gioco la frequenza di risonanza. Le gomme, dunque, comportandosi come una molla, concorrono nel trasmettere o nello smorzare le vibrazioni di cui sopra.