Cina-scandalo in MotoGP

Cina-scandalo in MotoGP

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    shangai trask aprilia

    La Cina, terra di thè e di piccoli iperatori, è da qualche giorno anche terra di scandalo per la MotoGP.

    Mani Pulite ha colpito anche il guru dagli occhi a mandorla Yu Zhifei (General Manager del Circuito Internazionale di Shangai).

    Il direttore cinese del circuito mandarino è stato ascoltato in questi giorni per chiarimenti in merito all’esistenza di operazioni illegali attorno al circuito.

    Lo scorso settembre, infatti, molte figure dirigenziali erano state licenziate. Il primo a subire questa estrema decisione era stato Chen Liangyu, numero 1 del PCC a Shanghai, la prima illustre vittima della lotta contro la corruzione che da oltre dieci anni riguarderebbe il circuito di Shangai. Ma lui, a quanto si dice, non dovrebbe essere un evento isolato. Il registro degli indagati è ricco e in tutti sono sospettati di una cattiva gestione di un fondo pensione che gestisce oltre 10 miliardi di yen .

    E’ proprio sotto il periodo “Chen Liangyu” che le autorità mondiali della F1 avevano deciso ricreare il GP in Cina, a Shanghai. Oltre 191 milioni di euro erano stati investiti dalla città nel circuito gestito da Yu Zhifei, noto per essere vicino all’ex capo del PCC della città.

    Nonostante questo, la tappa cinese della MotoGP non corre problemi: è stato deciso infatti di passare sopra a queste vicissitudini e disputare ugualmente la gara di due ruote. Mao in un intervista rilasciata allo Shangai Daily dove ha chiarito l’estraneità dell’ autodromo ad ogni tipo di indagini

    La SIC (Shangai International Circuit, ndr) non e’ assolutamente implicata nelle indagini. Ci sono state semplicemente alcune persone che hanno agito a titolo del tutto personale“. ha detto Mao, aggiungendo: “Piu’ di un sesto delle giornate del 2007 vedra’ il circuito ospitare gare: eventi come il GP della Cina di F1 o della MotoGP andranno in scena regolarmente“.