Circuiti F1 2009: Sepang, Malesia

Scheda del Circuito di Sepang dove si corre il Gran PRemio di Malesia

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    Il circuito di Sepang dove si corre il Gran Premio di Malesia è unanimemente ritenuto uno dei tracciati più difficili dal punto di vista fisico. Non tanto per la conformazione impegnativa del nastro d’asfalto, quanto per la condizione ambientale che obbliga i piloti a vere e proprie saune all’interno degli abitacoli.

    NUMERI. Inventato da Hermann Tilke, il circuito di Sepang rappresenta una delle sue prime invenzioni in Formula 1 e debutta oramai 10 anni or sono. Nel 1999. Il nastro d’asfalto si snoda per 5,543 Km che moltiplicati per i 56 giri della gara danno una distanza totale di 310,408 Km. Le curve sono 15 (10 a destra e 5 a sinistra). Le mescole portate dalla Bridgestone sono la soffice e la dura. Il record del circuito appartiene a Fernando Alonso che nel 2005 ha fermato i cronometri sull’ 1’32”582. Il pilota con più vittorie è Michael Schumacher a quota 3 mentre il team salito più volte sul gradino più alto è la Ferrari con 5. Il team italiano vanta anche ben 7 partenze al palo su 10 edizioni.

    IL TRACCIATO. La pista è caratterizzata da due lunghi rettilinei con tanto di staccatona finale e bei curvoni veloci che esaltano le vetture a posto dal punto di vista telaistico. Per essere ok, è fondamentale avere un ottimo bilanciamento a livello di carico aerodinamico tale che la vettura abbia buone velocità di punta ma non perda in trazione. Per questo motivo, nel 2009, sarà fondamentale ottimizzare al meglio la fusione tra il pacchetto vettura ed i nuovi pneumatici slick.

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    GIRO DI PISTA. Come anticipato, tra i punti più interessanti vanno di diritto le frenate al termine dei due allunghi principali. Altro luogo particolarmente delicato è, soprattutto al via, il curvone a destra al quale segue una stretta controcurva a sinistra. Non va neanche dimenticata, però, la curva 9 alla quale si arriva dopo due curve velocissime come mostra questo video on board dalla F2008 di Felipe Massa.

    CLIMA DIFFICILE. Come noto, uno dei protagonisti assoluti di Sepang è il meteo. Più dei serpenti cobra che attraversano la pista, il pericolo più temuto dai piloti è il caldo che, unito all’umidità, trasforma una semplice passeggiata nel retrobox in un giro dentro ad una serra. Vestirsi di tuta ignifuga ed andare in pista, invece, è una vera sauna. Se, infine, il sole decide di dare forfait come quest’anno, allora arrivano copiose piogge a complicare ulteriormente il loro lavoro.

    AMARCORD. Per ricordare i 10 anni di Sepang, riprendiamo la gara inaugurale. Anche allora ne registrammo di polemiche. La Ferrari si presenta con il rientrante Michael Schumacher a dare manforte ad Eddie Irvine nella lotta contro Mika Hakkinen. Il tedesco, rimasto fermo per alcune gare a causa della rottura della gamba nell’incidente di Silverstone, è fuori dalla lotta per il titolo ma è autore di un Gran Premio da fenomeno dove domina in lungo ed in largo e nel finale lascia la vittoria al compagno di squadra. La Ferrari dà una grande dimostrazione di supremazia. Nelle verifiche tecniche, però, si presenta un’irregolarità sui deflettori che sporgono di qualche millimetro oltre il consentito ed il risultato diviene in bilico. La scuderia di Maranello fa ricorso alla Federazione che, dopo aver analizzato attentamente la situazione, decide che i controlli fatti sul circuito non erano stati corretti e conferma la doppietta rossa. Oggi come allora, l’uomo chiave è stato Ross Brawn. Il tecnico inglese, fenomeno nell’interpretazione dei regolamenti è entrato nelle pieghe per girarle a suo favore. Quello sforzo, ad ogni modo, non servì perché il mondiale andò comunque a Mika Hakkinen.

    Foto: www.wikipedia.org; www.gpupdate.net