Circuiti Formula 1 2008: Interlagos, Brasile

scheda del circuito di interlagos che ospita l'edizione 2008 del gran premio del brasile

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    Circuiti Formula 1 2008: Interlagos, Brasile

    Il Gran Premio del Brasile sarà per la terza volta consecutiva l’ultima tappa del mondiale di Formula 1. Per la diciannovesima consecutiva, invece, toccherà al circuito di Interlagos ospitare un evento che, comunque vada, vivrà un’edizione destinata a passera alla storia.

    ANTIORARIO. Intitolato al pilota scomparso José Carlos Pace, tra le caratteristiche principali dell’impianto che sorge nei sobborghi di San Paolo, in una zona costellata di laghetti artificiali da cui prende il nome, Interlagos, appunto, vi è il senso di marcia che, analogamente solo ai recenti impianti di Istanbul e Singapore, va in direzione antioraria. Data la friabilità del terreno, l’asfalto tende inesorabilmente a creare avvallamenti e dossi che danno un elemento in più di difficoltà a tecnici e piloti. Altra caratteristica che rende unico il GP del Brasile è l’asfalto poco drenante che, in caso di pioggia, trasforma la pista in una continua serie di trappole sotto forma di pozzanghere e fiumiciattoli.

    PUNTI CALDI E GIRO DI PISTA. La pista non è avara di punti interessanti. Si comincia da dopo il traguardo con la “S” Senna, una curva a sinistra in discesa nella quale si entra a 300 all’ora frenando, per poi buttarsi a destra e, aprendo di nuovo il gas, si piega verso sinistra per lanciarsi nella Reta Oposta. In caso di pioggia battente qui si formano tremendi rigagnoli d’acqua, tali da far pensare persino di sospendere la corsa. Al termine del secondo rettilineo vi è la staccata della curva 4 dove, se si è preso la scia di chi precede, si può tentare un sorpasso o addirittura effettuare un controsorpasso nel caso qualcuno ci abbia superati poco prima, al termine del rettilineo principale. Dopodiché si arriva nel più lento complesso centrale con curve strette Ferradura, Laranjia, Pinerinho, Bico do Pato che richiedono massima concentrazione per gestire al meglio brevi accelerazioni, frenate e inserimenti in curva. Il giro di pista si conclude con il curvone dell’Arquibancadas. Si tratta di una piega a sinistra da fare assolutamente in pieno a 300 km/h che riporta direttamente al traguardo.

    I NUMERI. 4,309 km, da percorrere 71 volte per una distanza totale di 305,909 km. Le curve sono 15, 10 a sinistra e 5 a destra. Il giro più veloce appartiene a Montoya che nel 2004 fermò il cronometro sull’1’11” e 473 millesimi.

    AMARCORD. Ayrton Senna, Interlagos, anno 1991. Uno dei piloti più forti e vincenti della storia della Formula 1, con già alle spalle 7 stagioni, 28 vittorie e due titoli mondiali, non era ancora mai riuscito a trionfare nel Gran Premio di casa. Davanti ad una folla impazzita, la maledizione si infrange nell’anno del suo ultimo titolo mondiale. Al sabato arrivò la quinta pole position di casa. E la domenica, anziché rimediare l’ennesima delusione, il brasiliano regala alla sua nazione una giornata memorabile. Imperdibile il commento in lingua originale.