Circuiti Formula 1 2008: Magny Cours, Francia

scheda del circuito di magny cours dove si corre il gran premio di francia ininterrottamente dal 1991

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    Contro ogni pronostico, per il rotto della cuffia, la Formula 1 torna ancora nell’impianto sperduto nella campagna francese. Così, come accade ininterrottamente dal 1991, il Gran Premio di Francia si disputa a sul circuito di Nevers Magny Cours.

    In molti lo avevano dato per spacciato nel 2007, dopo una lunga agonia. La storia del tracciato sembra comunque destinata a separarsi dalla massima competizione motoristica che, sotto la guida di Bernie Ecclestone, punta verso mete più di richiamo come Eurodisney o, addirittura, le strade urbane della città di Parigi.

    Nell’intento dei progettisti, l’impianto avrebbe dovuto dare nuova linfa ad una regione tutt’altro che economicamente fiorente. Così non è mai stato. Questo non ha comunque impedito alla Formula 1 di stazionare da quelle parti per quasi 20 anni.

    Se le piste ultramoderne alla Herman Tilke hanno la caratteristica di essere create al computer, il relativamente recente impianto francese ha quello di essere stato dichiaratamente e sfacciatamente studiato a tavolino, prendendo a prestito curve celebri di altri circuiti e cercando di mettere al primo posto la resa televisiva mediante un accurato studio delle inquadrature con le telecamere.

    Non c’è da stupirsi, quindi, che i punti più rappresentativi portino dei nomi e facciano chiari riferimenti ad altrove. Mi riferisco al curvone Estoril che segue il via e il tornantino Adelaide al termine del rettilineo principale. Luogo, quest’ultimo, dove si vedono incidenti spettacolari e il 99% dei sorpassi dell’intera gara.

    Un’altra peculiarità della pista è legata all’asfalto, croce e delizia degli ingegneri. Se da una parte è molto liscio e consente di ridurre al massimo le altezza da terra, dall’altra è anche molto scuro e quindi molto suscettibile alle variazioni di temperatura in caso di alternanza tra nuvole e sole. In caso di sole pieno, inoltre, raggiunge picchi di calore elevatissimi.

    Un giro è lungo 4.410 m. Dopo averne fatti 70, i piloti hanno percorso la distanza di 308,59 km Il gas viene tenuto al massimo per il 50% del giro. Il carico aerodinamico è medio come è media la configurazione della pista.Nella media anche altri valori come l’usura dei freni. Queste caratteristiche “neutre” fanno sì che spesso fatichi ad emergere la bravura del pilota, il quale si limita semplicemente a sfruttare al massimo le capacità della vettura senza poterci mettere del “suo”. Il risultato è particolarmente evidente nella griglia di partenza dove, strategie diverse permettendo, le monoposto della stessa scuderia si dispongono a coppie l’una accanto all’altra.