Circuiti Formula 1 2008: Montreal, Canada

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    E’ intitolato al mito di Gilles Villeneuve il circuito di Montreal dove domenica prossima si disputerà il GP del Canada edizione 2008. Un’edizione che nasce all’insegna del maltempo e che lascia presagire grande spettacolo.

    Come nel 2007, le previsioni parlano di alta probabilità di pioggia su tutta la zona del nord-america, compresa ovviamente l’isola artificiale di Notre-Dame nella città di Montreal dove sorge l’impianto, composto da una parte permanente e da un’altra ottenuta da strade urbane.

    La principale caratteristica del circuito è quella di alternare lunghe accelerazioni e brusche frenate nel più classico degli stili ribattezzati dagli inglesi stop&go. Questa particolare conformazione rende i sorpassi molto più agevoli del normale: i punti “caldi” sono la prima staccata dopo il via, il tornante prima dell’ultimo rettilineo e la frenata della chicane che porta al traguardo.

    Il carico aerodinamico utilizzato è medio basso, in modo da sfruttare al meglio i lunghi rettilinei e le accelerazioni. Le sospensioni si tengono più dure all?anteriore per dare agilità nei veloci cambi di direzione mentre, essendo più morbide la posteriore, la macchina avrà frenate più stabili, migliore entrata in curva e maggiore trazione.

    I protagonisti assoluti del GP del Canada sono i freni. Fortunatamente i lunghi rettilinei permettono un sufficiente raffreddamento nonostante il loro grande sforzo.

    Il motore gira al massimo per il 66% del giro. Più che la velocità di punta sarà importante una erogazione fluida per sfruttare al meglio le accelerazioni.

    Il cambio, infine. richiederà particolare attenzione nella scelta dei rapporti per la settima marcia. Né troppo corti da impedire di sfruttare la scia, né troppo lunghi da diventare inefficienti in caso di vento contrario.

    La presenza di barriere a ridosso del nastro d’asfalto, l’alta velocità raggiunta dalle monoposto e l’impossibilità di allargare le vie di fuga, fanno del Gilles Villeneuve uno dei circuiti più pericolosi del mondiale. Lo scorso anno fu Robert Kubica il miracolato. Più in generale, sono in pochi quelli che possono dire di non aver mai concluso la gara alla prima curva o sbattendo sul cosiddetto “muro dei campioni” nei pressi della chicane che immette sul rettilineo dei box.

      Dati tecnici
    • Lunghezza: 4.361 km
    • Giri Totali: 70
    • Km Totali: 305.270

    Vista dal satellite