Circuiti Formula 1 2008: Valencia, Europa

analisi del circuito cittadino di valencia dove nel 2008 si correrà per la prima volta il gran premio d'europa di formula 1

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    La Formula 1 nel circuito cittadino di Valencia promette spettacolo. Ci sarà una bella cornice. Ci sarà la velocità. Ci saranno gli imprevisti. Ci saranno i muretti. Ci saranno i sorpassi. Per quanto sia un qualcosa di ipermoderno, stando alle previsioni della vigilia, la pista valenciana sembra racchiudere in sé tanto le insidie di Montecarlo quanto i brividi di Hockenheim o Monza.

    ESORDIO. E’ la prima volta che l’inedito tracciato compare nel calendario della Formula 1. Stando agli accordi presi tra Ecclestone e i responsabili dell’impianto, l’appuntamento che sostituisce il Nurburgring sarà presente almeno fino al 2014. E’ anche questo un segno dei tempi che cambiano. Non c’è più Schumacher e allora si va via dalla Germania per andare a mettere una seconda gara in Spagna, a casa di Alonso. In attesa che anche gli inglesi reclamino la loro fetta con Hamilton, per il momento il Gran Premio d’Europa si corre qui.

    TRACCIATO. La pista è un qualcosa di unico nel suo genere. La velocità media è notevole così come le punte che in ben 5 occasioni andranno oltre i 300 km/h. Nonostante ciò, non somiglia né a Montecarlo, pur mantenendone alcune caratteristiche (vedi il porto), né a Montreal o Melbourne (altri circuiti cittadini piuttosto veloci). Emblema dell’unicità di Valencia sono le vie di fuga: a detta degli esperti sono decisamente meglio studiate rispetto ai tracciati appena elencati e, per quanto in alcuni punti non ci sia altro che il muro, i piloti non sembrano percepire alcun rischio.

    INSIDIE. Se l’impianto è unico, del tutto peculiari sono anche i rischi ed i problemi da risolvere. Uno di questi è il ponte girevole che, avendo uno scarto di qualche millimetro rispetto al resto della pista, pare abbia dato dei problemi a chi vi ha già gareggiato (vedi Formula 3). Altra insidia è rappresentata dal manto ovviamente molto sporco e scivoloso sul quale i piloti saranno costretti a girare con carichi aerodinamici non abituali per piste di questo genere.

    I NUMERI. 5.440 metri da percorrere 57 volte per un totale di 310,08 km. La velocità media dovrebbe essere attorno ai 200 km/h. Per un giro, quindi, ci vorranno poco meno di 1 minuto e quaranta secondi. Le curve sono 14 a destra ed 11 a sinistra. La Bridgestone ha portato le mescole più morbide: soffice e supersoffice.

    AMARCORD. Non essendoci storia per Valencia, restiamo su un altro GP d’Europa corso in Spagna, a Jerez. Era il 1997 e la corsa rappresentava il capitolo finale di una stagione combattutissima. Schumacher e Villeneuve si presentano con un solo punto di differenza a vantaggio del tedesco. Il sabato vanno in onda le qualifiche più combattute di sempre con i primi 3 piloti che fanno registrato lo stesso identico tempo. Assieme ai due contendenti c’è l’altra Williams di Frentzen. La gara vede inizialmente Schumacher controllare con un certo vantaggio Villeneuve. Dopo il primo pit stop, però, la Ferrari del tedesco sembra non andare più come prima e Villeneuve lo bracca fino a quando tenta un sorpasso a sorpresa. Schumacher si trova infilato all’interno e, come ammetterà in seguito, istintivamente chiude la porta trovando il contatto con il canadese. Ad avere la peggio però è il ferrarista che parcheggia nella sabbia. Il pilota Williams, invece, prosegue fino al traguardo con una vettura parzialmente danneggiata e si aggiudica il mondiale. La vittoria va ad Hakkinen su McLaren, la prima in carriera. Quel successo rappresenta una svolta per il finlandese che l’anno dopo farà una stagione da protagonista. Schumacher, invece, viene ritenuto autore di un gesto scorretto e vede annullarsi tutti i punti raccolti in stagione.

    Tanto per far capire quanto sia stata indecisa quella stagione, basti dire che se Damon Hill non avesse avuto un problema nell’ultimo giro del Gran Premio di Ungheria e non avesse servito in quell’occasione la vittoria a Villeneuve (altrimenti secondo), all’ultima gara Schumacher avrebbe avuto un vantaggio tale da potersi accontentare anche del secondo posto dietro al canadese. Quindi, non ci sarebbe stata la scorrettezza e la storia dell’anno 1997 sarebbe stata del tutto diversa.

    Video. Parte 1. Il sorpasso di Villeneuve su Schumacher.

    Video. Parte 2. la vittoria di Hakkinen ed i festeggiamenti di Villeneuve, della Williams e della McLaren per il ritorno al gradino più alto del podio con una doppieta e per il primo successo dall’arrivo della Mercedes.