Colin Edwards: sì all’elettronica nella Motogp

positivo l'uso dell'elettronica nella motogp per Colin Edwards

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    Colin Edwards

    Da diversi mesi sentiamo da tutti gli addetti ai lavori della Motogp sempre la solita storia: troppa elettronica nelle moto, diminuzione del piacere di guida e calo della spettacolarità e dell’incidenza del pilota sul risultato finale. Ma stavolta arriva una voce fuori dal coro, quella del texano più veloce della Motogp: Colin Edwards.

    Il pilota statunitense dichiara: “per me l’elettronica oggi è importante, perchè rafforza lo spirito di squadra, rispetto a qualche anno fa adesso c’è chiaramente il bisogno di lavorare tutti insieme dentro al box per poter ben figurare in pista. I risultati non sono frutto soltanto della capacità del pilota, è un lavoro complementare che con l’avvento dell’elettronica è diventato sempre più importante. Il pilota dà sempre il massimo, ma senza il lavoro della squadra sarebbe tutto inutile…”.

    Non siamo molto d’accordo con il grande “Texas Tornado”, va bene per il lavoro di squadra ma il motociclismo è uno sport dove la differenza la deve fare chi sta in sella e non un ingegnere con un portatile. Forse Colin Edwards si è dimenticato dei meravigliosi duelli contro Troy Bayliss in SBK dove l’elettronica era, ed è tutt’ora molto meno invadente che in Motogp. Edwards deve la sua fama e popolarità proprio a quelle sfide che hanno fatto storia e non alle altalenanti prestazioni degli ultimi anni.