Colpo d’occhio su Le Mans

I commenti di Capirossi ed altri protagonisti del mondiale sul tracciato di Le Mans che ospita come consuetudine il Gran Premio di Francia della MotoGP

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    La MotoGP è arrivata alla sua quinta prova che oggi si svolge sulla pista francese di Le mans. Oltre ai piloti francesi, avvantaggiati per ovvii motivi, gli altri piloti non sembrano amare troppo questo circuito, giudicati con un coro (quasi) unanime, un tracciato non bellissimo, in cui sorpassare non è divertente, i continui stop&go a causa di curve secche e ravvicinate finiscono per deteriorare troppo velocemente l’attenzione el pilota e il lungo tempo trascorso in piega non fa emergere le potenzialità dele moto.

    Per analizzare, quindi, la difficoltà del circuito, riporto alcune testimonianze di due piloti con valutazioni diverse sullo stesso circuito francese. Oliver Jacques, francese, ovviamente difende il circuito Bugatti. Loris Capirossi, invece, ne solleva i difetti.

    Oliver Jacques

    A Le Mans la cosa che si richiede ad una gomma è principalmente quella di essere stabile in frenata, è necessario, però, avere anche una buona trazione, visto che si accelera in uscita con marce basse. Da quel che si è visto finora le quattro tempi, con la loro erogazione di potenza più dolce, sono più facili da controllare. Le 500 due tempi ti sbalzavano in terra, queste non le fanno, ma ci sono così tanti cavalli a disposizione che la ruota posteriore slitta moltissimo mentre si cerca di mettere la potenza a terra”. “La curva più impegnativa è sicuramente la numero 1. E’ veramente difficile, si arriva a circa 290 Kmh e si frena piegati sulla destra, chiedendo molto al pneumatico, in quel punto“.

    Nicolas Goubert

    Il circuito Bugatti non è difficilissimo, dal punto di vista delle gomme – dice Nicolas Goubert della Michelin – il problema è che, dal punto di vista metereologico, ci si può aspettare veramente di tutto, pioggia, freddo o caldo, così bisogna esser preparati per tutte le circostanze. Fortunatamente però Le Mans non crea problemi particolari: le curve sono brevi, e poiché si rimane piegati per poco tempo, si usano mescole abbastanza soffici“.

    Loris Capirossi

    Non ho mai considerato questo circuito un bel tracciato. Ricco di storia perchè nasce da un braccio della famosa 24 ore, però la pista non mi è congeniale. Non ci sono lunghi rettilinei come quello di Shangai per esempio, il cima è sempre instabile, le prove non ti aiutano a trovare il giusto setting per la moto perchè se venerdì e sabato fa bello, puoi ritrovarti la domenica con un acquazzone che vanifica tutto il lavoro del team dei giorni precedenti. Dal punto di vista delle gomme, se non piove si consumeranno in fretta, quindi bisogna riuscire a piazzarsi avanti da subito e cercare di racimolare un buon margine. Le continue curve ti spossano, meglio arrivare agli ultimi giri in testa perchè tutti siamo più stanchi ed è quindi più difficile azzardare un sorpasso che vada a buon fine.