…colui che fece il gran Rifiuto”

valentino rifiuta la ferrari

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    E’ andata così… Valentino ha salutato “mamma Ferrari” che tanto era stata prodiga con lui e che tanto l’aveva fatto giocare e divertire, ma alla fine non è stata così forte da tenere a sè un mezzo figlio, nato con i kart ma scopertosi un genio sulle moto.

    Danzino dunque i paggi della Dorna, cantino i tifosi di Alonso, suonino a festa le trombe di Schumacher, sibilino i tubi di pitot Ferrari, sventolino gli stendardi di Tavullia, Valentino l’ha fatto.

    Il gran Rifiuto.

    La Ferrari.

    Anni di tira e molla, mesi di ipotesi fatte per alimentare le discussioni da bar e la tiratura dei giornali, giorni di prove su pista e notti per riflettere. Pochi minuti per settare la macchina e lanciarsi sull’asfalto per rosicchiare secondi. Qualche millesimo per decidere quando cambiare, che traiettoria impostare, che cosa fare.

    Giorni di Storia, aut-aut sciolti senza sapere se “il senno di poi” premierà o meno le decisioni prese, una porta che dopo essere stata lasciata socchiusa, ora, per almeno un altro anno, si chiude definitivamente. A chiave.

    Niente più tentazioni, niente più fuoco rosso Ferrari, niente più distrazioni a 4 ruote, niente più battibecchi con il Briatore di turno nè mezze sfide di gare ibride 2-4 ruote lanciate e mai accettate da Alonso e compagni.

    L’ha fatto Rossi. Ha deciso che l’amore per la sua moto, vista crescere sotto le sue mani e orgoglioso della sua creazione come un Pigmalione fin troppo appasionato, è forse troppo più forte dell’ input che lo avrebbe spinto verso la Formula 1.

    Quali le cause di questa scelta? Quali gli input? Quali i pensieri di un 27enne che in moto ha vinto tutto e che ogni anno, prima di inizio stagione, i giornalisti si affrettano a definire “il marziano” supponendo però, proprio in virtù del suo palmares, che ormai il campione “non ha più la stessa motivazione per vincere anche questa volta“?

    Perchè? Per abbassare le quote delle scommesse, il morale di Valentino, per scaramanzia o che cos’altro?

    Sta di fatto che, ogni anno, Valentino in un modo o nell’altro trova il modo di stupire. Anche quando per assurdo e per beffa della fortuna o della Michelin o di chissà cos’altro, Valentino deve recuperare, dopo appena 5 gare, ben 43 punti dalla vetta, da un Hayden che bravo è, per carità, ma si è visto di meglio al mondo e da una moto, la RC211V marchiata HRC che potrebbe volare se solo fosse sotto le mani giuste.

    Quanto avrà influito questa classifica congelata sulla scelta di Valentino di non traslocare alla Ferrari? Quanto avrà pesato la nuova sfida della 800cc dell’anno prossimo? Quanto avrà contato l’orgoglio, la volontà a non lasciare le moto da perdente ma avere ancora voglia di giocarsela fino alla fine, di dire che ancora le carte non sono state scoperte tutte e che tra un bluff e una gomma fatta un pò meglio Valentino non considera ancora chiusa la stagione in corso?

    Mai arrendersi, mai mollare. Questo è il suo motto. E forse, continuare a divertirsi, del resto per crescere c’è ancora tempo.

    E glie lo si augura di divertirsi ancora come oggi, di lottare fino alla fine e di vincere meritatamente tutto quello che è ancora possibile. Senza metterci troppo la testa, senza pensare troppo al futuro, o almeno piace pensarla così. Piace pensare che le cose migliori vengano da quella sorta di istinto, o talento, o chissà cos’altro, che porta un pilota a correre una gara come quella di qualche ora fa.

    Un solo consiglio a Rossi, una pulce nel’orecchio che rasenta il livello di utopia. Valentino… dopo le moto, certo….perchè non buttare un occhio ai Rally? Non so, azzardo probabilmente….però, che bella spinta sarebbe per quel bellissimo sport!