Dainese: chiude l’azienda che veste Valentino Rossi

La crisi economica colpisce anche l'azienda simbolo del vestiario, delle protezioni e degli accessori dedicati ai motociclisti: la veneta Dainese, marchio leader nel settore, ha deciso di delocalizzare la sua produzione trasferendola da Molvena alla Tunisia

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    La Dainese – l’azienda veneta che veste anche campionissimi del calibro di Valentino Rossi e Jorge Lorenzo – ha deciso di trasferire tutta la produzione in Tunisia.

    Lo stabilimento produttivo di Molvena verrà chiuso e in Veneto resterà solamente l’amministrazione e l’attività di ricerca e sviluppo: sarà anche colpa della crisi, ma dopo la chiusura della Yamaha di Lesmo questo è senz’altro un ulteriore duro colpo per il “Made in Italy” legato al motociclismo sportivo e alle due ruote in generale.

    La crisi economica colpisce anche l’azienda simbolo del vestiario, delle protezioni e degli accessori dedicati ai motociclisti: la veneta Dainese, marchio leader nel settore, ha deciso di delocalizzare la sua produzione trasferendola da Molvena alla Tunisia.

    Nella storica sede veneta rimarranno solo la progettazione e il management, mentre per 120 lavoratori (su 250 circa attivi) scatterà la cassa integrazione. Meno “fortunati” gli 80 che entro dodici mesi saranno licenziati.

    Molvena è e resta il cuore della Dainese,” ha dichiarato l’Amministratore Delegato Franco Scanagatta, “L’obiettivo resta quello di confermare alla Dainese un ruolo di leader nel settore della ricerca nelle settore protezioni degli sport dinamici. Il ridisegno organizzativo però, richiede la trasformazione dello stabilimento da sede meramente produttiva a sede di progettazione. L’azienda si vede costretta, suo malgrado, a un intervento di ridimensionamento del personale, che toccherà circa 80 dipendenti: saranno utilizzati tutti gli ammortizzatori sociali possibili.

    La chiusura non toccherà però Valentino Rossi (che, ricordiamolo, poco più di un anno fa è stato nominato “presidente onorario” della AGV, il produttore di caschi di proprietà della Dainese) e i suoi colleghi, perché le tute e le protezioni utilizzate nelle competizioni sportive continueranno ad essere prodotte in Italia, mentre a migrare sarà la produzione degli articoli dedicati al mercato consumer, ormai gravemente compromesso dalla crisi economica.