David Coulthard, 1994-2008: la storia essenziale

La biografia essenziale di David Coulthard, uno dei piloti più longevi della Formula 1 che dopo 15 stagioni lascia il Circus ed appende il casco al chiodo

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    David Coulthard, 1994-2008: la storia essenziale

    Dopo 247 apparizioni, 15 stagioni e 13 vittorie, David Coulthard non è più un pilota di Formula 1. Dal difficile debutto e la sostituzione di Ayrton Senna, passando per gli anni in McLaren al fianco di Mika Hakkinen per arrivare all’epilogo firmato Red Bull, ripercorriamo la storia di uno dei piloti più esperti della massima competizione motoristica.

    IL DEBUTTO CON LA WILLIAMS. Con la morte di Ayrton Senna, David Coulthard viene coinvolto in un test dalla Williams per prendere il posto del brasiliano, rimasto tragicamente libero. Il debutto avviene in Spagna. Lo scozzese, però, fatica ad emergere anche a causa di una Williams FW16 non priva di problemi. Così, su spinta di un Bernie Ecclestone amante dei nomi di richiamo, la sua presenza nell’abitacolo numero 2 viene alternata con quella del vecchio leone Nigel Mansell. David colleziona in totale 8 presenza ed un secondo posto come miglior piazzamento.

    Al di là dei risultati non eclatanti, Coulthard desta una buona impressione nel team inglese e ottiene la riconferma a titolare per il 1995 quando, avesse visto più volte la bandiera a scacchi, avrebbe potuto persino lottare per il mondiale. Emblematiche in tal senso sono le 5 pole position consecutive conquistate nella seconda parte di stagione. Allora, va ricordato, partiva al palo chi era più veloce sul giro secco. Senza se e senza ma. Quell’anno arriva anche la prima vittoria in carriera all’Estoril e due pessime figuracce: esce di pista nel giro di formazione a Monza e sbatte contro le barriere entrando in pit lane ad Adelaide.

    INCOMPIUTO CON LA MCLAREN. Anziché restare in una Williams supercompetitiva a giocarsi il mondiale con un compagno come Damon Hill, tutto sommato alla portata, nel 1996 Coulthard decide di emigrare in McLaren dove trova un tostissimo Mika Hakkinen ed un team tutto da ricostruire. Nonostante le premesse non siano eccellenti, il buon David porta a casa una sorprendente vittoria ad inizio stagione 1997 e si ripete lo stesso anno a Monza. Nell’ultima celebre gara di Jerez, infine, cede quella che sarebbe stata la terza vittoria ad Hakkinen. Per il finlandese è, invece, il primo successo.

    Nel 1998 il suo nome resta legato all’infame gesto di Spa-Francorchamps quando alza il piede in rettilineo per farsi tamponare da Schumcher, togliendo al rivale di Hakkinen 10 punti fondamentali. Nei due anni seguenti, però, Coulthard riesce involontariamente a danneggiare persino il compagno di squadra. Celebre è il caso del GP d’Austria del ’99 quando lo butta fuori al via della gara. Nonostanti tenti in tutti i modi di emergere, il responso della pista è sempre a favore del finlandese.

    Il vero anno di gloria per Coulthard è il 2001 quando approfitta di una serie infinita di sfortune capitate ad Hakkinen per assumere il ruolo di rivale più accreditato di Michael Schumacher. Non a caso è quella la stagione dove mette in mostra un’inedita regolarità. Il mezzo a sua disposizione, però, è nettamente inferiore al binomio italo-tedesco e l’unica soddisfazione per il mascellone è quella di chiudere come vice-campione del mondo.

    LA SECONDA GIOVINEZZA RED BULL. Passata un ultima stagione in balìa di una McLaren non all’altezza dei top team e dove non sfigura affatto nel confronto con Kimi Raikkonen, Coulthard viene chiamato dalla debuttante Red Bull, nata sulle ceneri della Jaguar. Il team del beverone lo mette al centro di un progetto nel quale la sua esperienza in team di vertice rappresenta il punto di diamante. E i risultati arrivano. E’ quando ci si aspetta il definitivo salto di qualitò, grazie anche all’apporto del genio di Adrian Newey, invece, che il lavoro perde di efficacia e la tanto attesa prima vittoria non riesce ad arrivare. Anzi, ad eccezione di qualche exploit, lo scozzese non tiene il passo del compagno Mark Webber. Il ritiro a fine 2008, quindi, diventa la conclusione più logica della sua esperienza in F1.

    IL FUTURO. Due strade sono più accreditate di altre. Restare uomo immagine Red Bull sfruttando la sua abitudine al gossip ed alla mondanità oppure entrare a far parte del gruppo tv della BBC che seguirà la F1 per il Regno Unito. Meno probabile che tenga ancora il casco in testa e vada a fare sportellate nella Nascar Series Americana

    DAVID COULTHARD: SCHEDA PILOTA DEFINITVA

    Nome: David Marshall Coulthard

    Nato: 27 marzo 1971

    A: Twynholm

    Altezza : 183 cm

    Stagioni in F1: 15 (dal 1994 al 2008)

    Scuderie: Williams (94-95) , McLaren (96-04) , Red Bull (05-08)

    Mondiali vinti: 0

    Miglior risultato finale: 2° (2001)

    GP disputati: 247

    GP vinti: 13

    Podi: 62

    Pole position: 12

    Punti ottenuti: 535

    Giri veloci: 18