Dei, Centauri e Mitologia della MotoGP

Il dottor Costa della clinica mobile del motomondiale commenta i vari incidenti capitati a Valentino Rossi facendo notare come anche in grandi campioni finiscano con il rischiare la vita in questo sport a due ruote

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    Il mondiale 2006 è ormai solo un (brutto) ricordo per Valentino Rossi e i suoi tifosi. Sfortuna caduta come pioggia in una giornata di ottobre e tanto rammarico per un titolo che era quasi cucito sulla sua tuta.

    Il Dott. Costa, in un estratto dell’ interessante intervista di Paolo Castoldi, racconta il suo punto di vista sulla passata stagione, il titolo “quasi vinto” da Valentino e il suo impegno in MotoGP.

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    Dottor Costa, se l’aspettava la caduta del “re” Valentino Rossi?

    Come tutti, anch’io dico di no. E’ stata comunque un’annata stupenda la sua, Valentino ha sempre cercato di risollevarsi laddove ha incontrato la sfortuna. E’ stato incredibile per tutto l’anno, fino all’ultimo e` rimasto li’ a lottare, tranne nell’ultima corsa, in un’annata caratterizzata dalla sfortuna, che ha insegnato quanto quest’ultima abbia lo stesso peso della fortuna“.

    Sono piu` i meriti di Hayden o i demeriti Valentino? La sorte ci ha messo del suo…

    Rossi e` arrivato all’ultima gara in testa al Mondiale. Questo gli va riconosciuto. A Valencia poi gli e` successo di tutto: nel momento in cui la moto non andava bene ha cercato di accelerare in curva e ha trovato la caduta. In quel giorno la Honda era nettamente superiore, Valentino ha cercato trovare delle soluzioni in una situazione impossibile. Ci ha provato, del resto nell’arco di tutto l’anno si era abituato ai colpi avversi della sorte, quindi era un po’ preparato alla sfortuna e ha dimostrato di saperla accettare da campione qual e`“.

    Quando secondo lei la svolta della stagione?

    Rossi ha fatto una cosa grande rimontando tantissimi punti da Laguna Seca in poi. Nell’ultima gara infine ha ritrovato tutta la sfortuna che lo aveva perseguitato. Forse gli dei erano invidiosi“.

    Guardiamo avanti, al 2007. Chi lottera` per il primo titolo nell’era delle MotoGP da 800cc?

    Penso che nel 2007 sara` proprio Valentino a poterci sorprendere con un’altra stagione incredibile. Per me, se e` umanamente possibile, crescera` ancora. Assieme a lui ci sara` Daniel Pedrosa. Direi che lo scontro principale sara` tra Rossi e il giovane spagnolo. Gli altri? Subito dopo la prima coppia ci sono Capirossi e Melandri: questo sara` il poker di piloti che si giocheranno il Mondiale. Le moto possono cambiare, ma conta il talento, e` la classe a far sognare chi guarda. Sara` sempre cosi`, anche se questi piloti corressero in bicicletta“.

    Tra i giovani piloti italiani il dottor Costa vede qualche erede dei “grandi”?

    “C’e’ sicuramente Andrea Dovizioso, un pilota da guardare con grande attenzione. Poi il sammarinese De Angelis, un tipo molto generoso. E c’e` Pasini, altro gran pilota.”

    Con quali progetti il direttore della Clinica Mobile affronta il 2007?

    Continuo a inseguire questo sogno, di aiutare agli eroi del mondo mitologico del motociclismo