DesmoLoris 2006. Chi ben comincia…

jerez 2006

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    Capirossi comincia

    Ap/LaPresse

    Jerez inizia e…boom!

    Il Desmo16 versione 2006 di Loris Capirossi lascia tutti i grandi a bocca asciutta e trionfa in una tra le più belle piste di tutto il motomondiale.

    Capirossi parte a razzo, così come Gibernau. Valentino dalla terza fila in nona posizione dopo appena 20 metri è quarto, dopo 30 metri è per terra, stizzito. E fa male l’asfalto, ancora più male quando si lotta per il podio dalla partenza.

    Si defaccia il lato destro della sua M1, la pedana destra parte per la tangente e la leva del cambio, quella che comanda il freno posteriore si rompe senza possibilità di replica.

    Intanto davanti Capirossi continua la sua cavalcata, mettendo a tacere gli altri. Prima defezione di Gibernau, in terza posizione, che abbandona la pista per un problema al potenziometro del cambio, poi esce De Puniet, Melandri non brilla.

    Da lì in poi non c’è storia, se non in testa di gara e in coda.

    Capirossi spreme la sua Ducati, è un tripudio di rosso e di passione: argina Pedrosa che non lo scolla per un secondo e continua ad avanzare imperterrito verso il podio.

    Un perenne elastico tra Dani e Loris con Carlo Pernat (Ducati) in fibrillazione dai box.

    Pedrosa, che pesa infinitamente meno della sua moto, francobolla Loris senza timore reverenziale, lo stuzzica, si diverte, disegna traiettorie perfette, uscite di curva mirabili, lascia di stucco il pubblico sull’erba, in tribuna, nei paddok, a casa, lascia tutti a bocca aperta fino a decidere, negli ultimi giri, che un secondo posto può anche bastare per il suo esordio in motogp.

    Dietro, in ultima posizione, Valentino fa gara a sé. Impavido, strenuo e stakanovista, decide di continuare il suo personale granprix come solo lui sa fare, appoggiando il piede sul un mozzo di pedada e girando in1’40. 2 ovvero più veloce di Melandri in quinta posizione con 1’40.7 e sperando di raggranellare qualche punticino.

    E allora, macina strada, tuta, asfalto, pedane, secondi, leve del freno, rabbia, posizioni. Da 30 secondi dall’ultimo, si ritrova a finire la gara con due punti in tasca che sicuramente non fanno vittoria, ma possono fare la differenza.

    Si chiude così il primo appuntamento di MotoGP, con le solite conferme più qualcosa che invece non va.

    La Ducati di Capirossi è un bolide che incute timore a tutto il parco moto e piloti 2006. Alla Honda HRC cambiano i piloti e i meccanici, ma la RC211V rimane sempre la moto da battere.

    Melandri parte appannato, Pedrosa mostra il suo talento, come del resto era già stato fatto in 250, Hayden arriva e porta punti in casa Honda, Loris è più motivato che mai.

    E poi la Yamaha che merita un discorso a parte. Non è tutto oro il giallo che luccica e le M1 di quest’anno bisogna ancora capire se siano articoli da gioielleria o da bigiotteria. Rossi spreme la sua moto, ma non sembra completamente soddisfatto delle prestazioni, Davide Brivio afferma che c’è ancora molto da fare, Edwards si perde nel retroclassifica super-affollato. Così come alla Yamaha, sembra esserci ancora da lavorare anche per la Michelin.

    Ad ogni modo, questo fine settimana è stato praticamente all’insegna delle Ducati Rules! Un binomio, quello di moto italiana+pilota italiano, che non si vedeva da tempo.

    E allora, che festa sia!

    01 65 L.Capirossi Ducati 45’57″733

    02 26 D.Pedrosa Honda +0’04″375

    03 69 N.Hayden Honda +0’09″996

    04 24 T.Elias Honda +0’10″135

    05 33 M.Melandri Honda +0’19″547

    06 27 C.Stoner Honda +0’21″237

    07 56 S.Nakano Kawasaki +0’21″372

    08 10 K.Roberts Jr Kr +0’32″414

    09 21 J.Hopkins Suzuki +0’32″659

    10 6 M.Tamada Honda +0’35″983

    11 5 C.Edwards Yamaha +0’37″930

    12 71 C.Vermeulen Suzuki +0’39″514

    13 7 C.Checa Yamaha +0’42″829

    14 46 V.Rossi Yamaha +1’05″766 1

    15 66 A.Hofmann Ducati +1’23″300

    16 77 J.Ellison Yamaha 1 giro

    Cardoso, Gibernau, De Puniet ritirati