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Si fa fatica a trovare qualcuno in Formula 1 che abbia poco o niente a che fare con l’Inghilterra

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    Inghilterra

    Si fa fatica a trovare qualcuno in Formula 1 che abbia poco o niente a che fare con l’Inghilterra.

    Come nel GP d’Europa, anche qua sono in molti a sentire odore di casa.

    Più di tutti è la Williams, inglesi come loro ce ne sono rimasti pochi. Persino quelli della McLaren, vuoi per la quota Mercedes vuoi perché sembrano un po’ troppo furbi, sono meno british di Sir. Frank & Soci. Riusciranno i loro Cosworth a fargli finire la gara? Sono aperte le scommesse.

    Di madrepatria si può parlare anche per la Honda, grazie al britannicissimo Button e, perché no, grazie anche a Barrichello che da quelle parti c’è stato un tot, che a Silverstone ha vinto una grande gara nel 2003 e che anche le altre volte ha fatto delle belle figure.

    Scendendo ancora gli scalini delle ribalta si arriva a citare persino l’ex-Jordan adesso Midland (e in procinto di essere nuovamente venduta) e la Arrows divenuta Super Aguri con i loro quartier generali oltremanica.

    Come dimenticarsi, infine, della Red Bull – austriaca fino ad un certo punto – e del gonnellino più famoso del Circus, David Coulthard?

    Direte… ma la Ferrari? Certo, anche la Ferrari ci sta dentro. Alla grande o meno giudicatelo voi, fatto sta che è avvenuta a Silverstone la prima vittoria in F1 e ogni anno viene tirato in ballo il “capoccione” di Froilan Gonzales…

    Infiliamoci poi, senza scrupoli, anche quattro Bridgestone – che considerano questo il loro circuito europeo di casa – e i giochi sono fatti!

    Poverina la Renault. Pure stavolta è lei l’unica ad essere nettamente tagliata fuori dai banchetti celebrativi.

    Come consolarsi? Sempre nello stesso modo, ovviamente. E’ passato un mese dal Nurburgring, ma come allora questi sono sempre primi, e – anche se non sono a casa – è un bel vivere lo stesso…