Donington MotoGp 09: Disastro Ducati, Dovizioso su tutti!

Decima prova (bagnata) della MotoGP, l'ultima tenuta a Donington, dove sorprendentemente vince Dovizioso al suo primo successo nella Classe, davanti alle altre due sorprese Edwards e De Puniet

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    dovizioso donington 2009

    Il nuovo eclatante episodio di questa imprevedibile Saga MotoGp 2009, andato in scena per l’ultima volta qui nel bagnato tracciato inglese di Donington Park, ha visto tra mille colpi di scena l’inaspettato ma meritato successo finale del Forlivese Andrea Dovizioso, siglando la sua prima vittoria in MotoGp.

    Subito dietro il bravo pilota HRC, questo enigmatico Gp mezzo bagnato e mezzo asciutto ha portato al traguardo altre due sorprese, vale a dire un sorprendente Texas Tornado Edwards, il quale, allontanato fortunatamente il primitivo pensiero di partire anche lui con le rain (infatti, Colin ha cambiato idea solo all’ultimissimo momento, notando come il vento stesse rapidamente asciugando la pista!), ancora una volta ha mancato di pochissimo il suo primo successo nel Mondiale Velocità, regolando proprio all’ultima curva un volitivo ed altrettanto inatteso Randy De Puniet, che con questo terzo posto insperato ma caparbiamente inseguito ha regalato il primo podio in assoluto al Team LCR di Cecchinello.

    Dopo la resurrezione di Pedrosa a Laguna Seca, ora tocca all’incredibile ritorno di Dovi, e mai comeback è stato più luminoso e meritato.

    Questo incredibile Gp, decimo dall’inizio della stagione ed ultimo prima della breve (quest’anno) pausa estiva di appena tre settimane che sigla la fine della prima parte del Mondiale, per i suoi eccezionali contenuti ed accadimenti è certamente destinato a lasciare una impronta duratura non solo e non tanto per il proseguo del Campionato, vista la nuova situazione di classifica solo leggermente mutata, ma anche sulla situazione psicologica di diversi piloti, protagonisti nel bene e nel male di questa fatidica giornata inglese.

    Prima di tutto, ecco finalmente arrivato lo sblocco – agonistico ma probabilmente anche psicologico – di un pilota bravissimo ma che da un anno e mezzo abbondante ha sempre vanamente inseguito, anche a causa di una buona dose di sfortuna, il primo podio nella Classe Regina, dopo tantissimi quarti posti (di cui il primo addirittura all’esordio assoluto a Losail 08), per raggiungerlo finalmente oggi, e nel modo più insperato e migliore possibile, visto che è arrivato portando in dote anche la sua prima Vittoria in MotoGp!

    Donington evidentemente si addice moltissimo al giovane pilota Forlivese visto che vi ha vinto in TUTTE le tre Classi ancora esistenti, in 125 nel 2004, in 250 nel 2007 ed ora finalmente anche in MotoGp, ed è doveroso ricordare che, nella Storia del Mondiale Velocità, Andrea sia appena il secondo in assoluto sul tracciato inglese a riuscire in quest’impresa, dopo Rossi.

    Questo storico risultato suona quindi davvero significativo e galvanizzante non solo per il pilota, visto che arriva dopo una catastrofica striscia di ben tre suoi zeri consecutivi, ma anche per la stessa HRC che conta il secondo successo negli ultimi tre Gp, dopo un inizio di Campionato a dir poco deludente.

    A ben vedere oggi si è avuto per la prima volta nella stagione un autentico trionfo collettivo Honda, con tre moto tra le prime quattro, di cui ben due private, contando oltre a quella di De Puniet anche la San Carlo-Gresini di De Angelis, arrivato splendido quarto, eguagliando in tal modo il suo miglior risultato in assoluto in MotoGp, dopo uguali piazzamenti nel Gp appena precedente al Sachsenring ed a Mugello 08.

    La moto nettamente migliore in campo resta tuttavia di gran lunga la Yamaha, la sola Casa che sia andata SEMPRE a podio (spesso con una doppietta) in TUTTE le dieci prove fin’ora disputate, ed è altamente significativo che pur in una giornata non certo ideale per i due suoi prestigiosi piloti ufficiali Fiat, sia riuscita comunque a piazzare anche oggi ben tre moto tra le prime sei, con Toseland ottimo sesto a completare un fantastico risultato complessivo per il Team satellite Tech 3, di certo il più prestigioso di tutta la sua Storia.

    Come si è ben visto, e proprio come era in effetti largamente prevedibile fin dall’inizio di questa gara PUR dichiarata bagnata alla partenza, oggi è finito davanti chi NON ha cambiato le coperture ed è riuscito a guidare magistralmente sull’umido senza cadere fino al traguardo con le slick, sia soft compound (come Dovi, Colin e quasi tutti gli altri) o medium (come Randy).

    Come sappiamo, praticamente TUTTI – tranne i due riders ufficiali Ducati – sono partiti con le coperture da asciutto, essendo questa la SOLA scelta logica da fare, visti i tanti precedenti già trascorsi, e le condizioni della pista, quasi completamente asciutta al momento dello start.

    Ciò premesso, oggi ho assistito ad una delle vicende più incomprensibili ed assurde che MAI mi sia capitato di vedere su un campo di gara. Infatti, la peraltro concorde decisione di Stoner e di Hayden, presa per inciso CONTRO l’unanime parere di tutto il loro Team, comunque a mio avviso non certo incolpevole, di partire con le rain oggi non poteva risultare che assolutamente folle ed assurda, e foriera di un disastro completo ed irrimediabile, forse il peggiore MAI capitato al prestigioso Team di Borgo Panigale fin dal suo esordio nel lontano 2003.

    Questo GOOF monumentale, codesto grossolano e patetico svarione, perpetrati da due pur prestigiosissimi Campioni con un dilettantesco presappochismo che davvero fa trasecolare, anacronistico e completamente fuori luogo specie in quest’epoca di esasperato professionismo, e che i due malcapitati protagonisti hanno avuto il coraggio di difendere anche dopo la gara, contro ogni logica ed evidenza, spacciandolo per “non certo uno sbaglio, piuttosto un azzardo che non ha pagato, ma che avrebbe potuto benissimo avere successo”, NON ha infatti assolutamente alcuna umana giustificazione, e se è sempre possibile, seppur rarissimo, che qualche singolo pilota impazzisca, già la sincrona e duplice follia di ENTRAMBI i piloti ufficiali sembra davvero una cosa completamente fuori dal mondo.

    Come era ovvio, in pochi giri le coperture rain di entrambi i riders Ducati senza adeguato raffreddamento si sono irrimediabilmente sfaldate, ed a quel punto, visto che la pioggia vera NON arrivava, sarebbe stato davvero molto meglio ammettere subito l’errore e precipitarsi conseguentemente a cambiare la moto passando fulmineamente alle gomme slick tentando di salvare il salvabile, piuttosto che persistere in modo assolutamente FOLLE a disputare TUTTA la gara con le prime gomme da pioggia, NON solo completamente inadatte comunque alla situazione della pista – che pur tra vari spruzzi di pioggia si è comunque costantemente mantenuta quasi asciutta a causa del vento e della elevata temperatura del manto stradale – ma comunque quasi completamente distrutte dopo poche tornate!

    Il fatto che siano comunque durate fino alla fine resta quasi un mistero cosmico, ma basta vedere i pesantissimi distacchi rimediati al traguardo dalla coppia Ducati, per di più umiliata da più di un doppiaggio, per rendersi conto di quanto folle sia stata questa condotta di gara. Ripeto, questo comportamento assurdo ed autolesionistico NON ha assolutamente alcuna giustificazione e sfida letteralmente ogni logica credibilità, specie da parte di due prestigiosi Campioni del Mondo della MotoGp!

    Sia Hayden che Stoner, evidentemente suggestionati da un velocissimo warm up con le rain, hanno letteralmente puntato i piedi contro l’unanime parere di tutta la Squadra, imponendosi a forza su di essa asserendo come “non fosse assolutamente possibile andare contro il loro stesso istinto di piloti”. A parte le improbabili farneticazioni di siffatti meteorologi dilettanti, quello che davvero NON riesco a capire è come un uomo di polso come Suppo si sia lasciato mettere i piedi in testa in questo modo senza reagire ed anzi imporre, come se nulla fosse, questa pazzesca risoluzione proprio in una delle prove decisive del Campionato.

    Fossi stato in lui, mi sarei saputo imporre anche con la forza e per tempo, per evitare quello che si delineava chiaramente da subito come un assurdo disastro annunciato. Una cosa del genere ai tempi del granitico Squadrone MV Agusta sarebbe stata semplicemente inimmaginabile, il dispotico e geniale Conte Domenico – ma sarebbe bastato anche il suo grande team director Arturo Magni – si sarebbe letteralmente mangiato vivo un pilota che avesse azzardato anche solo vaghi atteggiamenti ribelli ai suoi ferrei ordini di scuderia!

    Infatti, oggi Stoner ha perso stupidamente un’occasione importantissima per guadagnare punti non solo su Lorenzo, oggi caduto mentre guidava gagliardamente la corsa al nono giro, ma pure su Rossi, ugualmente scivolato a sua volta in testa alla ventesima tornata ma con ASSAI maggior fortuna, visto che non solo è stato in grado di rimontare celermente in sella visto che la sua M1, a differenza di quella distrutta del Team Mate, non aveva riportato nessunissimo danno, ma anche agevolato dalla davvero poco comprensibile, improvvida ed assolutamente fallimentare decisione di alcuni riders – che, vedi caso, lo precedevano TUTTI dopo la sua caduta, tra cui la coppia Rizla Suzuki, Kallio e Melandri – di cambiare la moto in una avanzata fase della corsa, quando era assolutamente chiaro che la tanto (da alcuni) invocata vera pioggia NON sarebbe mai arrivata in tempo a cambiare proprio alcunchè.

    Va bene che la Cospicua Unica Lodevole Operosa buonasorte sembra costantemente assistere l’urbinate in simili casi, ma questa unicissima combinazione di elementi favorevoli sembra davvero troppo, almeno nel breve volgere di UN solo Gp. Il risultato di questa ennesima botta della sopraddetta dea bendata è che Valentino pur con un apparentemente modesto quinto posto finale, grazie appunto anche alle disavventure degli avversari diretti ed all’involontario aiuto di altri che pure teoricamente dovrebbero corrergli contro, si ritrova adesso con un vantaggio ulterirmente accresciuto sui suoi due classici concorrenti, ovverosia Stoner e Lorenzo.

    Lupus in fabula, oggi Jorge come al solito ha provato alla sua irruente e coraggiosa maniera a vincere di forza, ma il suo giovanile slancio si è purtroppo esaurito fin troppo presto, appena al nono giro, a causa peraltro di un suo preciso errore. Il Campione Majorchino infatti, appena fuori traiettoria, ad un certo punto ha frenato in staccata proprio sulla riga bianca, e con una tale violenza che fa supporre che ANCHE se fosse stato nella posizione giusta un metro più all’interno sarebbe volato a terra lo stesso.

    Lorenzo dopo la lunga scivolata sull’asfalto è rimasto illeso ed ha provato a riprendere, ma è apparso subito chiaro come la sua M1 fosse sfortunatamente rimasta troppo danneggiata per continuare.

    Peccato, perche QUESTA era davvero l’occasione in cui una condotta di gara un pò più accorta e prudente avrebbe pesantemente pagato, specie nei confronti di Stoner che con l’assurdo hara-kiri di cui sopra si era eliminato da se stesso dalla lotta, ma anche rispetto a Valentino – storicamente sempre in difficoltà nella gare flag to flag – che alla fine dei giochi non sarebbe infatti andato più in là di un quinto posto. Jorge ha evidentemente avuto troppa fretta e poca prudenza, peccando ancora una volta di mal consigliata precipitazione perchè SE avesse stretto pazientemente i denti e resistito in piedi fino alla fine senza cadere, esattamente come hanno fatto Dovizioso ed i suoi compagni di podio, adesso la situazione di Classifica sarebbe certamente assai più interessante per lui, anche perchè, ne sono certissimo, Lorenzo NON avrebbe di certo cambiato la moto come scriteriatamente diversi altri hanno fatto.

    Un’ulteriore riprova di QUANTO oggi il sangue freddo, una condotta prudente e soprattutto la saggia decisione di NON cambiare le coperture abbiano davvero pagato, l’abbiamo considerando la pregevole corsa di Canepa, arrivato alla fine buonissimo ottavo – di gran lunga il suo miglior risultato dell’anno – specie se comparata con quella del team mate Kallio, che dalla sua ottima sesta posizione, dopo un cambio di moto a dir poco improvvido si è ritrovato solo decimo al traguardo!

    Pedrosa invece, nonostante la stessa condotta di gara di Canepa, oggi non è stato in grado di andare più in là di un (per lui deludentissimo) nono posto dietro appunto al rider Pramac Ducati, a causa, a suo stesso dire, delle sue Bridgestone da asciutto che si sono raffreddate troppo durante la fase centrale della gara per permettergli di tenere lo stesso passo dei primi. E’ quasi inutile dire che oggi le condizioni per chi abbia corso fino alla fine con le slick erano esattamente le stesse per tutti.

    Meglio di lui ha fatto Melandri arrivato settimo pur cambiando la moto, ma sempre ben dietro a Rossi che pure era caduto perdendo parecchio tempo. Da un ex maestro della pioggia come lui mi sarei aspettato comunque ben altro risultato oggi, e sono certo che SENZA il cambio moto Marco sarebbe finito ben davanti all’urbinate con una posizione ancora migliore.

    Molto meno bene è andata, come già accennato, ad altri due malcapitati che hanno erroneamente effettuato lo switch moto-coperture, cioè la coppia Suzuki che ha concluso ingloriosamente all’undicesimo e tredicesimo posto rispettivamente (con in mezzo la matricola Talmacsi) con Capirossi e Vermeulen, altro EX bravissimo sul bagnato che invece oggi ha rimediato un’altra bruttissima figura proprio nelle condizioni per lui teoricamente ideali.

    Come ovvia conseguenza di tutte le figuracce fatte in questa stagione, voci ben accreditate del paddock indicano che questo possa benissimo essere il suo ultimo anno in Suzuki, con probabile approdo alla natìa WSBK.

    Dietro a Chris, come sappiamo, sono arrivati buoni ultimi i due trombati giocatori d’azzardo targati Marlboro Ducati, ovverosia Stoner ed Hayden. Per loro, spero davvero che questo disastroso gambling, assolutamente suicida perchè fin dall’inizio a probabilità zero, sia servito di severa lezione specie a Stoner, il solo dei due che oggi abbia veramente perso un’occasione d’oro, vista proprio la sua abituale assoluta supremazia in caso di pioggia, per recuperare terreno in classifica. Per lui, l’augurio in questa breve pausa estiva di recuperare non solo la condizione fisica, ma ancor di più l’olimpica calma ed il mirabile sangue freddo – specie proprio nelle condizioni difficili – che gli sono sempre stati abituali.

    E’ quello che vedremo già a Brno a metà Agosto, nello splendido circuito ceco VERO tempio della Velocità Europea, primo di una serie ravvicinata di tre Gp – comprendente anche Indianapolis e Misano – che saranno senza dubbio cruciali ed importantissimi nel definire la Classifica finale di questa intensissima Stagione MotoGp, prima delle quattro prove finali in Portogallo, Malesia, Australia e Comunità Valenciana. Come si vede, le prove ancora da disputare ammontano a ben sette, ed è palese che con ancora 175 punti ancora teoricamente assegnabili, i giochi siano attualmente tutt’altro che chiusi.

    Un tracciato, quello bellissimo di Brno, dove pure le splendide Yamaha dominatrici incontrastate del Campionato saranno ancora – come sempre del resto quest’anno – le favorite, ma comunque aperto ad ogni possibile risultato per i trascorsi storici e per le meravigliose (e purtroppo ormai uniche nel nostro continente) caratteristiche intrinseche della pista.

    Appuntamento dunque imperdibile in Terra Ceca per un nuovo week end di passione ed un’ennesima adrenalinica puntata di questa imprevedibile, appassionante e talvolta (come appunto oggi in Inghilterra) folle Saga MotoGp 2009!

    DONOVAN

    Foto: Motblog.it