Donington secondo Flamigni

Matteo Flamigni, il celebre telemetrista di Valentino Rossi, analizza il circuito di Donington dove si disputa il Gran Premio di Gran Bretagna della MotoGP

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    La “Craner” dal vivo

    Il Team Camel Yamaha, purtroppo, oggi non può essere felice dei piazzamenti in qualifica ottenuti dai suoi due piloti. Edwards 10° e Valentino 12° addirittura.

    Dalla Yamaha, però, arriva anche un utilissimo commento tecnico sul tracciato di Donington, particolarmente gradito a molti piloti.

    Ecco l’analisi di Matteo Flamigni, telemetrista di Valentino Rossi, sul circuito inglese di Donington Park, particolare per gli spettatori che hanno una visione pressochè totale della pista, per le curve che hanno un’inclinazione negativa e quindi vanno a sollecitare oltremodo l’anteriore e infine per il famosissimo curvone in discesa “Craner”, dove il pilota può fare la differenza.

    Non conosco un circuito che abbia una serie di curve veloci come Craner” dice Flamigni sul sito ufficiale Yamaha-Racing. “Il pilota qui è più importante della moto perché ci vuole molto coraggio per buttarsi giù in picchiata. L’avantreno però deve essere sufficiente stabile per tenere la pista a oltre 200 km/h, nonché molto leggero per copiare perfettamente le notevoli variazioni altimetriche.

    Donington ha una doppia anima. La prima sezione del tracciato è molto veloce mentre la seconda ha curve molto lente. La curva nove è particolare perché in pochi metri i piloti passano da 280 a 60 km/h quindi la moto deve essere stabile in frenata, soprattutto perché questo è uno dei punti ideali per il sorpasso. La messa a punto è sempre una questione di compromesso ma a Donington questo è più vero che altrove. La moto perfetta deve essere bilanciata per andare bene nelle due differenti sezioni della pista.”