Ducati MotoGP 2012: alla ricerca della guidabilità perduta

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    Motomondiale Gp Qatar

    AP/LaPresse

    In questo week end la MotoGP affronterà il decimo round della stagione 2012, i riders si sfideranno nella pista californiana di Laguna Seca. Il circus della MotoGP si presenta all’appuntamento americano con una classifica piloti che rispecchia i valori emersi: in testa troviamo infatti Jorge Lorenzo che con la sua Yamaha precede le due Honda HRC, Pedrosa è staccato di 19 punti, mentre Stoner accusa un ritardo di 37 punti dal maiorchino.

    Anche la classifica del mondiale costruttori evidenzia la supremazia della Yamaha, che però è tallonata da vicino dalla casa di Tokyo (a soli 5 punti), mentre la Ducati è ben più lontana dalle case giapponesi. Ovviamente nessuno dà per finita questa stagione, infatti gli investimenti delle case costruttrici in vista della seconda parte di stagione sono cospicui come testimoniano le continue novità che i piloti provano nelle giornate di test.

    Ducati al 20% del pacchetto completo

    ducati motogp 2012

    Fino a poche settimane fa, sembrava che in California avrebbe debuttato una moto molto evoluta, ma bisognerà ancora aspettare: Infatti nonostante gli ingegneri stiano continuando il lavoro di sviluppo della GP12, non sono riusciti a sviluppare in tempo i nuovi pezzi che dovevano aiutare i piloti a gestire il motore desmodromico. In casa Ducati, infatti, la parola d’ordine è guidabilità, visto che i cavalli non mancano, e il prossimo motore che arriverà (il 4° della stagione) sarà gestito da una nuova elettronica e sarà predisposto per montare nuovi componenti. Anche la nuova elettronica va nella strada di un addolcimento del carattere della D16, con inedite strategie. Tutti queste caratteristiche sono anticipazioni della moto che la casa italiana schiererà nella stagione 2013.

    Valentino Rossi confessa: “Siamo solo al 20% del pacchetto completo, aspettiamo l’altro 80”. Si lavora anche sulla ciclistica, il serbatoio è stato ridisegnato e le masse accentrate, ma queste modifiche sembra non verranno adottate presto in gara, forse faranno il loro debutto solo verso la fine della stagione, dopo i test di Misano, previsti per metà settembre.

    Anche il telaio è un sorvegliato speciale e Preziosi ha confermato che i progettisti sono al lavoro per modificarlo. La questione anche qui riguarda le tempistiche visto che la casa italiano non può contare sulle risorse delle case giapponesi, certamente un grande aiuto potrebbe darlo Audi, ma per il momento è ancora troppo presto per sapere quando e se i tedeschi decideranno di investire molte risorse economiche e umane sul progetto GP12.

    Honda porta in pista la moto del 2013?

    honda 2012

    La Honda è certamente la casa che ha maggiormente investito in questa stagione, sia per risolvere i problemi di chattering che i piloti hanno evidenziato sulla RC213V, sia per cercare di recuperare il gap che si era venuto a creare con la Yamaha. E proprio l’insieme di questi due fattori ha permesso a Lorenzo di allungare in classifica mondiale.

    Per risolvere queste situazioni, già ai test del Mugello la casa alata ha fatto debuttare una moto con un telaio diverso e un nuovo motore, modifiche che anche qui sono anticipazioni della moto per la stagione 2013. Di queste novità provate dai due piloti HRC Pedrosa ha promosso entrambi i componenti tanto da volersi usare già per questa gara americana, mentre Stoner non sembra essere stato colpito così positivamente da queste novità.

    Yamaha con un occhio di riguardo per il motore

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    La moto di Iwata è senza dubbio la più equilibrata del lotto, ma Lorenzo si lamenta di accelerazione e velocità massima. Per tentare di risolvere il problema relativo alla mancanza di velocità massima, Yamaha ha apportato alcune modifiche al pacchetto aerodinamico della parte anteriore della moto, ma manca ancora un po’ di spunto in uscita dalle curve lente. Per ovviare a questa mancanza, per i test di Barcellona e del Mugello, dal reparto corse della casa dai tre diapason sono arrivati due motori modificati, ma questi non hanno trovato il favore di Jorge.

    In casa Yamaha il propulsore non è un sorvegliato speciale solo per le prestazioni, ma anche per la durata visto che con la caduta di Assen il maiorchino ha praticamente buttato un motore nuovo e adesso ai box dovranno calcolare con attenzione ogni mossa per finire la stagione stando nei limiti delle sei unità concesse dal regolamento. Se il team e/o il pilota dovessero incappare in un altro imprevisto Lorenzo sarebbe costretto a partire dai box, quindi ora la Yamaha si trova nella condizione di dover apportare modifiche solo quando si è completamente certi di miglioramenti e affidabilità, pena una sanzione che avrebbe un prezzo troppo alto.