Ducati MotoGP: elogi per la nuova Desmosedici

La Ducati Desmosedici si è creata la fama di motocicletta indomabile, potente ma difficile da guidare, o almeno difficile per tutti quei piloti che non si chiamano Casey Stoner

da , il

    La Ducati Desmosedici si è creata la fama di motocicletta indomabile, potente ma difficile da guidare, o almeno difficile per tutti quei piloti che non si chiamano Casey Stoner.

    Quest’anno però a Borgo Panigale si sono concentrati sul motore della Desmo16 GP10, lavorando per renderlo meno bizzoso e far sì che la moto fosse più guidabile: il risultato è stato l’adozione della nuova configurazione “Big Bang” e la Rossa ha iniziato ad andare che è un piacere. A voi l’opinione di Vittoriano Guareschi.

    La nuova Desmosedici GP10 piace a tutti. Tecnici e piloti sono d’accordo nell’affermare che il passaggio dal motore in configurazione “Screamer” alla versione “Big Bang” ha reso la moto Ducati più guidabile, portando vantaggi soprattutto a Nicky Hayden – che ha sempre sofferto un po’ l’indomabilità della D16 – senza nulla togliere alle prestazioni di Casey Stoner, unico pilota a saper domare i cavalli della Rossa.

    La grande differenza è che il motore ha una erogazione di potenza molto più morbida ed è molto più sfruttabile rispetto alla vecchia versione Screamer,” ha dichiarato Vittoriano Guareschi, nuovo Team Manager della Ducati, “E’ un grande miglioramento per tutti e non solo per Stoner: quando si guarda alla classifica, Casey è infatti rimasto nella stessa posizione, ma gli altri piloti sono più vicini alla parte alta della classifica e questo è un passo positivo per l’immagine della Ducati.

    I tecnici della Ducati hanno infatti lavorato per tutto l’inverno soprattutto sul motore della D16, così da renderlo più gestibile senza perdere nulla in potenza: “La caratteristica principale del motore precedente era che sembrava avere il turbo e quando la potenza arrivava era difficile scaricarla sulla ruota posteriore… Solo Casey era in grado di farlo e per gli altri era difficile,” ha continuato Guareschi, “Con il nuovo motore invece si riesce a scaricare la potenza e a trasferirla alla ruota posteriore, per questo ricorda la GP6.

    Ma quali sono le caratteristiche della nuova Desmosedici?

    Il collegamento tra l’acceleratore e il pneumatico posteriore è molto meglio e più facile da capire. Ora con il nuovo motore si può usare molto meno l’anti-spin, perché il gas è perfettamente a contatto con il motore e con la ruota posteriore. La GP10 può andare come una 250 dove prima non si poteva,” conclude il Team Manager della Ducati, “Penso che il motore Big Bang sarà più costante in termini di prestazioni e sarà un vantaggio quando il grip non sarà perfetto e quando le condizioni cambieranno. Sarà un motore più facile da utilizzare per il pilota.”