…E se fosse il cammello?

Prima Max Biaggi e poi Valentino Rossi

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    aglio

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    Prendete aglio, sale, sabbia, carbone, sassolini bianchi, spighe di grano e capelli (che in questo periodo abbondano sulla testa di Valentino), olio, cornetti napoletani (e magari anche croissant per la colazione) e quant’altro conosciate per scacciar via la sfortuna.

    Chiediamo a Valentino di condire il tutto con i suoi celeberrimi trucchetti scaramantici e speriamo che la pozione funzioni.

    Perché?

    Motivo della riunione Wicca, adattata per l’occasione in uno scenario motociclistico, è la Sorte che muove i fili dei poveri sfortunati che nella loro carriera di centauri della massima serie incappano nella livrea del Cammello.

    E, in epoca di revival del termine “cammellata”, sembra proprio che il “Camel” sia sinonimo perfettamente attinente alla curiosa espressione.

    L’alterna fortuna che governa i piloti che indossano la tuta gialla si dovrà pur combattere in qualche modo?

    Pensiamoci…

    Prima di lui, altri celebri centauri hanno indossato la dorata livrea con pessimi risultati, a conferma che non è tutto oro ciò che è giallo.

    Ricordate Max Biaggi? Ottimo pilota, ma al tempo, più che meritarsi l’appellativo di “er banana” non è che avesse racimolato troppi punti. E Barros dove lo mettiamo? E adesso, passa che ti ripassa, il testimone è arrivato nelle mani di Valentino.

    Che fin’ora non ne ha azzeccata una, pover’uomo, tranne una vittoria stra-sofferta a Losail.

    Si, perché a Valencia, al debutto del nuova moto e, soprattutto, della nuova tuta giallo splendente, se ricordiamo bene, è stato centrato in pieno da un Elias-bowling che ha fatto strike proprio sul campione in carica della motogp.

    Che esordio invidiabile, no?!

    Aggiungiamo che, notoriamente, le moto di giallo vestite non si riesce proprio a farle andare e soffrono tutte, nessuna esclusa, di un terribile male che sembra incurabile e che sui libri di medicina risponde al nome di “chattering”.

    E pensare che “il Gobbo” è, da sempre, “il portafortuna”. “Tocca, tocca la gobba del gobbo, che porta fortuna!”, lo sanno tutti.

    E il cammello, che ne ha addirittura due di gobbe?

    Sarà forse qualche strana proprietà pseudo-matematico-irrazionalista che recita: (+gobba)*(+gobba)= -gobba? E la dimostrazione? Come dire che il prodotto di più fortune restituisce una dose intera di sfortuna? Fourier sarebbe stato fiero di noi! E forse anche Cartesio.

    E, cosa più importante, da fissare bene a memoria è la proprietà commutativa del cammello. Pur cambiando il team della moto, la (s)fortuna non cambia.

    Corollario: Il cammello non sottilizza, Honda o Yamaha non fa differenza, la mala sorte tocca tutti.

    Analizzata “scientificamente” la situazione, resta da trovare la soluzione al quesito: “Riuscità Valentino Rossi a risolvere il problema del cammelo, invertire la tendenza e ricominciare a vincere?”

    Noi incrociamo le dita!