Ecclestone addio, le cinque proposte più “originali” per la Formula 1

In 40 anni di gestione del Circus ha regalato spesso curiose visioni sulla strada che avrebbe dovuto intraprendere la categoria

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    Bernie Ecclestone F1

    Quarant’anni di gestione della Formula 1 firmata Ecclestone hanno significato un’evoluzione clamorosa impressa alla categoria. E’ passata da sport quasi “amatoriale” a business globale con un livello di professionalità, organizzazione (e impenetrabilità) clamoroso. Sviluppi su ogni fronte, dalla sicurezza alla divisione dei proventi con le squadre. Sono stati anche anni nei quali prendere atto di proposte spesso provocatorie, fatte per muovere le acque e lanciare segnali chiari. Come dimenticare poi alcune “perle” di originalità, proposte degli ultimi anni supportate da Bernie? Passiamone in rassegna alcune tra le più “famose”.

    Finale con punteggio doppio

    Il 2014 è il primo anno dell’era turbo ibrida e c’è la necessità di tenere il campionato aperto fino all’ultima gara. Abu Dhabi paga decine di milioni di dollari per riservarsi l’ultima tappa in calendario, sperando di essere il palcoscenico decisivo per l’assegnazione del titolo. Nel 2013 la FIA approva un’idea alquanto originale, prospettata da Bernie Ecclestone: punteggio doppio all’ultima gara. Cinquanta punti in palio contro i tradizionali 25 assegnati al vincitore, un divario sul secondo che da 4 sale a 14 punti. L’esito del campionato non muterà, il leader alla vigilia, Hamilton, si conferma campione, anche per i problemi tecnici avuti da Nico Rosberg. L’idea del doppio punteggio verrà subito cassata e nel 2015 si tornerà a un calendario in cui tutte le gare assegneranno uguale punteggio.

    Le medaglie

    Per la prima volta lancio l’idea nel 2008, tornando a riproporla nel 2016. Anziché la classica assegnazione dei punti, diamo le medaglie: oro, argento e bronzo. La logica, secondo Ecclestone, era quella di assegnare il titolo al pilota che avesse ottenuto il maggior numero di medaglie d’oro, a suo dire così avremmo avuto gare più combattute in testa, senza assistere a piloti che si accontentano del secondo posto, visti i pochi punti di differenza. Non si è mai arrivati seriamente a discutere dell’introduzione del format proposto.

    Cosa attendersi dalla Formula 1 del dopo-Ecclestone?

    Muretti intorno alla pista

    E’ la proposta più recente. Alla vigilia del Gran premio del Messico Ecclestone lanciò un’idea ancora in grado di sollevare polemiche. Le piste avrebbero dovuto avere tutte dei bassi muretti a pochi centimetri dalla carreggiata. La valutazione nasce dal fatto che a Montecarlo, con le barriere, i piloti riescono ad andare al limite e senza commettere troppi errori, mentre le vie di fuga classiche lasciano troppo spazio per recuperare.

    Motori aspirati come alternativa alle power unit

    E’ da sempre stato un convinto oppositore alle power unit ibride, Ecclestone. La sua idea di motorsport passa da motori semplici, in barba alla tendenza delle auto stradali a diventare sempre più efficienti ed ecologiche. Il motore V8 o il V10, con un sistema di recupero dell’energia semplice, il classico Kers, sarebbe stato più che sufficiente, la strada giusta per la Formula 1, in grado di limitare i costi per le scuderie ed essere comprensibile al pubblico.

    Griglia di partenza invertita

    E’ stata la proposta all’origine del fallimentare tentativo proposto nelle prime gare del 2016, con l’eliminazione a taglio continuo durante le tre fasi della qualifica. A quel sistema bocciato da tutti si arrivò per arginare l’idea di Ecclestone che intendeva penalizzare i migliori piloti in qualifica. Tra le possibilità prospettate da Ecclestone, l’inversione delle prime 8 o 10 posizioni della griglia di partenza, per assistere al recupero dei più veloci e rendere le gare più interessanti. Alternativa a tale format fu anche la proposta di due gare anziché una singola, nella rivisitazione complessiva del week end di gara: gara-1 al sabato e gara-2 alla domenica, la seconda nuovamente con posizioni di partenza invertite rispetto all’ordine di arrivo della prima. Anche su questo fronte (al momento) nulla di fatto.