Ecclestone scommette su Las Vegas

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    Il Gran Premio a Las Vegas del 1982

    Bernie Ecclestone sta pensando di far spostare la sede di svolgimento del GP degli Stati Uniti da Indianapolis a Las Vegas. La F1 ha sempre avuto un rapporto contrastato con il mondo a stelle e strisce ma non per questo c’è l’intenzione di mollare la presa su quel mercato.

    Indianapolis è un nome mitico per gli appassionati di motori. Ma il fascino che quel nome evoca non ha portato fortuna alla F1 oltreoceano.

    A complicare i piani di emigrazione ci si è messo anche lo spiacevole inconveniente dello scorso anno con le gomme Michelin che si sbriciolavano sull’asfalto del circuito più famoso del mondo.

    Per cui, dato che il contratto con l’autodromo scade quest’anno, Ecclestone starebbe pensando ad un’altra sede. Un’altra scommessa per il patron della Formula 1, che poteva essere fatta solo nel luogo di culto dei giocatori d’azzardo.

    A Las Vegas il Circus c’è già stato all’inizio degli anni ’80. Altro che quegli ovali che hanno sempre fatto dannare le vetture di F1. Quello che ci vuole è un bel circuito cittadino «magari che passi davanti ai più famosi casinò» come suggerisce Ecclestone.

    Quello che ci vuole è un circuito che faccia tremare la terra sotto ai piedi al passaggio dei nostri bolidi europei. Che faccia impallidire gli americani. E che faccia capire che le macchine e i piloti più bravi a lambire i muretti sono proprio i nostri.

    Ad onor del vero, dobbiamo dire che anche il campionato IRL prevede circuiti cittadini. Ma quelle sono auto fatte solo per sfrecciare a 400 all’ora negli ovali. Un’altra cosa insomma.